I 35 migliori thriller psicologici da vedere

di Giuseppe Causarano
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Shutter Island

Uno dei generi cinematografici che è sempre stato capace di rinnovarsi è certamente il thriller, in particolare nella sua declinazione psicologica. Infatti, se il thriller classico si impernia su ambientazioni poliziesche o comunque d’indagine per poi portare all’estremo la tensione narrativa, il thriller psicologico aggiunge un ulteriore elemento concentrandosi soprattutto sui personaggi in scena, indagando nella loro mente e approfondendo le motivazioni che li hanno spinti a compiere determinate azioni.
I protagonisti dei thriller psicologici sono spesso soggetti disturbati, serial killer o persone che vivono sull’orlo della follia: uccisioni efferate, crimini inconfessabili e piani diabolici vengono realizzati con crudele precisione, e soltanto detective coraggiosi o persone dotate di grande intuito possono fermarli nei loro intenti.
Il cinema internazionale, e in particolare quello americano, può vantare numerosi thriller psicologici di enorme successo di pubblico e critica. Di seguito, vi proporremo un elenco di film che spaziano dagli anni Quaranta del secolo scorso e giungono in epoca più recente, tutti firmati da grandi registi: ad esempio Alfred Hitchcock, David Fincher, David Lynch e Jonathan Demme, solo per citarne alcuni.Andiamo dunque a riscoprire i 35 migliori thriller psicologici da vedere o… rivedere, sul filo del brivido.

1. American Psycho (2000)

Anni Ottanta. L’agente finanziario Patrick Bateman (Christian Bale) vive in un lussuoso appartamento di un grattacielo newyorkese. Ben curato, attento al fisico e impeccabile sotto ogni aspetto, Bateman ha una fidanzata e un’amante, ma di lui tutti conoscono poco, amici e colleghi di lavoro inclusi. Nessuno può immaginare come, dietro il suo controllo maniacale su ogni aspetto, si celi in realtà una furia omicida che lo rende di fatto un serial killer. Prima uccide una sconosciuta incontrata per strada; poi inferisce su un clochard e sul suo cane, finendoli a coltellate; infine elimina un suo collega dopo una serata trascorsa insieme. Credendo di poter agire indisturbato, Bateman non sospetta che sulle sue tracce si è mosso il detective Donald Kimball (Willem Dafoe), incaricato delle indagini dell’ultimo omicidio.
Diretto da Mary Harron e scritto dalla regista con Guinevere Turner, American Psycho è tratto dal romanzo di Bret Easton Ellis, pubblicato nel 1991. Nel film l’attenzione viene posta maggiormente sui risvolti drammatici e psicologici, rispetto a un certo humor nero che si poteva riscontrare tra le pagine del libro. Straordinaria interpretazione di Christian Bale.

2. Animali notturni (2016)

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Susan Morrow (Amy Adams) è una mercante d’arte che conduce una vita agiata ma estremamente vuota. Annoiata e poco interessata alle persone che la circondano, compreso il marito Hutton (Armie Hammer), durante un weekend Susan riceve un pacco inatteso, all’interno del quale vi è un romanzo intitolato Nocturnal Animals. Esso è stato scritto dal suo ex marito, Edward Sheffield (Jake Gyllenhaal), con il quale la donna non ha più contatti da lungo tempo. Insieme al manoscritto, Susan trova anche un biglietto di Edward, che la incoraggia ardentemente a leggere quelle pagine e fargli arrivare il suo parere quando avrà completato.
Il romanzo, dedicato a Susan, racconta però una storia violenta e profondamente nera nei toni e nei contenuti. Colpita e spaesata, la donna dovrà capire quale messaggio si celi dietro il gesto di Edward e cosa accadrà quando sarà giunta al termine del libro…
Premiato con il Gran Premio della Giuria alla 72^ Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, Animali Notturni è l’opera seconda del regista e stilista Tom Ford, anche sceneggiatore della pellicola (ispirata dal romanzo di Austin Wright). Un film complesso e affascinante, dai risvolti psicologici estremamente intriganti. Nel cast anche Michael Shannon (candidato all’Oscar), Isla Fisher, Aaron Taylor-Johnson, Laura Linney e Andrea Riseborough.

3. Attrazione fatale (1987)


L’avvocato Dan Gallagher vive a Manhattan con la moglie Beth e la figlia Ellen. Un giorno incontra Alex Forrest, una collega con la quale trascorre un weekend di passione approfittando, suo malgrado, della momentanea assenza della famiglia. Le conseguenze saranno irreparabili: nonostante abbia decisamente troncato il rapporto appena sbocciato, Dan verrà progressivamente tartassato da Alex, che invece non ha affatto gradito il comportamento avventato dell’uomo. La Forrest, in un gesto estremo, arriverà a tentare il suicidio: accorso in suo aiuto e resosi conto della situazione nella quale si è cacciato, Gallagher si allontana nuovamente. Ma Alex non si darà per vinta: cercherà in tutti i modi di coinvolgere Dan nella sua vita, continuando a pedinarlo, provocarlo e precedendo ogni passo dell’uomo e della sua famiglia…
Diretto da Adrian Lyne e scritto da James Dearden, Attrazione fatale è considerato uno dei film più rappresentativi della Hollywood degli anni Ottanta. La figura maschile del protagonista (interpretato da Michael Douglas) si dimostra decisamente debole e indifeso a differenza degli stereotipi in voga in quel periodo nel cinema più commerciale. A fare da perfetto contraltare la follia contorta dell’antagonista, impersonata da una straordinaria Glenn Close. Attrazione fatale ottenne sei candidature agli Oscar.

4. Basic Instinct (1992)


San Francisco. Il detective Nick Curran (Michael Douglas) sta indagando sull’efferato omicidio del cantante Johnny Boz, ucciso con ferite compatibili a quelle inferte con un punteruolo da ghiaccio. Sospettata del delitto è la scrittrice e psicologa Catherine Tramell (Sharon Stone), ultima persona ad aver visto – si presume viva fino a prova contraria – la vittima.
Convocata per l’interrogatorio, la Tramell dà sfoggio della sua abilità persuasiva mostrandosi in atteggiamenti ammiccanti e provocatori verso i poliziotti, ma puntando decisamente sul più arcigno Nick, che è il più convinto della colpevolezza della donna: il suo ultimo romanzo, infatti, descrive la dinamica di un assassinio del tutto sovrapponibile a quello che ha coinvolto il cantante. Di fatto, sembra che Catherine stia sfidando gli inquirenti e l’opinione pubblica, provando anche un profondissimo gusto nel tessere la propria trama. Curran, che inizierà ad approfondire il passato della donna scoprendo elementi molto preziosi, verrà presto avvinghiato dal fascino irresistibile della scrittrice…
Diretto da Paul Verhoeven e scritto da Joe Eszterhas, Basic Instinct è uno dei cult degli anni Novanta: ogni scena con Sharon Stone protagonista è entrata nell’immaginario collettivo, e il personaggio di Catherine è certamente tra i più contorti e inafferrabili dell’intero filone dei thriller psicologici. Nonostante l’enorme successo, il film fece scalpore per i contenuti, per le forti scene di sesso e violenza e per le numerose storie riguardanti il periodo delle riprese, con episodi mai del tutto chiariti.

5. Cape Fear – Il promontorio della paura (1991)

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Max Cady (Robert De Niro), sadico criminale condannato per stupro, vuole ottenere la scarcerazione per portare a termine la sua vendetta nei confronti di Sam Bowden (Nick Nolte), l’avvocato che lo ha difeso e a cui attribuisce la responsabilità per la pena che gli è stata inflitta. Bowden vive in una città della Florida con la moglie Leigh (Jessica Lange) e la figlia adolescente Danielle (Juliette Lewis). Ma i rapporti in famiglia sono spesso tesi e le cose non dette tra i coniugi sono numerose.
In questa situazione si inserirà Cady il quale, ottenuta la libertà, inizierà a seguire Bowden e ad avvicinare sia Leigh che Danielle, ma prestando attenzione a non commettere mai alcun vero reato che possa consentire all’avvocato di allontanarlo usufruendo della legge. Temendo che la situazione possa sfuggirgli, Bowden ingaggia anche un investigatore privato, ma nessuno sembra riuscire a fermare l’ira diabolica di Cady…
Diretto da Martin Scorsese e scritto da Wesley Strick, Cape Fear – Il promontorio della paura è un remake del thriller diretto da J. Lee Thompson nel 1962 (con Robert Mitchum e Gregory Peck protagonisti). Più che la trama e i risvolti psicologici che interessano tutti i personaggi, questa versione è ricordata per la prova straordinaria di De Niro, qui perfetto antagonista.

6. Che fine ha fatto Baby Jane? (1962)


Da giovanissima era stata una delle bambine più celebri d’America: bellezza e talento canoro l’avevano resa una diva dello spettacolo. Ormai adulta, però, a Jane Hudson (Bette Davis) non sono rimasti che i ricordi, e la sorella Blanche (Joan Crawford), sulla quale sfogava tensioni e capricci, è adesso diventata un’affascinante attrice, pronta a ottenere successo a Hollywood. Finché, a metà anni Trenta, quest’ultima non resterà vittima di un incidente che le distruggerà la promettente carriera cinematografica. Anni dopo, Jane è ormai in preda all’alcol e non ha più stabilità mentale, e coltiva dentro di sé il proposito di rivalere nuovamente sulla sorella diversamente abile i fallimenti di un percorso artistico il cui apice è sfumato troppo presto, tanto da rinchiuderla nella propria camera…
Diretto da Robert Aldrich, scritto da Lukas Heller e tratto dal romanzo di Henry Farrell, Che fine ha fatto Baby Jane? è un film molto complesso sul piano narrativo per i risvolti psicologici affrontati, a tinte decisamente fosche, e che può vantare due protagoniste d’eccezione. Joan Crawford e Bette Davis, dive della Golden Age hollywoodiana e ormai avanti con gli anni, si scontrarono sul set alimentando ulteriormente la loro acerrima rivalità. Ma il film fu unanimemente applaudito da pubblico e critica. Candidato a cinque Oscar nel 1963, ottenne la statuetta per i costumi di Norma Koch.

7. Gone Girl – L’amore bugiardo (2014)

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Il professore Nick Dunne (Ben Affleck) denuncia la scomparsa di sua moglie Amy (Rosamund Pike). La notizia desta scalpore poiché la donna è un volto abbastanza noto: anni prima, una serie di romanzi scritti dai genitori di Nick erano ispirati proprio alla figura di Amy.
Le indagini si dirigono subito verso il marito il quale, proclamandosi del tutto estraneo al fatto, ha però qualche peso sulla coscienza. Il matrimonio con Amy non è più idilliaco, e molte verità non dette sono rimaste in sospeso tra i coniugi. Unica a sostenere la difesa di Nick è sua sorella Margo (Carrie Coon), ma gli indizi a suo carico aumentano e alcuni segreti di Amy verranno allo scoperto. Ma quest’ultima, in realtà, non è affatto una semplice vittima di tutta questa vicenda…
Diretto da David Fincher e scritto da Gillian Flynn, che ha tratto il film dal proprio romanzo, Gone Girl – L’amore bugiardo è un ottimo thriller che si impernia completamente sull’interpretazione sensazionale di Rosamund Pike, candidata all’Oscar per questo ruolo. Fincher ha fatto proprio il racconto utilizzando il proprio stile, rendendo al meglio un complicato gioco di specchi che si sussegue fino all’ultima sequenza.

8. Il cigno nero (2010)


Il direttore artistico del New York City Ballet, Thomas Leroy (Vincent Cassel) deve sostituire la prima ballerina Beth (Winona Ryder) in vista dell’esordio della stagione, “Il lago dei cigni”. La protagonista danzerà in entrambe le parti, tanto il placido cigno bianco quanto il malefico cigno nero.
Tra le candidate vi è Nina (Natalie Portman), una danzatrice che, semplicemente, aspira alla perfezione: se appare l’unica a poter diventare il cigno bianco, non sembra però mostrare la sensualità necessaria per indossare la veste da cigno nero. Così, Leroy inizia a provocarla apertamente per cercare di tirare fuori la parte più oscura del carattere della ragazza, che farà emergere le debolezze psicologiche mai superate, un rapporto conflittuale con la madre e una sana invidia, quando nella compagnia arriverà la seducente Lily (Mila Kunis)…
Un thriller cupo nel tono e nello sviluppo, nello stile classico di Darren Aronofsky. Il cigno nero, scritto da Andrés Heinz, Mark Heyman e John J. McLaughlin, è tra le opere più intriganti del decennio scorso. Candidato a cinque Oscar, statuetta per Natalie Portman come miglior attrice protagonista.

9. Il corridoio della paura (1963)


È avvenuto un omicidio all’interno di una clinica psichiatrica: per fare luce sull’accaduto e scriverne, così da sperare in un premio Pulitzer, il giornalista Johnny Barrett (Peter Breck) decide di addentrarsi nella struttura, simulando un’attrazione morbosa per la sorella (che è in realtà la sua fidanzata, prestatasi malvolentieri per fingersi un’altra persona) e ricevendo l’aiuto del dottor Fong, che lo internerà. Dentro la clinica, Johnny conoscerà i tre testimoni oculari del delitto: un reduce della guerra di Corea passato con i comunisti, un afroamericano che sobilla gli altri pazienti con discorsi razzisti e uno scienziato illustre regredito all’età infantile. Ma mentre gli indizi sull’omicidio verranno alla luce, la mente di Johnny inizierà a mostrare segni di squilibrio.
Scritto e diretto da Samuel Fuller, Il corridoio della paura è uno dei film più inquietanti della cinematografia americana degli anni Sessanta. Girato prevalentemente in interni, la brillante regia evoca un senso di oppressione che coinvolge in prima persona lo spettatore.

10. Il sesto senso (1999)


Il dottor Malcom Crowe (Bruce Willis), dopo alcune serie vicissitudini che l’hanno riguardato, deve affrontare il caso di Cole Sear (Haley Joel Osment), un bambino di nove anni tormentato da visioni di spiriti che entrano in contatto con lui. Malcom dovrà trovare la chiave per risolvere un mistero che coinvolgerà tanto lui quanto il suo piccolo paziente. Ma nulla è come appare…
Un geniale thriller/horror psicologico, scritto e diretto da M. Night Shyamalan, e probabilmente ancora la miglior opera della carriera dell’autore dei più recenti Split, Glass e Old. Agli Oscar del 2000, Il sesto senso ottenne sei candidature, senza ricevere alcuna statuetta.

11. Il silenzio degli innocenti (1991)

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Dopo alcuni efferati omicidi ai danni di giovani donne, l’agente dell’FBI Jack Crawford (Scott Glenn) decide di coinvolgere il dottor Hannibal Lecter (Anthony Hopkins), ex criminologo e psichiatra adesso detenuto nel manicomio criminale di Baltimora, dopo aver ucciso, fatto a pezzi e mangiato alcuni dei suoi pazienti. Crawford pensa che per tracciare un esatto profilo del serial killer e avere qualche indizio maggiore sia necessario il parere di un altro pazzoide assassino: per avvicinarlo e ottenere qualche suggerimento, però, verrà incaricata la giovane agente Clarice Sterling (Jodie Foster), che comprenderà come l’unica maniera di farsi aiutare da Lecter sia quella di aprire la sua mente a quell’uomo. Ma, nonostante le indagini finalmente intraprendano la strada giusta, esporsi troppo metterà in pericolo la coraggiosa Clarice…
Diretto da Jonathan Demme, scritto da Ted Tally e tratto dal romanzo di Thomas Harris, Il silenzio degli innocenti è uno dei film più celebrati degli anni Novanta. Indimenticabili le interpretazioni di Jodie Foster e Anthony Hopkins, che valse a entrambi il premio Oscar. Cinque statuette vinte in totale da un cult che ha riscritto la storia del thriller moderno.

12. Il tocco del male (1998)


Philadelphia. Il detective John Hobbes (Denzel Washington), appartenente dal dipartimento omicidi, cattura il serial killer Edgar Reese (Elias Koteas) con l’aiuto del collega Jonesy (John Goodman). In breve tempo, Reese verrà condannato e giustiziato per i suoi delitti ma, nonostante questo, in città continuano a verificarsi ancora degli assassinii di matrice identica a quella del killer defunto. Il tenente Stanton (Donald Sutherland) crede inizialmente che possa trattarsi di un emulatore, ma alcuni indizi lo porteranno proprio a sospettare di Hobbes. Il quale, dopo aver approfondito la questione con una teologa, si renderà conto di avere a che fare con una forza oscura e diabolica…
Diretto da Gregory Hoblit e scritto da Nicholas Kazan, Il tocco del male è un thriller psicologico dalle scelte narrative affatto banali, con un deciso cambio di tono nella seconda parte.

13. Insomnia (2002)


Will Dormer (Al Pacino) è un esperto detective della squadra omicidi di Los Angeles. Inviato in missione in una cittadina dell’Alaska insieme al collega Hap Eckhart (Martin Donovan), dovrà far luce sul caso ancora irrisolto dell’uccisione dell’adolescente Kay Connell. Avranno inoltre la collaborazione della perspicace Ellie (Hilary Swank), una giovane agente della polizia locale che ammira profondamente Dormer e la sua carriera. Eppure, Will e Hap sono a loro volta sotto inchiesta disciplinare per aver fatto condannare, con prove false, un violentatore sulla cui colpevolezza non avevano comunque dubbi.
Mentre Eckhart sembra indirizzato a voler patteggiare nonostante il parere contrario di Dormer, le indagini del caso Connell si concentrano su Randy, ambiguo fidanzato di Kay. Ma, dopo aver raccolto altri indizi, durante una trappola organizzata per attirare l’assassino la squadra avvista effettivamente un uomo, che fugge. Durante l’inseguimento, Dormer ucciderà accidentalmente proprio Eckhart, non avendolo scorto nella nebbia. Temendo di essere accusato di omicidio, Will precipiterà in un tunnel di menzogne che verrà sfruttato anche dall’assassino di Kay…
Remake dell’omonimo thriller norvegese diretto da Erik Skjoldbjærg nel 1997, Insomnia è l’unico film nel quale Christopher Nolan si è dedicato solo alla regia. La pellicola è infatti basata sulla sceneggiatura di Hillary Seitz, che ha tratto la scrittura da quella originale di Skjoldbjærg e di Nikolaj Frobenius. Eppure, quest’opera confermò pienamente il talento di Nolan dopo l’illuminante Memento, dimostrando come il regista fosse a proprio agio nel dirigere un cast di enorme caratura, dal quale spicca inoltre un Robin Williams in vesti del tutto differenti dai ruoli cui aveva abituato il pubblico nella sua carriera.

14. Io ti salverò (1945)

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All’interno della clinica Green Manors, diretta dal dottor Fleury, lavora la psichiatra Costanza Petersen (Ingrid Bergman). Un giorno, la donna apprende che in sostituzione del superiore è stato nominato il dottor Edwardes, un noto luminare. Non trascorrerà molto tempo perché la Petersen si accorga che quest’ultimo non sia la persona che afferma di essere. Mentre sta raccogliendo degli indizi, quell’uomo si confesserà: è in realtà John Ballantyne (Gregory Peck), e ammette di poter essere l’assassino del vero Edwardes. Di fronte a un caso clinico tanto lampante, la Petersen cercherà di tutelare l’identità dell’uomo, provando anche a far luce sui fatti accaduti…
Diretto da Alfred Hitchcock e scritto da Ben Hecht, Io ti salverò (titolo originale Spellbound) è uno dei classici della produzione dell’autore britannico, che propone diversi tratti tipici del suo stile registico. Prima delle tre collaborazioni tra Hitchcock e la Bergman, alle quali seguiranno Notorious e Il peccato di Lady Considine.

15. Joker (2019)

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Gotham, anni ’80. Arthur Fleck (Joaquin Phoenix) sogna di diventare un comico affermato; almeno quanto il celebre Murray Franklin (Robert De Niro), mattatore di uno degli show di riferimento della televisione. In realtà, Arthur deve accontentarsi di fare da clown per i bambini in difficoltà e come intrattenitore pubblicitario in strada, ma si sforza di condurre entrambe le attività con passione, nonostante un contesto sociale difficile. Non ha un soldo, soffre di depressione e di un raro disturbo psichico, che gli provoca improvvisi e incontrollabili attacchi di risate, soprattutto in momenti di forte tensione emotiva. Una sera, un collega di lavoro, dopo un’aggressione che Arthur ha subito, gli dà una pistola per difendersi e non correre gli stessi pericoli, ma un banale contrattempo a causa dell’arma gli costa l’impiego da clown. In preda alla disperazione, Arthur reagisce in maniera efferata all’ennesima provocazione ricevuta da tre sconosciuti in metropolitana, mentre ancora indossava gli abiti da pagliaccio. Erano degli impiegati della Wayne Enterprises, il cui padrone è l’uomo più ricco di Gotham. Sarà, per Fleck, l’inizio di un viaggio senza ritorno.
Diretto da Todd Phillips e scritto dal regista insieme a Scott Silver, il Joker qui rappresentato non è quello canonico, ma un personaggio strettamente contemporaneo, rappresentato agli estremi di alienazione, follia e violenza. Con un Joaquin Phoenix monumentale (premiato con l’Oscar), il film viaggia tra il thriller psicologico e il dramma sociale, e raggiunge l’obiettivo di descrivere un disagio diffuso (soprattutto in Nord America, ma non solo) a causa di una sempre più marcata divisione delle persone in classi. Chi sta in basso, infatti, non potrà accettare la propria posizione per sempre.

16. L’uomo senza sonno (2004)


Trevor Reznik (Christian Bale) è un operaio ormai in preda alla disperazione: egli, infatti, non dorme da un anno a questa parte. La totale mancanza di riposo ha gravemente destabilizzato la sua mente e indebolito il proprio fisico, tanto da provocare un incidente che causerà una menomazione a un collega. Così, considerato un pericolo dagli altri operai, tutti chiederanno il suo allontanamento e, in concomitanza con tale richiesta, strani fatti inizieranno ad accadere attorno a Trevor: fotografie, messaggi oscuri e la presenza di un uomo misterioso che nessun altro, oltre lui, sembra riuscire a scorgere. Ma è solo la mente confusa di Trevor o c’è un piano dietro tali avvenimenti?
Diretto da Brad Anderson e scritto da Scott Kosar, L’uomo senza sonno racconta una delle tante trasformazioni di Christian Bale in carriera: per il ruolo del fragile Trevor, l’attore statunitense stravolse il proprio fisico con una severissima dieta, salvo poi riadattarsi nuovamente al peso forma in vista delle riprese di Batman Begins.

17. La donna alla finestra (2021)

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La psicologa Anna Fox (Amy Adams) è una donna alle prese con alcuni problemi, tra cui ricorrenti attacchi d’ansia e soprattutto di panico ma, in particolare, soffre di una forma di agorafobia, che le impedisce di condurre una normale vita sociale. Così, ha scelto da tempo di vivere reclusa nel proprio appartamento di New York, lontano dal marito e dalla figlia. Le sue giornate scorrono tra vecchi film, bicchieri di vino e farmaci. Finché, un giorno, dalla finestra osserva l’arrivo della famiglia Russell, composta da Alistair (Gary Oldman) e Jane (Julianne Moore), una coppia avanti con gli anni, e dal loro figlio adolescente Ethan. Incuriosita e forse invidiosa, Anna inizia a spiare i Russell, avvicinandosi a loro progressivamente. In uno dei tanti momenti in cui è intenta ad osservarli, la donna scoprirà però un terribile segreto, qualcosa che non avrebbe mai dovuto vedere e che coinvolge soprattutto Jane…
Diretto da Joe Wright, scritto da Tracy Letts e tratto dal romanzo di A.J. Finn, La donna alla finestra può vantare un cast di prim’ordine (completato, oltre agli interpreti citati, anche da Anthony Mackie, Wyatt Russell, Jennifer Jason Leigh e Brian Tyree Henry) e una regia con ottime intuizioni, che cerca di valorizzare una scrittura abbastanza convenzionale.

18. La donna che visse due volte (1958)


L’agente di polizia John Ferguson, detto Scottie (James Stewart), resta vittima di un incidente durante un inseguimento sui tetti di San Francisco. Dopo essersi aggrappato a un cornicione, un attacco di vertigini lo fa precipitare in uno stato di paura, aggravato dalla morte di un collega che stava cercando di salvarlo. Traumatizzato, dopo un periodo di riposo Scottie lascia il servizio. Un giorno, verrà contattato da un amico, l’ex compagno di college Galvin Elster (Tom Helmore), il quale gli affida un incarico particolare: sorvegliare la moglie, la bellissima Madeleine (Kim Novak). Da qualche tempo, sembra che la donna sia vittima di ossessioni scaturite da un dipinto e dall’immedesimazione a colei che in esso è ritratta, e tutto questo sembra possa spingerla verso un possibile tentativo di suicidio. Madeleine, infatti, sembra credersi la reincarnazione di Carlotta Valdes, la bisnonna uccisasi poco più che ventenne. Scottie, inizialmente perplesso, accetta l’incarico, restando letteralmente rapito dal fascino di Madeleine…
Diretto da Alfred Hitchcock, scritto da Alec Coppel e Samuel A. Taylor, e tratto dal racconto “D’Entre Les Morts” di Pierre Boileau e Thomas Narcejac, La donna che visse due volte (titolo originale Vertigo) è un capolavoro che ha bisogno di ben poche presentazioni. Forse l’opera più celebre della cinematografia hitchcockiana, vicina alla perfezione assoluta: stilisticamente impeccabile, registicamente sublime. Sarebbe stata l’ultima collaborazione tra Hitchcock e Stewart, ma impossibile pensare a una conclusione artistica migliore.

19. La scala a chiocciola (1946)


New England, inizio Novecento. Helen (Dorothy McGuire) è una ragazza affetta da mutismo di origine psicologica fin dalla tenera età. Lavora presso la famiglia Warren come dama di compagnia dell’anziana capostipite, matrigna del professore Albert Warren (George Brent) e madre di Steven (Gordon Oliver), un impenitente donnaiolo e dal carattere inquieto. Con lei si trovano in casa anche la segretaria del professore, Blanche (Rhonda Fleming) e i domestici. Da qualche tempo, la cittadina dove vivono è teatro di efferati delitti, il cui autore è ancora avvolto nel mistero. Le vittime sono comunque donne diversamente abili, come se il criminale fosse spinto da un preciso e folle obiettivo. Anche Helen potrebbe rappresentare una potenziale vittima del criminale, e le indagini hanno portato la polizia fino ai paraggi di casa Warren…
>Diretto da Robert Siodmak, scritto da Mel Dinelli e tratto dal racconto di Ethel Lina White, La scala a chiocciola è un classico del cinema americano degli anni Quaranta, che mescola straordinariamente gli elementi del thriller psicologico a delle atmosfere tetre, esaltate dalla fotografia in bianco e nero.

20. Manhunter – Frammenti di un omicidio (1986)


Will Graham (William Petersen) è un ex agente dell’FBI, costretto a un periodo di riposo dopo la conclusione di un caso estremamente contorto. La caccia e la cattura di un pericolosissimo assassino cannibale, il dottor Hannibal Lecktor (Brian Cox), gli è costato un ricovero in una clinica per malattie mentali. Ma un nuovo criminale sta seminando il terrore in Florida. Durante le notti di plenilunio, egli trucida senza pietà giovani coppie con i loro bambini, seguendo un preciso rituale. Il suo ex superiore nel Bureau, Jack Crawford (Dennis Farina), sta seguendo il caso ma non riesce a decifrare i pochi e frammentati indizi finora ritrovati: così, chiederà aiuto proprio a Will, che si lascerà coinvolgere nuovamente in un’indagine estremamente pericolosa e dagli esiti non scontati…
Scritto e diretto da Michael Mann e tratto dal romanzo di Thomas Harris, Manhunter – Frammenti di un omicidio introduce per la prima volta sul grande schermo il personaggio dello psichiatra Hannibal Lecter, che sarà reso celebre qualche anno più tardi da Anthony Hopkins e da Il silenzio degli innocenti.

21. Marnie (1964)


Marnie (Tippi Hedren) è una donna vittima di un trauma infantile che ne ha profondamente condizionato la personalità, rendendola psicologicamente fragile e spingendola a rubare e mentire senza preoccuparsi delle conseguenze. Nonostante ciò, l’industriale Mark Rutland (Sean Connery), rimasto vedovo, se ne innamora dopo averla incontrata casualmente, tanto da chiederle di sposarlo poco tempo dopo. L’uomo, sicuro di sé e molto orgoglioso, è convinto di riuscire a far superare a Marnie i traumi che la affliggono. Ma per ricevere lo stesso affetto che lui è pronto a dare alla moglie, dovrà affrontare la diffidenza naturale di Marnie, sfidare le sue paure e affrontarle insieme a lei, prima di risalire all’origine dell’angoscia che la attanaglia da sempre.
Diretto da Alfred Hitchcock, scritto da Jay Presson Allen e tratto dal romanzo di Winston Graham, Marnie rappresentò la prima (e unica) collaborazione tra il regista britannico e Sean Connery, il quale prese una pausa dal ruolo di James Bond per dedicarsi a questo ambizioso progetto. Nonostante alcune incomprensioni tra Hitchcock e Connery, il risultato fu eccellente e Marnie, inizialmente poco apprezzato da critica e pubblico, è stato ampiamente rivalutato nel tempo.

22. Memento (2000)

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Leonard “Lenny” Shelby (Guy Pierce) era un investigatore di una compagnia assicurativa, specializzato nel trovare i truffatori che aggirano le regole. Apparentemente benestante e di gran classe, ora Lenny convive con un problema insormontabile: a seguito di un’aggressione subita da due uomini, ha riscontrato un trauma che gli ha causato la perdita della memoria a breve termine, tanto da non riuscire a trattenere le informazioni che recepisce per più di quindici minuti. L’uomo è rimasto sconvolto soprattutto perché, nella colluttazione, quei due criminali hanno violentato e ucciso sua moglie Catherine. Lenny è adesso in cerca di vendetta, ma per non perdere le tracce e gli indizi che ha raccolto, appunta su foglietti (e persino sul suo corpo) tutti i dati che riesce ad acquisire un po’ alla volta. Così, essendo facilmente raggirabile, Lenny non può fidarsi di nessuno per giungere al proprio obiettivo: nemmeno del suo amico poliziotto Teddy Gamell (Joe Pantoliano) e dell’amante Nathalie (Carrie-Anne Moss). Nel frattempo, un caso di quando lavorava come investigatore gli fa adesso da monito: quello di Sammy Jankis, un uomo affetto dalla stessa malattia della memoria…
Diretto e scritto da Christopher Nolan e basato dal regista su un soggetto del fratello Jonathan, Memento si sviluppa attraverso una narrazione non lineare: ogni quindici minuti, così come nella memoria del protagonista, il racconto riparte da un altro punto, e così sia Lenny che gli spettatori sono costretti a riprendere il filo per dipanare una matassa estremamente intricata. Candidato a due Premi Oscar (per la sceneggiatura originale e per il montaggio di Dody Dorn), Memento ha rivelato il talento di Nolan sul panorama internazionale.

23. Misery non deve morire (1990)


Il romanziere Paul Sheldon (James Caan) è autore di una serie di romanzi di successo ambientati in epoca vittoriana, la cui protagonista è un personaggio immaginario, Misery Chastain. Attualmente, Sheldon sta scrivendo un nuovo racconto, che si distanzia dalla serie precedente e auspica gli dia un nuovo slancio.
In viaggio da Silver Creek verso New York, durante una tormenta Sheldon va fuori strada con l’auto, causando un incidente. Al suo risveglio, Paul si troverà con le gambe rotte e una spalla lussata, ma accudito da un’infermiera, Annie Wilkes (Kathy Bates), che lo ha nel frattempo accolto in casa propria e gli confessa di essere una sua grande ammiratrice. Senza porsi troppe domande sulle circostanze, Paul consente ad Annie di scalfire progressivamente la sua sfera privata, e in più le fa leggere in anteprima il nuovo romanzo. La Wilkes si mostrerà però scontenta del lavoro, ma la sua reazione sarà addirittura scomposta quando scoprirà del destino di Misery nell’ultimo libro della serie con lei protagonista. A quel punto, Sheldon comprenderà che Annie non era affatto disinteressata a lui…
Diretto da Rob Reiner, scritto da William Goldman e tratto dal romanzo di Stephen King, Misery non deve morire fu un grande successo di critica e pubblico. Per il ruolo di Annie Wilkes, Kathy Bates venne premiata con l’Oscar e il Golden Globe: uno dei personaggi oltre il limite della follia più famosi di sempre.

24. Mulholland Drive (2001)


In seguito ad un incidente avvenuto sulla Mulholland Drive di Hollywood dove stava per rimanere uccisa, una donna (Laura Harring) perde la memoria. Dopo alcune peripezie si ritrova a casa della giovane Betty Elms (Naomi Watts), un’attrice in cerca di una possibilità nel cinema. Con grande generosità e un pizzico di curiosità per scoprire chi sia veramente quella donna, Betty inizia a prendersi cura di Rita – un nome che entrambe hanno improvvisato – per aiutarla nel tentativo di ricostruire l’accaduto. Ma le apparenze celano una verità molto più contorta…
L’opera più affascinante di David Lynch è tra i film più celebrati del nuovo secolo. Mulholland Drive è un thriller drammatico che, tra citazioni e riferimenti all’ambiente hollywoodiano, restituisce uno spaccato ambiguo di quel mondo spesso surreale. Per Lynch premio alla miglior regia a Cannes e candidatura a Oscar e Golden Globe; per Naomi Watts fu, invece, la prova che la svelò al pubblico internazionale.

25. Old Boy (2003)


Oh Dae-su (Choi Min-sik) viene arrestato per ubriachezza molesta. Rilasciato il giorno del compleanno di sua figlia, l’uomo verrà però rapito e tramortito. Si ritroverà dentro una cella con attorno solo un letto, un bagno e un televisore. Dopo aver inutilmente tentato di fuggire, dal notiziario apprende che sua moglie è stata uccisa e il colpevole sarebbe proprio lui. Egli, però, non ricorda nulla. Ma il tempo passa e le settimane diverranno anni. Un giorno, gli aguzzini lo stordiranno e lo trasferiranno sul tetto di un edificio, rinchiudendolo dentro una valigia. Dopo essersi liberato, Oh Dae-su inizia a vagare per la città, finché non incontrerà un uomo misterioso…
Diretto da Park Chan-wook e tratto dal manga omonimo di Nobuaki Minegishi e Garon Tsuchiya, Old Boy fa parte di una trilogia, avviata con Mr. Vendetta (2002) e successivamente conclusa con Lady Vendetta (2005). Premiato con il Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes del 2004.

26. Prisoners (2013)


Pennsylvania. Nel giorno del Ringraziamento, le famiglie Dover e Birch condividono la ricorrenza trascorrendo insieme il pranzo. Ma, all’improvviso, tutto cambia. Le piccole Anna e Joy spariscono nel nulla, senza lasciare alcuna traccia di sé. I genitori cadono nello sconforto: un incubo che mai avrebbero immaginato di dover vivere. Il detective Loki (Jake Gyllenhaal) avvia le indagini, e i primi indizi raccolti portano a un camper parcheggiato lungo la strada dove le due famiglie abitano. Appartiene a Alex Jones (Paul Dano), un individuo mentalmente instabile. Le prove a carico della polizia, però, non bastano a incriminarlo. Mentre le piste da seguire aumentano, Keller Dover (Hugh Jackman), ormai fuori di sé, si mette in proprio per la ricerca dei bambini…
Diretto da Denis Villeneuve e scritto da Aaron Guzikowski, Prisoners è un thriller molto duro, che mette alla prova lo spettatore senza risparmiare nulla sul piano drammatico. Cast sensazionale, composto da Hugh Jackman, Jake Gyllenhaal, Paul Dano, Viola Davis, Maria Bello, Melissa Leo e Terrence Howard. Candidatura all’Oscar per la fotografia di Roger Deakins.

27. Psycho (1960)

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La giovane Marion Crane (Janet Leigh) organizza un furto ai danni di un cliente dell’agenzia per la quale lavora, appropriandosi indebitamente di quarantamila dollari. Così, potrà fuggire con il suo amante e cambiare radicalmente vita. Viaggiando dall’Arizona verso la California, durante un temporale trova riparo presso il Bates Motel, alla cui direzione vi è Norman Bates (Anthony Perkins), un giovane di indole apparentemente pacifica ma vessato continuamente da una madre opprimente. Quando Marion stava pensando di tornare indietro dopo aver riflettuto sulle conseguenze delle proprie azioni, verrà aggredita dentro la doccia da un assassino misterioso, che l’accoltella ferocemente. Dopo poco tempo, senza aver avuto più notizie della sorella, Lila Crane (Vera Miles) incaricherà un investigatore per cercare di ritrovare la malcapitata Marion. Le tracce porteranno ovviamente al lugubre albergo…
Diretto da Alfred Hitchcock, scritto da Joseph Stefano e tratto dal romanzo di Robert Bloch, Psycho è un cult indiscusso tra i thriller, con scene indimenticabili entrate di diritto nell’immaginario comune.

28. Scappa – Get Out (2017)


Il fotografo afroamericano Chris Washington (Daniel Kaluuya) viene invitato dalla sua ragazza Rose Armitage (Allison Williams) a trascorrere il weekend presso la lussuosa tenuta di famiglia. Nonostante l’accoglienza del padre chirurgo Dean (Bradley Whitford), della madre ipnotista Missy (Catherine Keener) e del fratello studente Jeremy (Caleb Landry Jones) sia calorosa, il comportamento dei due domestici inizia ad insospettire Chris, che non può ancora immaginare di essere finito nel peggiore incubo possibile.
Scritto e diretto da Jordan Peele, Scappa – Get Out mescola il thriller, l’horror e il dramma in una storia che funge da forte denuncia sociale nell’ambito della condizione della comunità afroamericana negli Stati Uniti contemporanei. Quattro nomination agli Oscar 2018, con la statuetta vinta per la miglior sceneggiatura.

29. Seven (1995)

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L’abile detective William Somerset (Morgan Freeman), giunto agli ultimi giorni di lavoro, è costretto a seguire un difficile caso in coppia con il giovane e irruente collega David Mills (Brad Pitt), da poco trasferitosi in città con la moglie Tracy (Gwyneth Paltrow). Dietro una serie di efferati omicidi, tutti collegati tra di essi a riferimenti ai vizi capitali, potrebbe celarsi una mente criminale difficile da acciuffare.
Diretto da David Fincher e scritto da Andrew Kevin Walker, Seven è probabilmente l’opera più compiuta del regista statunitense (insieme al magnifico The Social Network). Un thriller durissimo che sorprende per l’estrema cura al dettaglio e per il tratteggio di personaggi controversi, su tutti lo spietato serial killer John Doe.

30. Shutter Island (2010)

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Anni Cinquanta. Gli agenti federali Edward ‘Teddy’ Daniels (Leonardo DiCaprio) e Chuck Aule (Mark Ruffalo) vengono incaricati di un’indagine a Shutter Island, dove sorge una rigida clinica psichiatrica. Qui si sono perse le tracce della paziente Rachel Solano, svanita dalla sua camera blindata: la donna era detenuta dopo aver ucciso i suoi tre figli, ma era convinta di trovarsi ancora in casa propria. Mentre i due agenti avviano le pratiche, Teddy non può certo ignorare che sull’isola si trovi anche il criminale che fu responsabile della morte di sua moglie Dolores (Michelle Williams), ma anch’egli sembra sparito nel nulla. Nonostante le indicazioni del dottor John Cawley (Ben Kingsley), Teddy si lascerà coinvolgere sempre di più da un’indagine che lo condurrà sul sottile filo della follia…
Diretto da Martin Scorsese, scritto da Laeta Kalogridis e tratto dal romanzo di Dennis Lehane, Shutter Island è un thriller psicologico estremamente sfidante per lo spettatore, tanto per le premesse quanto per lo sviluppo della storia.

31. Split (2016)


Si ritiene che la mente degli individui affetti da disturbo associativo sia divisa in molteplici “settori”: alcuni di essi, addirittura, potrebbero manifestare diversi attributi fisici in base alla personalità evidenziata in un certo momento. Sembra proprio essere il caso di Kevin (James McAvoy), che nel tempo ha palesato ben 23 personalità dinanzi alla sua psichiatra, la dottoressa Fletcher (Betty Buckley). Eppure, dentro di sé ve n’è ancora un’ultima, non mostrata finora, pronta a materializzarsi con esiti imprevedibili. Dopo aver rapito tre giovani ragazze, Kevin non sembra ancora appagato. L’unica tra di esse che può avvicinarsi a lui sembra Casey (Anya Taylor-Joy), ma la lotta per la sopravvivenza è appena cominciata.
Scritto e diretto da M. Night Shyamalan, Split è il maggior successo recente del regista de Il sesto senso e Lady in the Water.

32. Strade perdute (1997)


Il sassofonista Fred Madison (Bill Pullman) ritrova delle videocassette che ritraggono la propria lussuosa casa, ma anche lui e sua moglie Renée (Patricia Arquette) durante la notte. La polizia non riesce a trovare una valida spiegazione. Qualche sera dopo, Fred e Renée vanno ad una festa, durante la quale l’uomo discute con uno sconosciuto. In casa sua arriva un’altra videocassetta che ritrae Fred accanto al corpo massacrato della moglie. Arrestato per omicidio, verrà liberato quando assumerà le sembianze del giovane meccanico Pete. A quel punto verrà coinvolto in un altro intrigo, che potrebbe dare degli indizi sulle premesse iniziali…
Diretto da David Lynch e scritto dal regista insieme a Barry Gifford, Strade perdute è certamente una delle opere più affascinanti e audaci dell’autore di Twin Peaks e Mulholland Drive.

33. The Game – Nessuna regola (1997)


San Francisco. Nicholas Van Orton (Michael Douglas) è un uomo d’affari incagliato nei rimorsi per il suicidio del padre e per il naufragio del proprio matrimonio. Per cercare di tirarlo su di morale, il fratello Conrad (Sean Penn) gli regala – in occasione del suo compleanno – l’iscrizione a un esclusivo club di giochi di ruolo, denominato CRS. Così, nonostante i dubbi iniziali, Nicholas si lascia coinvolgere, ma non può immaginare le conseguenze di qualcosa di apparentemente innocuo: il club, infatti, è un meccanismo a orologeria che attacca persone facoltose, ricattandole e costringendole a compiere scelte estreme per preservare la loro immagine pubblica…
Diretto da David Fincher e scritto da John Brancato e Michael Ferris, The Game – Nessuna regola propone un meccanismo narrativo intricato nello stile tipico del regista statunitense.

34. Un giorno di ordinaria follia (1993)

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Los Angeles. Licenziato, separato dalla moglie Beth (Barbara Hershey) e lontano dalla figlia, William “Bill” Foster (Michael Douglas) è sottoposto a uno stress fortissimo. Un giorno, in mezzo al traffico cittadino, in preda al nervosismo scende dalla propria vettura e la abbandona, proseguendo a piedi. Un gesto che fa infuriare gli altri intorno a sé. Girando a vuoto per la città, Bill crolla sempre più, finendo in un vortice di pura follia, lasciando dietro di sé tracce di devastazione a dei negozi e altri atti di comune criminalità, diventando sempre più incurante del pericolo. Sulle sue tracce, intanto, si era già attivato il solerte sergente di polizia Martin Prendergast (Robert Duvall)…
Diretto da Joel Schumacher e scritto da Ebbe Roe Smith, Un giorno di ordinaria follia mescola il thriller al dramma psicologico, soprattutto attraverso un protagonista che racconta – sebbene in maniera controversa – un disagio profondo di una parte della società americana degli anni Novanta (e non così diversa oggigiorno).

35. Zodiac (2007)

1969. Una serie di omicidi sconvolgono San Francisco e dintorni. La modalità è sempre la stessa: a essere colpite sono delle coppie, con la donna uccisa da una serie interminabile di colpi d’arma da fuoco e l’uomo ferito gravemente ma lasciato vivo. Ogni volta che il misterioso serial killer conclude il suo massacro, invia una busta al San Francisco Chronicle, dove minaccia di proseguire se non riceverà il giusto spazio sulle colonne della testata. Al suo interno, si nascondono inoltre dei messaggi in codice, con i simboli dello zodiaco ad accompagnarli. Gli ispettori di polizia David Toschi (Mark Ruffalo) e William Armstrong (Anthony Edwards) stanno cercando di ricostruire la vicenda e trovare degli indizi, ma anche il San Francisco Chronicle è al lavoro, con l’eccentrico Paul Avery (Robert Downey Jr.) e il fumettista esperto in enigmistica Robert Graysmith (Jake Gyllenhaal) a portare avanti le proprie indagini…
Diretto da David Fincher, scritto da David Vanderbilt e tratto dal libro di Robert Graysmith, Zodiac è un altro degli straordinari thriller firmati dal regista statunitense, che qui torna al simbolismo e ai forti risvolti psicologici come già con Seven dieci anni prima.

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