Monferrato: Le migliori cose da fare e da vedere

di Niccolò Petrilli
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Un paesaggio di Monferrato

Benvenuti in Monferrato! Magnifico territorio compreso nelle province di Asti e Alessandria, stretto tra l’appennino ligure a sud, le Langhe ad ovest e la confluenza di Po, Tanaro e Scrivia a Nord-Est. Una regione millenaria, storica oltre che geografica, che fa parte dei territori UNESCO grazie alle sue tradizioni (come gli Infernot) e alla cultura del vino, dove ogni angolo nasconde una curiosità, un racconto, un sapore.

Ancora lontano dal turismo di massa, attraversato da fiumi, autostrade e ferrovie, a solo un’ora di distanza da Milano, Torino e Genova, il Monferrato è la nuova frontiera del turismo slow e green internazionale, e offre innumerevoli spunti per un weekend romantico – o un intero mese di relax.

Ufficialmente è diviso in tre sotto-zone (Monferrato Alto, Basso/Casalese e Astigiano), ma ignoriamo qui questa differenziazione dato che è utile solo per i super-esperti…

Ecco qui l’incompletissima mini-guida dedicata alla sua scoperta: le migliori cose da fare e da vedere in Monferrato!

STORIA

Per prima cosa, un po’ di basi, perchè la storia del Monferrato è la storia dell’Italia. Qui il mare si ritirò – venti milioni di anni fa – per diventare le colline strette tra appennini ed alpi, poi comparvero gli umani, e le popolazioni celtiche. Qui i romani riempirono il territorio di oppidum e forti, scacciando le tribù locali sulla via che li avrebbe condotti a fondare Augusta Taurinorum (Torino) e Augusta Pretoria (Aosta).

Da qui passò Cesare diretto verso la Gallia e la fondazione dell’impero. Da qui sarebbero passati i normanni, i longobardi – i primi a chiamarlo Piemonte – e Carlo Magno, poi i bizantini, gli spagnoli, gli austriaci, i francesi al seguito di Napoleone, infine i piemontesi in armi per rifondare l’Italia, fino al passaggio dei nazisti in cerca di partigiani, e per ultime le truppe americane. Tra i ciottoli e i campi delle quiete campagne si respirano ancora millenni di guerre e rivolte.

Eppure, le tracce più evidenti rimaste sono quelle che dal medioevo arrivano al settecento, con le quattro grandi Famiglie nobiliari che dominarono il Monferrato:

1. Aleramici, Paleologi, Gonzaga, Savoia

Aleramici

[…] Quel che più basso tra costor s’atterra,
guardando in suso, è Guiglielmo marchese,
per cui e Alessandria e la sua guerra
fa pianger Monferrato e Canavese.

Così Dante nel VII canto del Purgatorio nomina Guglielmo VII degli Aleramici, ultimo esponente di quella dinastia franca che giunse in Italia nel 1000 d.C., divenendo marchesi del Monferrato (all’epoca termine esteso anche alla Liguria), fondatori di borghi e cittadelle, e che si estinse a inizio ‘300 proprio con una figlia di Guglielmo VII, Violante di Monferrato.

Violante divenne infatti la basilissa (imperatrice) Irene di Bisanzio, sposa di Andronico II Paleologo. I castelli e le leggende aleramiche divennero paleologhe, ed entrarono a far parte dei possedimenti dell’ultima dinastia di imperatori dell’Impero Romano d’Oriente. Qui, i Paleologi regnarono per quasi tre secoli.

Nel 1566 fu ancora un matrimonio, tra Margherita Paleologa e Federico II Gonzaga – signore di Mantova – a far confluire la dinastia orientale in quella spagnola, per altri due secoli. I castelli e le rocche divennero fortificazioni ancora più imponenti, atte a resistere alle nuove armi da fuoco. Modifiche che tornarono utili nelle due Guerre di Successione del Monferrato, fin quando gli austriaci Asburgo occuparono il territorio e lo consegnarono agli alleati Savoia.

I Savoia, per ringraziare, innalzarono l’imponente cittadella di Alessandria, che divenne il baluardo contro l’impero austriaco, e sui suoi bastioni fu innalzata per la prima volta nel 1821 la bandiera tricolore italiana.

Tutto questo, tutta questa storia, permea ogni pietra, ogni infernot, ogni vicolo del Monferrato. Se fate silenzio, sentirete ancora passare i cavalli da guerra al galoppo, diretti verso le crociate.

Partiamo da qui.

CITTA’ E BORGHI

Il Monferrato ha tre capitali (Alessandria, Asti, Casale Monferrato), altre cittadine minori e una costellazione infinita di borghi piccoli e piccolissimi che occhieggiano dalla cima dei colli o dalle vallate.

2. Alessandria

Partiamo da Est, dalla città che viene spesso accusata di non far parte del Monferrato, pur essendo capoluogo della provincia in cui cade la grande parte del territorio. Alessandria, seconda città del Piemonte per estensione, terra di industrie alla confluenza dei fiumi Tanaro e Bormida, è uno dei più importanti snodi ferroviari ed industriali del nord Italia, e la sua vocazione ne fa la zona meno turistica. Luogo natale di Umberto Eco, Gianni Rivera e delle sorelle Parodi, è piacevolmente visitabile in mezza giornata.

Da non perdere: La Cittadella, una delle più imponenti costruzioni militari d’Europa – sulla quale per la prima volta sventolò la bandiera italiana (1821); L’elegante Ponte Meyer; il Museo del Cappello Borsalino, eccellenza mondiale e simbolo del XX secolo; Il poco distante Museo di Marengo, dedicato all’epopea napoleonica, che qui vide una delle sue principali vittorie della Campagna d’Italia. Proprio a Marengo, ogni anno a metà giugno rivive la storica battaglia, con figuranti in costume ed emozionanti colpi di cannone.

Sul web: www.alexala.it – Agenzia turistica della Provincia

3. Asti

Dal confine Est a quello Ovest del Monferrato. Asti, sorella occidentale di Alessandria e capoluogo della provincia che unisce le Langhe al Monferrato, vanta quell’architettura medievale che è pressoché perduta in tutto il resto della regione. Nel suo centro storico torri, mura, cattedrali e anche la sinagoga della più importante comunità ebraica del Piemonte vi accompagneranno durante l’esplorazione. Sarete circondati da enoteche e ristoranti dove Barbera e Moscato sono i padroni di casa, e che videro nascere e passare Vittorio Alfieri, San Giovanni Bosco, Giorgio Faletti.

Da non perdere: il centro storico; il museo ebraico; la casa natale di Vittorio Alfieri. E, la prima domenica di Settembre, il secondo Palio più importante d’Italia!

Sul web: www.visitlmr.it – Portale turismo di Langhe, Monferrato e Roero

4. Acqui Terme

La Bollente

A Sud, al vertice di un’ideale triangolo tra Alessandria ed Asti, sorge Acqui Terme, il cui nome indica ovviamente la storica importanza delle sue acque. Centro abitato più grande nella costellazione di borghi di quel Monferrato che si trasforma pian piano in Appennino, e poi in Liguria, è infatti noto alle cronache come importantissima fonte termale sin dal secondo secolo avanti Cristo!

Al centro della affascinante piazza principale, dalla fonte chiamata La Bollente sgorga da millenni acqua corroborante a una temperatura di 75 gradi, a disposizione di chiunque voglia respirarne i vapori. Oggi i suoi fasti termali sono immeritatamente decaduti, ma la bellezza del paese è intonsa, e merita una visita anche di due giorni, per visitare i dintorni e prendersi una piacevolissima pausa alle sue terme…oltre ad esplorare i ristoranti e le enoteche!

Da non perdere: Il centro storico; La Bollente; I resti dell’acquedotto romano – il più importante del nord Italia; Il Grand Hotel delle Terme; Il castello dei Paleologi.

Sul web: https://turismo.comuneacqui.it/ – Portale turistico del comune di Acqui Terme

5. Casale Monferrato

Dal vertice Sud al Vertice Nord, dalle alte colline fino al Po e alla pianura che si allarga oltre il fiume, diventanto risaie vercellesi e pianura Lombarda. Qui sorge Casale Monferrato, oppidum romano, capitale dei Paleologi che diedero imperatori e imperatrici a Bisanzio, Libero Comune, baluardo difensivo contro gli austriaci. Ma anche importante centro industriale e cittadina nella quale è piacevole passeggiare, tra i portici e la piazza principale, alla scoperta degli innumerevoli eleganti palazzi, della sua imponente fortezza, del Po che la costeggia col suo parco.

Da non perdere: il Centro storico; Il Castello dei Paleologi; il Parco del fiume Po.
E i krumiri, i krumiri! Non perdetevi i meravigliosi biscotti inventati nel 1878 da Domenico Rossi! Riconoscerete la via ed il negozio dal profumo…

Sul web: www.monferrato.org – Portale turistico del comune di Casale Monferrato

6. I borghi monferrini

Il Borgo di Montemagno

Attraversando il reticolo di strade rurali (ma anche lungo l’autostrada Torino-Piacenza) sarete circondati da borghi che spunteranno in ogni direzione, invitandovi a salire i tornanti fino alla sommità dei colli su cui sono aggrappati, o a fermarvi lungo i corsi d’acqua che li attraversano. Questa frammentazione è il paradiso del turismo slow: ogni paese (o quasi) è un comune vero e proprio, che spesso conta poche centinaia di abitanti come Moncalvo. Oppure è una cittadina deliziosa come Ovada, o preziosa come Valenza.

Il fatto è che ognuno di questi luoghi merita una visita, un’occhiata, una passeggiata, un caffè all’unico bar dell’unica piazza. Troverete castelli e chiese abbandonate, ristoranti stellati e simpatiche trattorie, parteciperete a sagre o incontrerete l’unica vita sotto forma di pigro gatto steso su un muretto. Prendetevela comoda, non c’è nessun posto dove andare a piantare una bandierina o scattare una foto, ma solo un paesaggio da ammirare con calma.

Da non perdere: eh, ci avete provato! Vabbè…se proprio volete un’indicazione: Cella Monte e i suoi infernot, Ovada e Rocca Grimalda, Pecetto di Valenza con la terrazza panoramica, i castelli di Costigliole d’Asti e Montemagno…

Sul web: www.visitlmr.it – Portale turismo di Langhe, Monferrato e Roero

CULTURA

7. Gli Infernot

Finalmente arriviamo a parlarne! Gli Infernotti – meglio Infernot – sono il vero simbolo del Monferrato, uno dei motivi per cui il territorio è entrato sotto l’egida UNESCO. E, paradossalmente, sono uno dei tesori meglio nascosti. Perché sono sottoterra. E perché sono quasi tutti privati. Ma cosa sono?

Cantine, meravigliose cantine sotterranee scavate nei secoli dai proprietari delle case soprastanti. Luogo dove stivare cibo e vino, da cui fuggire il calore dell’estate e il gelo dell’inverno. E cunicoli attraverso i quali fuggire, quando connessi tra loro, in caso di attacchi nemici. Scavati nella morbida e allo stesso tempo resistente marna che compone il territorio del Monferrato, localmente chiamata (erroneamente) tufo. Materiale nato dall’antico mare che una volta ricopriva tutta la regione, che compone il sottosuolo dei paesi e le pareti degli infernot, e che fornisce la famosa Pietra da Cantoni con cui i paesi stessi sono stati costruiti.

Fino a pochi anni fa strutture private quasi inutilizzate dalla maggior parte dei proprietari, oggi gli infernot stanno diventando sempre più attrazioni turistiche, e le nicchie e le incisioni scolpite nei secoli ospitano bottiglie da esposizione e luci d’atmosfera. La loro capitale è Cella Monte – uno dei borghi più belli d’Italia – ma si trovano letteralmente sotto ogni casa a nord del fiume Tanaro.

Sul web: www.ecomuseopietracantoni.it/il-monferrato-degli-infernot – sito dell’ecomuseo della pietra da cantoni

8. Forti e Castelli

Rocca Grimalda

Una delle possibili origini etimologiche del Monferrato è Monte-Ferrato, cioè luogo di fortezze armate. Magari non è l’ipotesi corretta, ma è innegabile che le rocche, le cittadelle ed i castelli si siano sommati in oltre mille anni di storia, finendo per fare da sentinelle ad un’innumerevole quantità di paesi e colline.

Dall’imponente forte di Gavi alla pensile Rocca Grimalda, dal Castello dei Paleologi di Casale fino al castello di Costigliole d’Asti, dalla cittadella di Alessandria all’immenso castello aleramico di San Giorgio, fino alla rocca di Piovera, sono più rari i borghi che NON vantano una fortezza di qualche tipo.

Location per matrimoni ed eventi, resort di lusso, abitazioni private, parchi pubblici, sedi di cantine vitivinicole…la loro destinazione d’uso odierna è illimitata quanto il loro numero.

Sul web: https://www.monferratontour.it/it/risorse/castelli-fortezze-dimore-storiche – un elenco (abbastanza) completo.

9. I musei

Museo_Asti

Museo Paleontologico di Asti

Borghi, castelli, città medievali, luoghi di battaglie, industrie storiche, personaggi leggendari, territori ricchi di risorse sotterranee…poteva mancare una altrettanto vasta rete museale che raccogliesse e raccontasse la storia del Monferrato? Ce n’è per riempire le giornate anche nelle lunghe giornate di nebbia e bassa stagione, figuriamoci per le lunghe escursioni primaverili.

Ci limitiamo a indicarvi quelli da non perdere: Il Museo Colombiano a Cuccaro Monferrato (dove vogliono alcune teorie sia nato il navigatore scopritore delle Americhe); l’Ecomuseo della Pietra da Cantone a Cella Monte (dedicato alla storia e alle tecniche di lavorazione di questa bellissima pietra calcarea ricca di fossili); il museo del Cappello Borsalino ad Alessandria (dedicato allo storico cappello famoso nel mondo); il museo dei Campionissimi di Novi Ligure (dedicato allo sport e soprattutto a Girardengo e Coppi, entrambi nati e cresciuti in queste zone); il Marengo Museum a Spinetta Marengo (dedicato alla figura di Napoleone e alla campagna d’Italia); il Museo Paleontologico di Asti.

Sul web: https://www.monferratontour.it/

10. Il Sacro Monte di Crea

Con la sua storia, il Monferrato non poteva non vantare un Sacro Monte, patrimonio UNESCO distinto ed integrato in quello monferrino. Il Sacro Monte di Crea è uno dei colli più alti del territorio, a poca distanza da Casale Monferrato, sulle cui pendici e sommità sorge un Santuario Mariano millenario, già potente nel X secolo.

Il complesso monumentale religioso, recentemente restaurato e meta di pellegrinaggi, conta oltre venti edifici ed è circondato e protetto dalla Riserva Naturale del Sacro Monte di Crea. Il parco naturale trasporta in un paesaggio spettacolare e nel relax della natura a prescindere dalla fede religiosa: perdetevi nei sentieri tra i boschi di querce e frassini!

Sul web: https://www.sacrimonti.org/sacro-monte-di-crea

11. Sagre e Feste

La Lachera di Rocca Grimalda

Non potevano mancare le feste, principalmente agresti, per un territorio ancora vicino alle sue origini contadine. Sparse durante tutto il corso dell’anno, a testimoniare ancor di più la loro genuinità, raccontano la storia e la vita quotidiana di un intero popolo.

Da non perdere:
La Lachera di Rocca Grimalda: questo carnevale, che commemora una rivolta contro un signorotto locale colpevole di aver tentato di far valere il famigerato Ius Primae Noctis su una coppia di sposi, è una divertente festa di due giorni che celebra in realtà la fertilità e la primavera. Si svolge l’ultimo weekend di Febbraio.

– La Fiera del Bue Grasso di Moncalvo: Quella del 2021 sarà la 384esima(!) edizione di questa fiera dedicata all’imponente Razza Bovina Piemontese, che viene qui celebrata, premiata, selezionata durante la più antica rassegna gastronomica della Regione. Si svolge nelle prime due settimane di Dicembre.

– La Festa del Vino del Monferrato di Casale Monferrato: La più vasta manifestazione vitivinicola del territorio, che si accompagna ad un festival gastronomico che raccoglie tutte le ricette tipiche del Monferrato – cucinate dalle immancabili Pro Loco. Nata come festa di poche pretese, si propone da qualche anno come promozione qualitativa delle migliori cantine monferrine, e attira oltre centomila visitatori in sei giorni. Si svolge nelle ultime due settimane di Settembre.

– Il Palio di Asti: La seconda più antica corsa di cavalli cittadina d’Italia, che negli ultimi anni è stata riscoperta con grande entusiasmo. Si corre il 1 Settembre.

Inoltre: sagre, festival, rassegne musicali e feste di paese rallegrano il territorio un po’ ovunque!

NATURA

12. Le BIG BENCHES 

La Big Bench di Cuccaro Monferrato

Nel 2009 l’ex designer automobilistico Chris Bangle si trasferisce nelle Langhe, e dà vita quasi per caso ad un progetto che conta oggi oltre 140 manufatti sparsi in tutta Italia: il Big Bench Community Project. Le panchine giganti, pure attrazioni turistiche spuntate come funghi in tutto il territorio piemontese – e altrove – sono ormai parte integrante del Monferrato, dove continuano ad innalzarsi una dopo l’altra di fronte a splendidi paesaggi su colli e vallate, con le alpi a sorvegliare ogni cosa dallo sfondo. Emblema del turismo slow e green, invitano a sostare, ammirando il paesaggio senza alcuna fretta.

Potrete acquistare il “passaporto delle panchine” e farvelo timbrare ad ogni visita, presso gli uffici o i negozi assegnati dai Comuni che le ospitano (c’è un elenco sul sito), e avere tanti altri vantaggi visitando le aziende circostanti!

Sono tutte facilmente raggiungibili, ma alcune vi aspettano solo alla fine di una bella passeggiata con salita annessa…preparatevi!

Sul web: https://bigbenchcommunityproject.org/

13. Riserve e Parchi Naturali

Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo

Pur essendo una zona di confine tra agricoltura e industria, con una densità abitativa piuttosto elevata, il Monferrato ha le sue zone green e itinerari magici tra storia, cultura e natura, raccolte da sistemi-parco connessi tra loro.

Da non perdere:

– Il Parco Fluviale del Po, un sistema di riserve naturali e aree attrezzate che seguono il corso del Gran Fiume, tra birdwatching e relax. http://www.parks.it/parco.po.to/par-natura.html

-Il Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo, condiviso tra Piemonte e Liguria, ricchissimo di itinerari mozzafiato. http://www.parks.it/parco.capanne.marcarolo/iti.php

– Il Parco Paleontologico, una rete di riserve naturali dedicate alla scoperta del patrimonio fossile sorto dall’antico mare di Langhe e Monferrato. https://www.astipaleontologico.it/

SPORT

14. Dalla Bici allo Yoga

Lo Sport è l’anima del Monferrato, come deve essere per ogni luogo vocato al turismo slow. Per prima cosa, questo territorio è la capitale italiana del ciclismo sin da quando era uno sport pionieristico. Ovunque andrete sarete circondati da amanti delle due ruote impegnati in faticosi percorsi tra borghi e campagne, e incontrerete sempre questa o quella gara in corso.

Ma in un territorio relativamente piccolo troverete anche ben sette campi da golf da 9 o 18 buche, e oltre dieci maneggi per equitazione a tutti i livelli, dalla passeggiata al dressage. Inoltre, innumerevoli itinerari e guide per il nordic walking, agenzie per escursioni in Quad…e lo yoga, yoga ovunque: nei vigneti, nei resort, nelle palestre.

Potrete facilmente trovarvi a sorseggiare un calice di Grignolino, Barbera o Dolcetto mentre vi rilassate con un Saluto al Sole.

Sul Web: https://www.sistemamonferrato.it – Portale turistico del Monferrato

ENOGASTRONOMIA

15. La Cucina

I Rabaton alessandrini

La cucina monferrina è una splendida contaminazione di quattro regioni, e come tale è ricca di tutta quella gamma di sapori tipici piemontesi, lombardi, liguri, persino emiliani. Potrete passare di qui molte volte e scoprire ogni volta un piatto diverso, cucinato in modo leggermente diverso da borgo a borgo!

La lista dei piatti da non perdere necessiterebbe un articolo a parte: dai classici piemontesi come bagna cauda e vitel tonnè, agnolotti al coniglio, bolliti… fino alla polenta con toma o gorgonzola, la focaccia in stile ligure, la panissa (alla vercellese, con riso e salsiccia), un paniere di salumi e formaggi inestinguibile, le pesche ripiene…e infine il Pollo alla Marengo inventato per Napoleone, e i tipici Rabaton alessandrini: rotolini composti di un impasto di bietole, ricotta, uova e parmigiano, a forma di salame, allungati e sottili: il loro nome deriva dal dialetto e significa appunto “arrotolare”. Particolarità, sono preparati con due cotture, una in acqua salata o brodo e una in forno. Deliziosi!

Non perdetevi neanche la merenda sinoira, la robusta merenda pomeridiana tipicamente piemontese (non chiamatelo apericena!)

16. I Vini

Il Monferrato è terra di vini dai tempi dell’antica Roma, e anche se come zona vitivinicola è vissuta per decenni all’ombra delle denominazioni “regine” delle Langhe, la sua fama ha ripreso a crescere inarrestabile, perchè qui i winelovers possono divertirsi da matti: Barbera del Monferrato Superiore DOCG; Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG, Nizza DOCG, Barbera d’Asti DOCG, Terre Alfieri DOCG, Asti DOCG, Moscato d’Asti DOCG, Brachetto d’Acqui DOCG, Moscato Canelli DOCG, Gavi DOCG, Dolcetto di Ovada Superiore DOCG.

E se questa armata di vini a DOCG spumanti, bianchi, rossi e dolci non vi soddisfa, se pensate di aver ancora sete o niente da abbinare alle vostre cotolette in carpione, sappiate che ci sono altrettante varietà di uve e vini a DOC: Albarossa, Grignolino, Freisa…insieme ad una egualmente vasta tradizione di uve internazionali come Cabernet Sauvignon, Merlot, Chardonnay, Viognier, Syrah, che qui sono coltivate da oltre un secolo. Potrete letteralmente dedicare una vacanza solo a visitare le innumerevoli cantine del Monferrato!

Non avete ancora sete?

Allora, vi abbiamo convinto? Tutti in Monferrato! Anduma???

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