I 10 gol più belli di Roberto Baggio

di Maurizio Ermisino
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Il Divin Codino, Codino Magico, Il Piccolo Buddha, Raffaello, Baggino, Ponytail, Robibaggio, o, semplicemente, Roberto come lo chiamava Bruno Pizzul nelle ultime partite di USA ’94, nelle azioni più concitate, per distinguerlo dall’altro Baggio, Dino, che non era suo parente. Parliamo di Roberto Baggio. Il Divin Codino è anche il titolo del film su Roberto Baggio disponibile in streaming su Netflix dal 26 maggio. È un film molto particolare, che ci racconta un calciatore che non solo è stato uno dei più forti al mondo, ma anche uno sportivo schivo, d’altri tempi, il simbolo di un calcio che non c’è più. Il film di Leitizia Lamartire si concentra su tre momenti chiave della sua carriera, ricostruisce alcuni gol, ma non li mostra tutti. E allora Il Meglio Di Tutto ha deciso di raccontarvi i 10 gol più belli di Roberto Baggio. Vederlo danzare sulle punte, correndo con quel pallone incollato al piede non ha prezzo.

1. Napoli – Fiorentina 3-2 (1989)

È il 17 settembre 1989. Roberto Baggio, astro nascente del calcio italiano, va a fare visita a casa del più grande, del Re, Diego Armando Maradona. Al San Paolo di Napoli, che oggi è intitolato proprio a lui, si gioca Napoli – Fiorentina. Roberto Baggio prende il pallone sulla sua trequarti e avanza, senza che venga contrastato troppo, la palla incollata al piede, accarezzata con l’esterno. All’altezza della trequarti del Napoli salta un primo giocatore con un dribbling secco, ne salta un secondo e si trova davanti al portiere. Non tira, non fa uno scavetto. Accarezza ancora il pallone con il suo tipico movimento, toccandolo tra l’interno e la suola, e scarta anche il portiere. Non resta che toccare la palla in rete con un tocco morbido, un attimo prima del ritorno del difensore. Nel tempio di Maradona, davanti a lui, era nato il nuovo asso del nostro calcio. La partita finirà 3 a 2 per il Napoli. Ma tutti si ricorderanno di quel gol.

2. Italia – Cecoslovacchia 2-0 (1990)

Un gol che è quasi il remake, o il sequel del gol del San Paolo va in scena in un altro teatro del calcio. Lo Stadio Olimpico di Roma, appena rimesso a nuovo in occasione dei Mondiali di Calcio di Italia ‘90. È il 19 giugno 1990. L’Italia ha vinto le prime due partite, e gioca contro la Cecoslovacchia per il primo posto del girone. In attacco Azeglio Vicini ha dato fiducia a Roberto Baggio. L’Italia è già sull’1 a 0, ha segnato Schillaci, ma la partita non è ancora messa al sicuro. Ci pensa lui. Ancora una volta Baggio parte da lontano. Raccoglie la palla esattamente sulla linea di centrocampo, ma quasi sulla linea laterale. Fa una prima triangolazione con Giannini, la dà e detta il passaggio. Si getta in profondità, riceve e prosegue palla al piede, veloce. Salta il primo giocatore, salta il secondo al limite dell’area con una finta, e con un’altra finta di corpo manda dall’altra parte il portiere cecoslovacco, chiudendo con un tiro sul primo palo. È un grandissimo gol, è la consacrazione di Roberto Baggio in mondovisione. “Un pezzo da antologia calcistica” commenta la voce stentorea di Bruno Pizzul.

3. Udinese – Juventus 0-3 (1993)

Chi scrive lo ha visto dal vivo, in un freddo pomeriggio di gennaio (è il 2 gennaio 1993), al Friuli di Udine, dove Roberto Baggio ha portato al sole. Una partita già vinta con la Juventus già avanti di due gol. Ma mancava la pennellata di Raffaello, il gol dell’artista. Baggio, in maglia gialla e blu, raccoglie un assist di testa e salta un primo uomo con un pallonetto. Arrivato al limite dell’area, proprio sull’angolo, fa fuori un altro giocatore con un dribbling secco a rientrare. Si invola verso la porta passando in mezzo ad altri due difensori e, arrivato ormai nell’area piccola, scocca un tiro che va a infilarsi nell’unico pertugio possibile, tra palo e portiere.

4. Juventus – Lazio 6-1 (1994)

 

È il 17 aprile del 1994 allo Stadio delle Alpi di Torino. È uno di quei gol che non sono decisivi, certo, visto che la Juventus alla Lazio ne ha fatti 6, e al momento dell’azione di Baggio ne aveva già fatti 5. Ma è uno dei classici gol alla Baggio prima maniera, quando davvero, se se lo metteva in testa, riusciva a scartare mezza squadra. In questo gol Baggio taglia tutto il campo in diagonale. Parte sulla trequarti della Lazio, sul centro sinistra, e attraversa tutto il campo, fino a entrare nell’area di rigore dal centro destra. In mezzo ci sono quattro giocatori saltati come birilli. E, alla fine, c’è un portiere che viene spiazzato. Lui da una parte, la palla dall’altra.

5. Italia – Nigeria 2-1 (1994)

E siamo a un altro mondiale, USA 1994. Baggio l’anno prima ha vinto il Pallone d’Oro, ma in America non si è ancora visto. L’Italia ha fatto un girone da terrore – una vittoria, un pareggio e una sconfitta – e si è qualificata come migliore terza. È il 5 luglio, ottavi di finale. Sfida la Nigeria, rivelazione del torneo, squadra fisica e tecnica che ci mette subito sotto e va in vantaggio. Siamo ancora sull’1 a 0 per loro, a un minuto dalla fine, quando Roberto Baggio si inventa il gol che, letteralmente, ci tira giù dall’aereo con il quale stavamo tornando a casa. Mussi, il terzino destro, scende, trova un varco, entra in area e vede Roberto Baggio che sta entrando in area in quel momento. Il suo tiro è secco, preciso, una stoccata, un colpo di biliardo. La freddezza di mettere la palla dove va messa, al posto giusto al momento giusto. È il gol che cambia il nostro destino. E il suo. Dopo un girone deludente, Baggio diventa protagonista assoluto. Si andrà ai supplementari, e Baggio segnerà, su rigore, anche il gol del 2 a 1. “Santo Dio, era ora” esclama con la sua inconfondibile voce roca Sandro Ciotti nella sua radiocronaca.

5. Italia – Spagna 2-1 (1994)

Sconfitta la Nigeria agli ottavi di finale, l’Italia arriva ai quarti di slancio. È il 9 luglio 1994. Di fronte si trova la Spagna, in una partita che passerà alla storia anche per la gomitata di Tassotti a Luis Enrique. Ma anche per due gol, firmati Baggio. Prima Dino, e poi, dopo il pareggio spagnolo, Roberto. Siamo al minuto 87, a 3 minuti dalla fine. Un lancio di Berti pesca Beppe Signori sulla trequarti spagnola: Signori riesce a fare un pallonetto, a toccare il pallone il giusto per far arrivare la palla a Baggio. Lui la fa sfilare, la controlla, saltando il portiere e decentrandosi, ma riuscendo a colpire la palla, con un altro colpo da biliardo, e farla passare tra il palo e li difensore che stava rientrando. È l’apoteosi. È la semifinale.

6. Italia – Bulgaria 2-1 (1994)

La strada ora sembra in discesa. L’Italia di Arrigo Sacchi, il 13 luglio 1994, in semifinale contro la Bulgaria, nel primo tempo gioca forse il miglior calcio di tutto il ciclo. Si va al riposo sul 2 a 0, ed entrambi i gol – racchiusi in 5 minuti, 20’ e 25’ – sono di Roberto Baggio. Il primo gol è un capolavoro. Il Divin Codino riceve palla da una rimessa laterale, al limite dell’area, e con un fantastico controllo orientato supera il primo difensore. Si muove in verticale, lungo l’area di rigore. Ne salta un altro. E finalmente scocca un tiro a giro che supera l’estremo difensore bulgaro. Segnerà anche il 2 a 0, su un passaggio filtrante di Albertini, lasciando rimbalzare e sfilare la palla e mandandola in rete con un altro colpo da biliardo. Come finirà quel mondiale lo sappiamo tutti. Ma è stato comunque il mondiale di Roberto Baggio.

7. Juventus – Milan 1-0 (1994)

Smaltita la delusione per il Mondiale 1994, e per il rigore sbagliato contro il Brasile, Robibaggio si rituffa nel campionato. Sarà il suo ultimo anno con la Juve, il primo con Marcello Lippi, l’anno che riporterà lo scudetto a Torino dopo anni di egemonia del Milan, ma sancirà anche l’addio di Baggio ai bianconeri. Il gol che vi raccontiamo qui è simbolico. È il 30 ottobre 1994, è la prima sfida tra le due squadra, all’andata, allo Stadio Delle Alpi a Torino. Baggio firma il gol dell’1 a 0, il gol partita, quello che dà sicurezza alla sua squadra, contro la rivale di sempre, e dà la convinzione di poter arrivare davanti. Ed è un gol particolarissimo. Un giocatore che con il pallone tra i piedi è in grado di fare qualunque cosa, va in gol di testa. Raccoglie un cross dalla destra, e salta nemmeno troppo alto, ma quanto basta per prendere il tempo ai difensori e metterla in rete. È anche da questi particolari che si giudica un giocatore. A fine stagione Baggio saluterà la Juve e si accaserà proprio a Milano, sponda rossonera.

9. Juventus – Brescia 1-1 (2001)

Si gioca Juventus – Brescia, ma Roberto Baggio gioca contro quella che è stata la sua ex squadra, la Juventus, in quella che è stata la sua seconda giovinezza. Raccogliendo un lancio (di un certo Andrea Pirlo) in profondità, Baggio entra in area e fa uno stop prodigioso con il collo del piede, raccoglie la palla che si ferma proprio lì, incollata. Spostarla a sinistra, con un tocco d’esterno, aggirare il portiere, a quel punto è un gioco da ragazzi. La partita finisce 1 a 1, e la Juve saluta lo scudetto. Sarà l’anno dello storico scudetto della Roma.

10. Brescia – Atalanta 3-0 (2003)

È il 6 aprile del 2003. Il derby tra Brescia e Atalanta è sempre una partita importante. Ma quella è una partita speciale. Perché le rondinelle vincono 3 a 0 e Baggio segna un altro gol da favola. È regista e finalizzatore. Dalla trequarti, in una classica posizione da rifinitore, lancia in profondità il centravanti e, dopo un rimpallo, è lesto ad avventarsi sul pallone, appena dentro l’area. Roberto Baggio, di prima, di piatto, riesce a fare un pallonetto dalla parabola perfetta, come un tratto della “O” di Giotto, che prende supera il portiere e scende giusto in tempo per entrare nel “sette”, all’incrocio dei pali.

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