David Bowie: 5 ruoli cult al cinema

di Maurizio Ermisino
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Un Bowie è per sempre. Non ci stancheremo mai di ascoltare, e di guardare colui che è stato Ziggy Stardust, Alladin Sane, The Thin White Duke, Nathan Adler, o, semplicemente, David Bowie. C’è chi ha detto che il nostro amato David Jones non è mai davvero morto. È solo ritornato da dove era venuto, dalle stelle. Su Il Meglio Di Tutto lo racconteremo spesso, perché fa parte delle nostre vite, ed è davvero il meglio che si possa trovare, quando si parla di arte. Oggi cogliamo l’occasione dell’anniversario dell’uscita di un film molto importante, Christiane F. – Noi i ragazzi dello Zoo di Berlino, che usciva il 2 aprile del 1980, per raccontarvi 5 ruoli cult al cinema di David Bowie. La sua carriera cinematografica, come quella musicale, non è stata affatto scontata: ha scelto spesso percorsi tortuosi, inesplorati, laterali. In ogni caso, mai scontati per un personaggio della sua portata. Quello di David Bowie non è il solito percorso della rockstar arrivata al cinema, ma molto di più.

1. L’uomo che cadde sulla Terra

L’uomo che cadde sulla Terra (1976) è, di fatto, l’esordio abbagliante di David Bowie, come attore protagonista, sul grande schermo. Nicolas Roeg stava lavorando all’adattamento cinematografico del romanzo di Walter Tevis quando vide una scena con Bowie in una limousine in Cracked Actor, un documentario della BBC sul cantante dell’anno precedente. Roeg aveva trovato il suo protagonista, così perfetto che, per una scena del film, rigirò quella scena del documentario tale e quale. David Bowie interpreta Thomas Jerome Newton, alieno che arriva sulla Terra, dove, grazie ai brevetti di invenzioni importanti, crea un impero finanziario. In realtà il suo scopo è trovare una soluzione per il suo pianeta che muore di sete. A contatto con gli umani, verrà corrotto dalle loro debolezze, tra alcol, tv e una deludente relazione sentimentale. Negli aridi scenari del New Mexico, David Bowie dà vita a un personaggio memorabile, in cui ci sono le paranoie che viveva in quegli anni, quelli della sua vita a Los Angeles. Aveva portato molto di sé in Thomas Jerome Newton, e aveva portato Thomas con sé dopo il film. Quegli abiti, quel look con i capelli rossi striati di biondo sarebbero stati con lui per tutto il tour di Station To Station, e sulla copertina dell’album Low. E, alcune delle musiche scritte per il film e mai usate come colonna sonora, sarebbero diventate parte di Low, il suo album storico.

2. Christiane F. – Noi i ragazzi dello Zoo di Berlino

Christiane F. – Noi i ragazzi dello Zoo di Berlino (1980) è tratto da una storia vera, quella di Christiane Vera Felscherinow: è una storia di tossicodipendenza e disperazione con protagonisti dei ragazzi giovanissimi, ambientata a Berlino Ovest, tra il 1975 e il 1977. Una delle scene chiave del film è il concerto di David Bowie, in cui appare nei panni di se stesso. Bowie canta Station To Station, dove ripete ”It’s too late”, “è troppo tardi”, e sembra essere quasi un monito. È “troppo tardi” per tornare indietro dalla dipendenza da eroina. Poco dopo vedremo Christiane provare per la prima volta l’eroina per inalazione. La scena fu girata a New York: Bowie si trovava impegnato a Broadway tutte le sere, e il regista Uli Edel fu costretto a girare lì. Bowie, in jeans e giubbotto rosso, cantò muovendo le labbra in sincrono con la versione live di Station To Station contenuta nell’album Stage, in un set costruito per ricreare l’atmosfera del Sound, il famoso club di Berlino.

3. Miriam si sveglia a mezzanotte

Miriam si sveglia a mezzanotte (The Hunger, 1983) è il primo film di Tony Scott, il fratello di Ridley Scott, che qualche anno dopo avrebbe firmato Top Gun. The Hunger è una storia di vampiri. Bowie impersona il vampiro Blaylok, un vampiro del diciottesimo secolo che vive ancora nella New York degli anni Ottanta. La sua amante, Miriam, ha seimila anni: a interpretarla è Catherine Deneuve. E, nei panni della nuova amante di lei, c’è Susan Sarandon. Il trio Bowie-Deneuve-Sarandon basta a dare fuoco a quello che è un tipico film degli anni Ottanta, con quelle luci finte e patinate e quel montaggio che ammicca al videoclip, oltre ai costumi di Milena Canonero. La resa artistica non è altissima, ma il film riesce ad avere un suo fascino, che non è difficile intuire. The Hunger, anni dopo, sarebbe diventata una serie televisiva. E David Bowie è un vampiro perfetto. Anne Rice, l’autrice del romanzo Intervista col vampiro dichiarò di essersi ispirata proprio a Bowie per il suo protagonista Lestat, tanto da essere rimasta delusa quando, per l’adattamento cinematografico del 1994, il ruolo andò a Tom Cruise (salvo ricredersi dopo aver visto la sua performance).

4. Furyo

Furyo (Merry Christmas Mr. Lawrence, 1983) è un film diretto dal giapponese Nagisa Oshima, famoso per L’impero dei sensi, e prodotto dalla Gran Bretagna. Lo sceneggiatore Paul Mayersberg, autore dello script de L’uomo che cadde sulla Terra, scrisse pensando proprio a Bowie il ruolo del maggiore inglese Jack Celliers, catturato e rinchiuso in un campo di prigionia dall’esercito giapponese. Il comandante dei giapponesi, il capitano Yonoy (Ryuichi Sakamoto), tormentato dalla propria sessualità repressa, comincia a interessarsi a lui. Bowie trovò il senso della sua interpretazione nei sensi di colpa per il suo rapporto con il fratello, un rapporto che è presente anche nella backstory di Celliers. La sua interpretazione è di quelle che rimangono impresse, e con il personaggio di Sakamoto c’è una tensione carica di elettricità. Concluse le riprese del film (che Oshima girò velocemente, con pochissimi ciak per ogni scena) Bowie andò a New York a registrare Let’s Dance. Il film sarebbe uscito, come Miriam si sveglia a mezzanotte, in pieno Serious Moonlight Tour.

5. Labyrinth

Ci dispiace aver lasciato fuori dalla lista Gigolò, il film del 1978, ma non potevamo non mettere in queste cinque apparizioni il ruolo di David Bowie In Labyrinth (1986), il film di Jim Henson che, nel frattempo, ha assunto la dimensione di cult movie, tra i fan di David Bowie e non solo. Jim Henson, il creatore dei Muppet, alla regia, George Lucas, il creatore di Star Wars, alla produzione, e David Bowie nel ruolo de Re dei Folletti. E voce di due canzoni, il brano dei titoli di testa, Underground, e Magic Dance. E ancora, una giovanissima Jennifer Connelly nel ruolo della protagonista, Sarah, un’adolescente costretta a fare da baby sitter al fratellino, tanto da desiderare che venga rapito dai folletti. E così… Gli ingredienti per un cult movie ci sono tutti. E l’immagine di Bowie con la vistosa parrucca bianca è diventata iconica. Da quel momento, al cinema, Bowie avrebbe assunto ruoli meno centrali, i suoi sarebbero stati più camei o ruoli di contorno. Ma sempre in grado di accendere la luce. Come un diamante, un Bowie è per sempre.

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