I 25 documentari da guardare in streaming

di Gilda Balducci
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Un'immagine del documentario McCartney 3,2,1

Il documentario sta acquisendo sempre più campo e visibilità nella vastissima offerta che troviamo nelle molte piattaforme streaming a nostra disposizione. Così come i film e le serie tv, anch’essi si classificano sotto diversi generi, e facendo zapping tra le svariate proposte ci si potrebbe imbattere nella storia di un personaggio politico, come Hillary Clinton, oppure nel racconto dei sogni e delle preoccupazioni di un designer della moda, come Olivier Rousteing, direttore creativo di Balmain, o perdersi nella musica di John Lennon o ancora cercare di capire la vita di un attore geniale scomparso prematuramente come Heath Ledger.

Guardare la ricostruzione di una storia vera, con frammenti di pensieri, dichiarazioni, immagini rubate, sapientemente incastonate tra loro e legate da un sound design che rende l’operazione ancora più empatica è un’esperienza avvincente, che ci porta davvero in un altro mondo, perché in questo caso, è veramente tutto autentico, quindi di inestimabile valore.

Ed ecco quindi che ora andremo a presentare i 25 documentari più interessanti da guardare in streaming.

1. Wonder Boy: Olivier Rousteing (Netflix)

Olivier Rousteing, direttore creativo di Balmain dal 2011, si espone in tutta la sua fragilità in questo documentario del 2019 firmato dalla regista, attrice e autrice parigina Anissa Bonnefont. La vita pubblica e quella privata procedono di pari passo. Vengono immortalate le amicizie famose come quella con Jennifer Lopez e Claudia Schiffer, fasciate nelle sue divine creazioni, che sono valse alla maison Balmain un fatturato pari a sei volte quello antecedente il suo arrivo. Oltre alla passione incontenibile per il suo lavoro, Olivier, attraverso le telecamere, espone il suo privato e, accanto all’uomo di successo sotto le luci della ribalta, c’è il ragazzo insicuro alla ricerca delle sue origini, perché lo stilista, ancora in fasce, è stato abbandonato in un orfanotrofio e poi adottato da una famiglia amorevole che non gli ha mai fatto mancare nulla. Ma lui, bisognoso di collocarsi e di capire le motivazioni che hanno spinto i suoi veri genitori ad abbandonarlo, inizia la ricerca della madre biologica, perché, ora che sa dove sta andando, vorrebbe conoscere anche da dove viene e quella storia personale e famigliare che gli è stata negata appena venuto al mondo.

2. Britney vs Spears (Netflix)

Nel 2021, la regista Erin Lee Carr firma un documentario rivelatore che ricostruisce la vita di Britney Spears durante i tredici anni della tutela di suo padre sul suo patrimonio e sulla sua persona. Secondo lui, la figlia era altamente influenzabile nella gestione dei suoi beni e sembrava addirittura che fosse affetta da demenza. Nonostante questa diagnosi fosse poco credibile (perché solitamente diagnosticata alle persone anziane e non certo ad una ragazza giovane come lo era Britney nel 2008), la pop star è stata in grado di lavorare instancabilmente ed in prima persona alla preparazione di tour, album e spettacoli, che l’hanno tenuta impegnata per anni e se fosse stata davvero incapace di intendere e di volere sarebbe stato impossibile per lei poter collezionare un successo dietro l’altro in questo lungo periodo di mancanza totale di libertà.

Nel documentario, ci sono le preziose testimonianze degli amici Sam Lutfi e Adnan Ghalib, che raccontano come Britney sia stata raggirata dal suo stesso padre, e di come soffrisse per non avere più alcun tipo di diritto sulla sua vita. Emergono anche documenti importanti e contraddittori sulla salute e sulla condotta della pop star, che mettono in discussione l’operato di suo padre e del suo entourage in merito al reale benessere della cantante. Un altro ruolo importante in tutta la vicenda è giocato dalla superficialità con cui i media bollano Britney come “pazza” senza alcuna cognizione di causa, solo per creare lo scoop, influenzando così un’opinione pubblica sempre più confusa da immagini e notizie sempre più nebulose.

3. Alexander McQueen – Il Genio della Moda (Sky on Demand/NOW TV)

Il compianto Lee Alexander McQueen ha cambiato le regole della moda mondiale con collezioni visionarie e sfilate altamente provocatorie che mettevano al centro della scena una donna guerriera impavida e sensuale. Attraverso questo documentario del 2018, Ian Bonhote e Peter Ettedgui ricostruiscono la sua carriera in un’ascesa vertiginosa di successi ed eccessi, dove il ragazzo paffuto e sempre pronto allo scherzo, nel tempo, diventa un uomo emaciato e tormentato, che, in una spirale di droghe e paranoie, manda in frantumi la sua vita personale, nonostante abbia il totale consenso dello sfavillante mondo della moda, che da solo non basta però a dargli la spinta per riprendersi la sua felicità. Tra le testimonianze spicca quella di Detmar Blow, marito di Isabella “Issie” Blow, amica e mentore dello stilista, che gli permise di entrare nel fashion system più elitario dalla porta principale.

5. I Am Heath Ledger (Sky on Demand/NOW TV)

La vita di Heath Ledger è stata così piena di esperienze da essere in grado da sola di riempire tre vite normali. A soli ventinove anni, aveva già interpretato dei ruoli indimenticabili e riusciva ad immedesimarsi nei personaggi più disparati con la facilità con cui un comune mortale si allaccia le scarpe. Era un vero talento in continuo movimento a cui, soprattutto negli ultimi tempi, piaceva anche stare dietro la macchina da presa, sua compagna di vita da sempre, grazie alla quale immortalò innumerevoli scene del suo quotidiano più giocoso, come le serate festaiole dove diventava dj insieme alla gang australiana composta dagli amici di infanzia. Proprio uno di loro, N’fa ama raccontare di un Heath bambino pieno di creatività e con le idee chiare già all’epoca: voleva fare l’attore, e così fu. La sua storia, costellata di successi e di esperienze personali incredibili seppur naturali, come quella di diventare padre, è narrata nel documentario del 2017 diretto da Adrian Buitenhuis e Derik Murray, dove, attraverso un mosaico di interventi delle persone a lui più vicine, dalla famiglia agli amici di sempre a quelli del mondo dello showbiz come Ben Harper, Matt Amato e Naomi Watts, si rimettono insieme i pezzi della vita di un uomo straordinario dall’energia contagiosa, che non ha sprecato neanche un minuto della sua preziosa e troppo breve esistenza senza esprimere sempre al massimo sé stesso.

6. Miss Americana (Netflix)

La regina della musica country americana Taylor Swift è la protagonista di questo documentario del 2020 firmato da Lana Wilson, che attraverso un’ora e mezza di musica, racconti e ricordi, ripercorre la vita e la carriera della giovane Taylor dagli inizi, quando tredicenne si esibiva sui palchi di Nashville, al successo planetario di cui gode oggi.

Taylor racconta di come essere una brava persona, e soprattutto essere riconosciuta dagli altri come tale, sia sempre stato imperativo per la sua serenità e si è sempre adoperata per risultare una persona buona e gentile, di quelle che non danno mai alcun fastidio. Ma un episodio di violenza sessuale ed un’ondata immotivata di dissensi nei suoi confronti capovolgono il suo modo di vedere e di vedersi. Decide di reagire, portando in tribunale la violenza subita e schierandosi contro una donna aspirante governatore dello stato del Tennessee con idee estremamente reazionarie verso le donne e verso la comunità LGBTQ+. Lana Wilson mette l’accento sulla trasformazione di Taylor Swift da dolce ragazza country a donna contemporanea e determinata che non permette più a nessuno di intimidirla, in barba al puritanesimo americano a cui era legata da giovanissima.

7. Essere Robin Williams ((Sky on Demand/NOW TV e Amazon Prime Video)

Robin Williams è stato uno tra gli attori più amati da intere generazioni. La sua comicità genuina, perspicace e sempre elegante, ha incantato milioni di spettatori e la magia che lo caratterizzava e che si portava anche fuori dallo schermo gli ha regalato una vita sociale e sentimentale ricca ed intensa. Questo documentario di Tylor Norwood ha permesso al mondo di conoscere il reale motivo per cui nel 2014 Williams abbia messo fine alla sua vita, scansando il mistero che vi si era ammassato attorno, grazie alle importantissime testimonianze della terza moglie Susan Schneider Williams, del regista e attore Shawn Levy, del produttore televisivo John R. Montgomery, dello sceneggiatore ed attore Rick Overton e del produttore cinematografico e televisivo David E. Kelley. Attraverso le loro parole, viene ricostruito l’ultimo periodo della vita dell’attore, segnato da un gravissimo disturbo, chiamato demenza a corpi di Lewy, una malattia neurodegenerativa che attacca impietosamente il cervello andando di conseguenza a compromettere tutte le funzioni vitali, come il movimento e la parola. La pellicola, della durata di settantotto minuti, è malinconica e commovente. Non mancano spezzoni della vita privata di Williams e la partecipazione su alcuni set, ci sono gli exploit del suo successo e l’abisso nel quale era sprofondato a causa di questo male fatale.

8. Gualtiero Marchesi – The Great Italian (Sky Arte)

Nel 2018 Maurizio Gigola sforna questo gustoso documentario sul genio indiscusso della cucina italiana, Gualtiero Marchesi. Si parte dalle origini, quando nel 1977 il Maestro dà il via al suo lavoro di compositore, come amava definirsi, perché lui elabora la traccia di una ricetta che poi dovrà essere eseguita dal cuoco, proprio come nella musica, arte a lui molto vicina, anche grazie al matrimonio con la pianista siciliana Antonietta Cassisa, discendente di una prestigiosa famiglia di musicisti. Amante delle arti e curioso studioso di altri mondi, riesce a rinnovare completamente la cucina tradizionale italiana trasformandola nella sua “cucina totale”, un’esperienza immersiva ed emotiva dove tutto ha un senso e i sensi sono tutto, dove oltre che mangiare si gusta un’opera d’arte. In questo lavoro Marchesi ricorda l’incontro con il cinema, grazie a Monicelli e Visconti, clienti fissi del suo Albergo Mercato, torna con la mente al suo periodo parigino, città in cui ha trovato la creatività unita al grande amore per le materie prime. A testimoniare i suoi grandi insegnamenti, troviamo i suoi discepoli più popolari, come Carlo Cracco, Massimo Bottura, Davide Oldani e Pietro Leeman, che sottolinea con affetto quanto fosse importante per Marchesi la calma e l’armonia nella sua cucina, dove non si alzava mai la voce, in virtù di una cultura che eleva lo spirito.

9. American Murder: La famiglia della porta accanto (Netflix)

L’inquietante documentario di Jenny Popplewell ricostruisce in maniera capillare la storia di questa famiglia che sembra incarnare alla perfezione il sogno americano: una bella coppia di sposi che si ama in una bella casa in Colorado con due figlie sane e dolcissime ed un altro in arrivo, fino al giorno in cui moglie e bambine spariranno per sempre. Da quel momento prendono il via le ricerche che porteranno alla scoperta di una macabra verità. La vicenda si materializza in tutto il suo orrore grazie alla raccolta dei filmati originali social e personali creati dalla stessa moglie, Shannen Watts, nel corso degli anni, dove racconta la relazione con suo marito Chris e la storia della famiglia che stavano costruendo anche insieme alle figlie Bella Marie e Celeste Cathryn. Vengono ripescate le chat di Whatsapp e tutti i dettagli più intimi della loro vita vengono sistemati in un intreccio agghiacciante, che diventa quasi un esperimento voyeuristico in un crescendo di angoscia al limite del lecito.

10. Il mio amico in fondo al mare (Netflix)

Vincitore di numerosi riconoscimenti tra cui l’Oscar per il miglior documentario 2021, Il mio amico in fondo al mare ci trasporta letteralmente in un altro mondo, silenzioso, pieno di vita e spesso insidioso. Il filmmaker Craig Foster è riuscito a raccontare una storia incredibile e tutta sua perché l’ha vissuta in prima persona. La trama è la seguente: dopo anni di avventure nel raccontare gli animali più pericolosi del mondo, sull’orlo di una depressione, il documentarista Craig Foster decide di fare una pausa e di coltivare la sua mai sopita passione per le immersioni. Così torna nella sua città natale, Cape Town, ed inizia ad immergersi nel suggestivo parco sottomarino delle foreste di kelp, dove incontra per caso un polpo femmina, che si mostra diffidente e refrattario, ma una volta vinta la diffidenza iniziale, si abbandonerà a questo legame insolito, che cambierà la vita di entrambi. Craig, grazie alla sua avventura, permette al pubblico di scoprire la bellezza e la vita che c’è nel mondo sottomarino, con le sue regole ed i suoi rituali, disseminato di molti pericoli e di pochi alleati. La testimonianza di quest’amicizia in un contesto assolutamente non convenzionale, ricolloca la posizione dell’uomo nell’universo, ridimensionandolo come parte di un tutto e togliendolo dal piedistallo che si è sempre costruito senza alcun consenso superiore.

11. SanPa: Luci e tenebre di San Patrignano (Netflix)

Il materiale inedito sulla controversa vita di Vincenzo Muccioli e della sua comunità di recupero di San Patrignano è stato montato e diviso in cinque puntate dalla regista Cosima Spender, che ne ha creato una serie documentaristica. Si parte dall’inizio, nel 1978, quando la comunità aveva ancora pochi ospiti e Muccioli per loro era come un padre, che abbracciava tutti e infondeva sicurezza e speranza, nonostante i modi a volte poco ortodossi utilizzati all’interno della struttura per impedire ai ragazzi di scappare e tornare a drogarsi. La regista si muove agilmente nel mare di informazioni e di testimonianze preziose, ricostruendo un intreccio intricato e dai toni foschi, dove la figura di Muccioli, nel corso degli anni, perde la sua credibilità. Ad intervenire nella pellicola ci sono suo figlio Andrea, ex ospiti della comunità come Walter Delogu, che divenne il suo autista personale, giornalisti come Red Ronnie e magistrati. La figura di Vincenzo Muccioli è poliedrica e non si riesce a definire la sua natura e la sua evoluzione, da “padre” dolce ma autoritario a uomo d’affari senza scrupoli. In entrambe le versioni mantiene dei tratti contraddittori, come l’uso della violenza, e allo stesso tempo un atteggiamento protettivo nei confronti dei suoi ragazzi. Le sue gesta sono avvolte in un mistero che la serie non vuole rivelare, lasciando le molte domande su quest’uomo così complesso senza risposta. Il lavoro di Cosima Spender è stato eccezionalmente omaggiato ai Nastri d’Argento con un premio speciale nella sezione documentari.

12. Amanda Knox (Netflix)

Rod Blackhurst e Brian McGinn dirigono questo documentario su una delle donne più discusse del nuovo millennio, Amanda Knox, la ex studentessa americana due volte condannata e due volte assolta dalla giustizia italiana per l’omicidio della sua coinquilina inglese Meredith Kercher, avvenuto il primo novembre del 2007 nella loro abitazione di Perugia. Il documentario ricostruisce la tragica vicenda, le indagini, i processi e gli appelli attraverso le testimonianze inedite della Knox, di Raffaele Sollecito, accusato insieme a lei e poi anch’egli assolto, e del procuratore Giuliano Mignini, in una trama intricata che ancora oggi non trova una conferma assoluta sulla limpidezza delle dichiarazioni della Knox, da molti vista come una spietata assassina e da altri come una ragazza ingenua e sfortunata intrappolata in una vicenda a dir poco drammatica ma a lei estranea. Anche a causa del coinvolgimento di ben tre nazioni, USA, Inghilterra e Italia, il documentario pone l’accento sulla spettacolarizzazione mediatica della vicenda, che ha catturato l’attenzione del mondo intero, diventando quasi un show dalle tinte noir a cui è stato impossibile sottrarsi fino alla risoluzione della vicenda.

13. Schumacher (Netflix)

Devi diventare una cosa sola con la tua auto, bisogna raggiungere la perfezione al 100%, così saremo entrambi soddisfatti, l’auto ed io“: questo il credo di Michael Schumacher in apertura del documentario a lui dedicato e co-diretto da Hanns-Bruno Kammertöns, Vanessa Nöcker e Michael Wech. Il documentario ripercorre le tappe principali del pilota di F1 Schumacher, dagli inizi della sua carriera, quando gareggiava con i kart, grande passione anche di suo padre Rolf, ai momenti di massimo successo durante i Gran Premi con Benetton e Ferrari, che lo hanno visto competere con piloti del calibro di Ayrton Senna, che era anche il suo grande idolo, Damon Hill, Jacques Villeneuve e Mika Hakkinen, con le riprese dei passaggi più avvincenti delle gare, che si alternano alle parole commosse ed amorevoli della moglie Corinna, che si autodefinisce la donna più fortunata del mondo per essere sposata ad un uomo di rara bontà come lui. Schumacher riconosceva il valore di tutti i componenti della scuderia, conosceva i loro nomi e anche quelli delle loro mogli, giocavano a calcio insieme nei momenti di pausa e la sua grinta era altamente motivante perché l’intero team contribuisse attivamente alla vittoria, come fosse un traguardo di tutti. Ne emerge il ritratto di un uomo affidabile, determinato e devoto alla sua passione, volto alla continua ricerca della perfezione, che a volte però gli impediva di competere in maniera totalmente sportiva e di riconoscere i propri errori. Nel documentario anche le testimonianze dei piloti che hanno conosciuto Michael, quelle del suo staff tecnico e le parole del Vice Presidente della Ferrari, Piero Ferrari.

14. Mi chiamo Francesco Totti (Amazon Prime Video)

Alex Infascelli è il fautore di questo documentario dove un sincero Francesco Totti, ex capitano della Roma, racconta la sua vita da calciatore e quella privata, con tutta la sua romanissima umanità. Totti ripercorre la sua vita dagli albori della sua carriera e non ha timore né vergogna nel raccontare i suoi sbagli, così come non si autocelebra nel ricordare i suoi trionfi, in un misto di umiltà ed ironia che da sempre sono il suo marchio di fabbrica. Infascelli si addentra anche nel difficile rapporto tra Totti ed il due volte allenatore della Roma Luciano Spalletti: in principio tra i due regnava una bella alchimia dentro e fuori dal campo, ma, in seguito, questa intesa si incrinò irrimediabilmente tanto da compromettere la partecipazione di Totti a diverse partite e non fare mistero del loro perenne disaccordo attraverso commenti al vetriolo da parte di entrambi. Nel documentario appare anche sua moglie Ilary, punto di riferimento fondamentale per Totti, che non ha mai nascosto il grande amore che nutre per lei. Questi cento minuti sono capaci di regalare al pubblico grandi sorrisi e forti emozioni, rispecchiando le gesta e la personalità di questo grande campione, diventato un simbolo della capitale e del calcio mondiale.

Il documentario ha ottenuto una candidatura ai Nastri d’Argento e ha vinto un David di Donatello.

15. Ferro (Amazon Prime Video)

Questo documentario diretto da Beppe Tufarulo è un viaggio dentro la vita pubblica e privata del cantautore Tiziano Ferro, in concomitanza con il debutto dell’album Accetto Miracoli dopo tre anni di assenza dalle scene. Attraverso la musica Tiziano riesce ad esprimere i suoi tormenti e le sue emozioni e da sempre è il mezzo con cui riesce a farsi capire. Afferma che proprio la musica lo ha salvato da una vita penalizzata dal bullismo perché secondo alcuni da giovane non rispecchiava i canoni di magrezza che tanto piacciono alla società. Ha sofferto Tiziano, dice che le parole hanno un peso enorme, quindi fa un appello a tutti consigliando di fare attenzione prima di lanciare proiettili che lasceranno un segno incancellabile sul cuore. In seguito, Tiziano perde peso e diventa appetibile per le case discografiche, la sua carriera decolla, ma lui si sente scollato e in quel corpo magro e continua a sentirsi grasso. Ad aggiungere frustrazione, nel settore si inizia a vociferare sulla sua sospetta omosessualità non gradita ai piani alti e lui si sente sempre meno sé stesso: sarà in quel momento che si abbandonerà all’oblio dell’alcool. Ci sono ombre, ma anche tante luci in questa pellicola da cui emergono tutta la sensibilità e la fragilità del cantante, ma Tiziano si distingue anche per la forza immensa che ha avuto nel cambiare la sua vita, affermando chi è davvero e uscendo dal tunnel dell’alcolismo e della depressione e diventando un esempio di coraggio per tutti perché la verità lo ha reso libero (e felice).

16. Mi chiamo Pauli Murray (Amazon Prime Video)

In questo documentario, Julie Cohen e Betsy West ripercorrono la vita di Pauli Murray, una delle attiviste per i diritti umani più importanti al mondo. Pauli fu avvocatessa, poetessa, sacerdotessa, scrittrice e soprattutto ebbe il coraggio di protestare in maniera attiva contro le discriminazioni razziali e di genere dagli anni Trenta in poi, in un’America repressiva verso tutto ciò che potesse minacciare l’egemonia dell’uomo bianco. Scrisse saggi, poesie, due autobiografie su un’esistenza costellata di sfide e successi ampiamente raccontati nei suoi scritti, conservati per la maggior parte nella biblioteca di Harvard. Pauli non conosceva la paura e lo dimostrò vivendo in maniera impavida su treni merci che l’avrebbero portata alla ricerca di un lavoro, alzando il pollice per fare l’autostop fingendosi un maschio, diretta verso un futuro ignoto ma deciso esclusivamente da lei, senza eseguire gli ordini di nessuno. Nel film si affronta anche la sua sessualità: questa donna rivoluzionaria votata alla ricerca della giustizia si sentiva un uomo in un corpo femminile e, quando era ancora molto giovane, nessuno riusciva a fornirle le risposte del perché fosse così in contraddizione con sé stessa. Da questa ricca ricostruzione della vita di Pauli ne emerge una persona fuori dal comune, artefice di grandi gesta e dotata di una mente illuminata, seppur estremamente umile. Il mondo di oggi le deve la conquista di molte libertà che ora sembrano scontate ma che sono costate brucianti sacrifici, tempo ed energie.

17. Banksy – L’arte della ribellione (Amazon Prime Video)

Questo documentario sull’anonimo più famoso del mondo è firmato da Elio Espana e parla della storia di questo fenomeno che da anni sorprende e provoca il mondo dell’arte (e non solo) attraverso i suoi messaggi audaci e rivoluzionari. L’inizio della storia di Banksy parte dal vandalismo, o meglio, come affermò lo stesso artista, dai graffiti, che sono uno dei pochi strumenti quando non si ha quasi niente, sono il battito del polso della società, catturano quello che sta accadendo in quel momento. Per ogni Banksy che è sulla vetta e allo scoperto ce ne sono migliaia nascosti ed invisibili.

La crescita dell’artista viene contestualizzata nella sua città natale, Bristol, luogo fertile per le arti visive e musicali. Da qui emersero i Massive Attack, i Portishead e Tricky, poi fu la volta dell’hip hop e del rap, che diedero voce al malcontento di una società messa sotto torchio dalla politica della Lady di Ferro, Margaret Thatcher. Di pari passo, i graffiti cominciarono ad espandersi in tutta la città, le tecniche si svilupparono, lo stencil (maschera creata al fine di ricavare un profilo o una decorazione) prese il sopravvento per la velocità con cui si poteva applicare su qualsiasi superficie in soli cinque minuti. Banksy venne influenzato da artisti come Basquiat, Keith Haring e Blek Le Rat e riuscì a prendere il meglio di tutte le realtà artistiche note negli anni Novanta, come il graffitismo e lo stencil, e le usò per cambiare il mondo. Divenne un terrorista dell’arte di alto profilo. Le opere di Banksy si basano su immagini chiare e messaggi facili da comprendere anche per la gente comune, che non viene messa al cospetto dell’arte, ma la guarda in faccia e riesce a decifrarne il contenuto immediatamente.

18. Veleno (Amazon Prime Video)

Un libro, un podcast ed una serie documentaristica di cinque puntate: questo il lavoro del giornalista Pablo Trincia per raccontare la vicenda dei Diavoli della Bassa Modenese, questa presunta setta che tra il 1997 ed il 1998 sembrerebbe aver messo in atto dei riti satanici a sfondo pedofilo nei confronti di sedici bambini che vennero allontanati dalle loro famiglie perché altamente pericolose per la loro incolumità. L’accusa parte dai racconti di un bambino di appena sette anni, che racconta ai servizi sociali quello che aveva subito per mano di adulti mascherati da diavoli o da frati in luoghi insoliti e macabri, come un cimitero. La ricostruzione dei fatti è rigorosa e ricca di testimonianze di esperti, avvocati, famigliari coinvolti in prima persona e degli stessi bambini ormai cresciuti, in un affresco carico di angoscia e di orrore. Trincia, in merito alle tecniche di interrogatorio utilizzate dagli assistenti sociali con i bambini, parlerà anche di “falso ricordo collettivo”, ovvero una deviazione della memoria, che porta alla creazione di finzioni nella nostra testa tanto da non riuscire più a distinguere i ricordi veri da quelli immaginari. La serie è stata scritta e diretta da Hugo Berkeley.

19. Justin Bieber – Il nostro mondo (Amanzon Prime Video)

Il 31 dicembre 2020 Justin Bieber è tornato in concerto dopo tre anni di assenza dal palco e lo ha fatto in maniera eclatante e, nonostante la pandemia in atto, è riuscito a regalare a duecentoquaranta presenti e al pianeta intero (in streaming) uno spettacolo degno della sua fama. Il documentario di Michael D. Ratner racconta di come Justin abbia pensato di creare un vlog (un tipo di blog in cui si parla di un argomento in particolare attraverso il video), che raccontasse il dietro le quinte del suo concerto “Our World” ed il significato al di là del puro show. Nella pellicola, compare anche sua moglie Hailey, un punto di riferimento fondamentale per Justin, il quale ha stabilito le sue priorità, in vetta alle quali spiccano la famiglia e la moglie, a cui dedica molto tempo, in quanto i suoi affetti gli danno l’energia necessaria a renderlo proattivo nel suo lavoro. Il documentario di Ratner mostra anche l’attaccamento di Bieber al suo staff, con cui ha un rapporto di grande affetto e stima reciproci, e, a questo proposito, il cantante racconta che il suo compito è quello di far confluire l’energia e la creatività del suo team verso la buona riuscita di questo concerto che, oltre a far divertire chi guarda, si prefigge di portare la speranza e distendere gli animi in questo tempo complicato.

20. I am Greta – Una forza della natura (Amazon Prime Video)

Questo film di novantasette minuti diretto da Nathan Grossman nel 2020, racconta la storia della giovanissima pioniera green Greta Thunberg, dai primi scioperi davanti al Parlamento di Stoccolma all’età di quindici anni, fino al summit sul clima dell’ONU a New York nel 2019, dove è potuta intervenire grazie alla sua autorevolezza e alla determinazione nel portare avanti la sua battaglia per salvare l’ambiente. In questo film, Greta parla del suo modo di essere timida e riservata e di come un documentario sulla precarietà della specie degli orsi bianchi visto a scuola le abbia dato la spinta per agire e fare concretamente qualcosa. Ha iniziato sin da subito a far parlare di sé per la sua incrollabile motivazione e perché nessuno è più preparato di lei sulla questione ambientale. Suo padre le è sempre accanto e la supporta instancabilmente nei suoi progetti e insieme girano l’Europa in treno per presenziare alle conferenze dell’ONU, dove Greta accusa i leader mondiali di non fare abbastanza per fermare la crisi climatica, suscitando l’ira di molti ma anche grandi consensi. Dai suoi ideali è nato un movimento internazionale spontaneo e pacifico, il Fridays for Future, che si propone di tenere alta l’attenzione sul tema dei cambiamenti climatici. Il film è un viaggio introspettivo nel cuore di Greta, una giovane ragazza svedese che, nonostante soffra della sindrome di Asperger, dimostra di essere una delle persone più caparbie, forti e risolute di questo pianeta che lei incondizionatamente ama.

21. John Lennon – Love Is All You Need (Netflix)

Questo documentario, seppur datato 2010, resta attuale. Si tratta di una dettagliata ricostruzione della vita e della carriera dei Beatles e di John Lennon in particolare, attraverso le testimonianze delle persone care a lui più vicine, come la prima moglie Cynthia Lennon, il loro figlio Julian e la seconda moglie Yoko Ono, amatissima da John, ma malvista da gran parte del suo entourage. Con lei sperimentò nuovi generi di arte e insieme manifestarono in un modo fuori dagli schemi per la pace nel mondo, uniti quasi come fossero una persona sola. John racconta la parte psichedelica della sua vita, quando l’LSD gli ha mostrato il suo vero Io, dell’India e dell’incontro con Maharishi Mahesh Yogi, colui che ha portato la meditazione trascendentale in Occidente. Sono immancabili i filmati che riguardano il distacco e la rottura con i Beatles, la sua nuova vita al fianco di Yoko nelle loro battaglie pacifiste fino al triste epilogo della sua esistenza, stroncata dopo soli quarant’anni. Più che la sua arte, questo documentario mette al centro della scena l’uomo, che, con i suoi desideri, i suoi pensieri ed il suo immancabile humor, persegue i suoi ideali di pace con ardore, costanza e successo, anche grazie alla visibilità che gli ha dato la popolarità, senza la quale la sua seconda vita da pacifista sarebbe stata sicuramente diversa e non avrebbe avuto la gloria che in pochi anni ha conquistato.

22. Homecoming – A film by Beyoncé (Netflix)

Il suggestivo concerto di Beyoncé al Coachella Festival del 2018 è al centro della scena di questo film, dove la cantante dà tutta se stessa insieme ad un’imponente coreografia composta da musicisti e ballerini, di cui lei è la regina incontrastata. Questo concerto segna il suo ritorno sul palco in seguito alla nascita dei suoi gemelli ed è una dedica alla comunità e alla cultura afroamericana, che reputa fondamentale per la sua crescita personale e professionale. Durante la preparazione dello spettacolo, Beyoncé motiva il suo corpo di ballo, l’orchestra e tutti coloro che saranno artefici insieme a lei di questo show che spera possa essere memorabile. Il team conta centocinquanta elementi e nel giro di otto mesi hanno messo in scena questa favolosa esibizione, che si è aggiudicata anche un Grammy per il miglior film musicale. Beyoncé ha messo insieme persone molto diverse tra loro, anche quelle a cui in precedenza sono state negate delle possibilità, per motivarle ad essere orgogliose di sé stesse sul palco e per provare che tutti hanno un valore se viene concessa loro l’occasione per dimostrarlo. La pellicola, di cui la cantante cura anche la regia, è stata descritta come un “intimo e approfondito sguardo” al concerto, rivelando “la strada emotiva dal concetto creativo a un movimento culturale”.

23. Hillary (Sky Documentaries)

Questa miniserie di quattro puntate raccoglie la vita pubblica e privata di Hillary Rodham Clinton, una delle donne più amate e allo stesso tempo denigrate del nostro tempo. Hillary racconta la sua storia in prima persona, partendo dalla prima infanzia e descrivendo accuratamente il contesto politico e sociale dell’America degli anni Cinquanta. Si evince la storia di una donna controcorrente per quegli anni, una battagliera che si muove con caparbietà per conquistare un posto in prima fila in un mondo dove il genere femminile è escluso a priori.

Hillary racconta dei suoi studi in legge, dell’incontro con il marito Bill Clinton, della vita da First Lady e della corsa alla Casa Bianca, dipingendo un ritratto di sé intimo e quasi confidenziale. Attraverso questa pellicola, si possono cogliere la speranza e la delusione di questa donna forte, temeraria, a volte poco diplomatica e che vuole dire sempre la verità a costo di perdere voti pur di non illudere i suoi elettori. Se un giorno riuscisse davvero a diventare il Presidente degli Stati Uniti coronerebbe un sogno con un significato ben più ampio della carica in sé perché dimostrerebbe che l’impegno e le battaglie sostenute in tutti questi anni dalle donne di tutto il mondo, avrebbero finalmente una prima ed ufficiale affermazione che aprirebbe una porta su un futuro davvero inedito.

24. McCartney 3,2,1 (Disney+)

A metà tra il documentario ed il podcast, questa serie di sei episodi vede protagonisti Paul McCartney ed il guru della musica d’oltreoceano Rick Rubin in una stanza addobbata di tutti gli “attrezzi del mestiere”, per ascoltare ed analizzare la musica dei Beatles e di McCartney da solista, ripresi dalle telecamere di Zachary Heinzerling.

Rick Rubin, produttore e talent scout di fenomeni come i Beastie Boys, Ed Sheeran, Red Hot Chili Peppers e anche del nostro Gianni Morandi, si confronta per la prima volta con il genio mai tramontato Paul McCartney e quello che ne esce è un lavoro interessante che gli appassionati di musica non possono non guardare. Paul racconta la storia della band, la magia dietro alle loro canzoni, retroscena e curiosità inedite di una storia che in tanti continuano ad amare e che si spera non tramonterà mai, grazie anche a lavori come questo, che attualizzano le prodezze musicali di un passato glorioso e anche un po’ nostalgico.

25. Il Testimone (Sky Documentaries)

Pif si fa testimone degli argomenti più curiosi e delle storie più disparate, dai trapezisti alle Miss, dai pornoattori alle ballerine di danza classica, in una giostra di chiacchierate riprese esclusivamente dalla sua telecamera. Il giornalista riesce ad entrare nel cuore dei suoi protagonisti, che abbassano la maschera e si raccontano senza veli, ripresi nell’autenticità del loro mondo, senza gli orpelli dati da trucco, parrucco e studio tv. Pif si addentra in contesti a lui sconosciuti e va alla scoperta delle discoteche di Ibiza, si intrufola in un villaggio turistico per conoscere la vita degli instancabili animatori che vi lavorano, cerca di sfatare i pregiudizi sulle comunità Rom entrando direttamente a contatto con due di esse, partecipa ad una Street Parade per capire come si possa sentire un ragazzo omosessuale di provincia come Bruno: in pratica diventa il testimone delle innumerevoli realtà con cui viene in contatto e riuscendo a cogliere il tratto più intimo delle persone e delle situazioni, coinvolgen il pubblico grazie alla genuinità e all’empatia che fanno parte della sua inappuntabile professionalità sempre spontanea. Il Testimone è un susseguirsi di nove stagioni grazie alle quali lo spettatore potrà avvicinarsi a nuove realtà liberandosi da possibili pregiudizi e capire a fondo quello che prima gli era sconosciuto.

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