Le canzoni di Franco Battiato al cinema

di Riccardo Lo Re
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cinema Franco Battiato

Gli omaggi a Franco Battiato non sono terminati. La musica non è il solo campo in cui si è potuto viaggiare insieme alle sue straordinarie canzoni, ognuna delle quali ha saputo raccontare le diverse fasi di crescita del grande maestro siciliano. Il cinema, da Nanni Moretti ad Alfonso Cuarón, ha saputo sfruttare questa profonda ricerca contenuta nelle sue canzoni, in continuo equilibrio tra il colto e il popolare. E in alcuni casi gli autori sono riusciti ad aggiungere ulteriore valore all’immagine sul grande schermo servendosi delle sue melodie oltre che dei testi che spingono l’interpretazione al di là di ogni confine. Il cinema deve molto al suono e all’indagine compiuta da Franco Battiato attraverso i suoi brani più celebri. Ecco dunque le migliori occasioni in cui le canzoni di Franco Battiato sono state prestate al cinema, lasciando un segno indelebile nella sua Storia.

1. Scalo a grado (Bianca, Nanni Moretti)

Com’è possibile che Michele Apicella, protagonista di Bianca di Nanni Moretti, sia l’unico in quella spiaggia a non partecipare a questo scambio di baci affettuosi in spiaggia? Cos’ha che non va? Se lo chiede osservando questo triste rituale (per lui) a Castelporziano, mentre il pubblico ascolta il brano Scalo a grado di Franco Battiato, contenuto nell’album L’arca di Noè. Tra riflessioni serie e un leggera ironia sul rito della messa pasquale, Battiato osserva come Nanni Moretti la scena. Eppure Michele ad un certo punto agisce, provando maldestramente ad approcciarsi con l’unica ragazza rimasta sola. Il risultato va da sé.

2. E ti vengo a cercare (Palombella Rossa, Nanni Moretti)

Chiunque appena sente le note di E ti vengo a cercare si sentirà in dovere di cantarla a squarciagola come Nanni Moretti in Palombella Rossa. Lui che non sa e non riconosce più in che direzione sta andando il Partito Comunista, e non riesce a trovare una soluzione che sia congeniale alla sua vista pubblica e privata. Incalzato dalla domanda del giornalista che gli chiede quale sia la strada da intraprendere per il futuro (“E allora come intende fare?”), e spinto da questo desiderio di aprirsi e di portare il partito verso un cambiamento democratico (“perché non ritenete possibile il partito comunista al Governo?”), si allaccia al “sentimento popolare” cantato da Franco Battiato, che “nasce da meccaniche divine” e raggiunge un livello di intensità che sfida persino la tonalità di voce dell’attore, fino alla scena del campo di pallanuoto. Lì la voce del protagonista arriva forte e chiaro fino al pubblico degli spalti, che come coro accompagna l’intera sinfonia che sa di monito alla società odierna. Che dite, urliamo anche noi?

3. Radio Varsavia (Chiamami col tuo nome, Luca Guadagnino)

La linea sottile esistente tra colto e popolare viene mostrata anche da Luca Guadagnino in Chiamami col tuo nome, un racconto che espone con assoluta delicatezza la storia d’amore tra Elio e Oliver, interpretati da Timothée Chalamet e Armie Hammer, che ha luogo in uno dei periodi più intensi della storia recente: gli anni ’80. Questo periodo  ha portato con sé una rivoluzione culturale su cui la musica inevitabilmente ha inciso grazie ai suoi artisti. Non poteva mancare Franco Battiato con Radio Varsavia, una canzone che, insieme alle altre della musica pop come Lady Lady Lady di Giorgio Moroder e J’adore Venice di Loredana Berté, si alterna a dei momenti di rara dolcezza dove la musica classica torna al centro della scena, regalando emozioni. Lo stesso Battiato avrà di sicuro apprezzato.

4. Ruby Tuesday (I figli degli uomini, Alfonso Cuarón)

Ma non è dei Rolling Stones? Vero. Ma Alfonso Cuarón ne I figli degli uomini non ha utilizzato la versione originale di Ruby Tuesday, bensì una versione cantata da Franco Battiato pubblicata nel 1999 nell’album Fleur. Cuarón si è sbilanciato quando l’ha sentita per la prima volta, sostenendo addirittura che questo arrangiamento fosse persino migliore dell’originale, trasmettendogli qualcosa che l’altro brano non era riuscito a cogliere. Dunque non ci ha pensato due volte a inserirlo nel film basato sul romanzo di P. D. James con protagonista Clive Owen, Julianne Moore, e Michael Caine. Sarà proprio quest’ultimo, che interpreta un hippy che vive in una casa immersa nella natura insieme alla moglie, ad accendere il disco contenente questa canzone intramontabile. Una scena che, senza alcun tipo di movimento di macchina, mostra un momento intimo di una coppia che non ha mai smesso di amarsi, mentre fuori tutto tace.

5. L’ombra della luce e Voglio vederti danzare (EST – Dittatura Last Minute, Antonio Pisu)

EST – Dittatura Last Minute è stato uno dei film che ha aperto questa nuova stagione di rilancio dei cinema italiani. Un racconto che prima è passato per le vie di Venezia, durante le Giornate degli Autori, e che poi è finalmente approdato nelle sale. È una storia autentica di tre ragazzi che, spinti dal gusto dell’avventura, si avventurano al di là del muro per raggiungere quelle nazioni, come la Romania, che ancora si trovano sotto l’influenza di una dittatura. Qui le canzoni di Franco Battiato sono due. La prima è Voglio vederti danzare, una canzone che funge quasi da liberazione di un popolo oppresso, che vede questo brano come un piccolo frammento di progresso e di novità rispetto a quanto visto fino a quel momento. Dall’altro lato, L’ombra della luce accentua ancora di può la condizione di estrema fragilità espressa dai volti di una popolazione che sembra essere lontana persino dal regime che l’ha governata.

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