I migliori 20 vini italiani da scoprire per Pasqua

di Niccolò Petrilli
0 commento

Eh, anche questa Pasqua…scusate, no, fermi. Quell’argomento non ci interessa, se ne parla già troppo.
Qui si cerca di mettere sulla tavola la luce di un intelligente vino, come scriveva Neruda, e di discorrere delle bellezze del nostro mondo. Del meglio di tutto, insomma, come recita l’insegna. 

E cosa c’è di meglio dell’esplorare nuove bottiglie, nuovi vitigni, e le ebrezze che i calici ci sanno regalare? Quando non si esagera, ovviamente!

Il pranzo di Pasqua è un’occasione splendida per stappare una bottiglia speciale! O due, o tre! Vi portiamo quindi con noi in questo viaggio tutto italiano, da nord a sud: un vino per ogni regione, scelto tra le denominazioni meno note al grande pubblico: 15 DOCG e 5 DOC (per le regioni che ne sono sprovviste) per accompagnare i vostri piatti (Qui qualche idea per le ricette!): i 20 migliori vini italiani da scoprire per la Pasqua!

Nota nr.1: Gli abbinamenti son difficili data la varietà dei piatti, sia a livello geografico e per la vastità del menù. Ma qualche suggerimento si può sempre dare… poi a voi decidere!
Nota nr.2: non troverete suggerimenti per marchi, annate o cantine. Perché quando si esplora non si sbaglia mai.

Iniziamo dagli SPUMANTI!

1. Valle D’Aosta DOC

Regione: Valle d’Aosta (500 Ettari totali)

Tipologia suggerita: Spumante Metodo Charmat o Metodo Classico
Vitigni: Tanti, autoctoni e non. Tra i più interessanti il Priè Blanc, il Fumin, il Petite Arvine
Abbinamento: Aperitivo, antipasti, fritti, piatti di pesce, risotti…

La Valle d’Aosta DOC è una delle zone vitivinicole di cui innamorarsi: vanta i vigneti più elevati d’Europa, e una produzione qualitativa in crescita verticale. La produzione è piccola, la viticoltura spesso confinata sui panoramici terrazzamenti a fondovalle, che si notano percorrendo le strade che tagliano l’affascinante regione del Monte Bianco.
Qui il clima e l’altitudine permettono di raccogliere uve dalla bella acidità, essenziale per la produzione di bianchi e rossi freschi e minerali, nonché per la spumantizzazione. E il nostro viaggio parte proprio da qui: da un Valle D’Aosta DOC Blanc de Morgex et la Salle! Stappiamo insieme uno Spumante, Metodo Classico o Charmat, Brut, 100% Priè Blanc. Le sue bollicine vi conquisteranno al primo sorso, per immergervi tra le gole scoscese delle Alpi e negli antipasti!

Quale? A voi la scelta! (Ma troverete più facilmente un metodo classico)

2. Erbaluce di Caluso DOCG


Regione:Piemonte (500 ettari totali)
Tipologia suggerita: Spumante Metodo Classico
Vitigni: Erbaluce
Abbinamento: Aperitivo, antipasti, fritti, piatti di pesce, risotti…

Seguiamo il corso della Dora Baltea ed entriamo in Piemonte, terra di delizie: formaggi, salumi, carni, nocciole, vini… e tra questi l’erbaluce, uva bianca che dà identità alla piccola denominazione Erbaluce di Caluso DOCG, inclusa tra Ivrea, Chivasso e Santhià, attraversata proprio dalla Dora sulla sua strada verso il Po. Vitigno già noto in epoca romana e amato per la luminosità dei suoi grappoli, da cui il bel nome, è molto versatile, e grazie alla combinazione di acidità e dolcezza dei frutti è adatto per diverse tipologie di vino: dolce e secco, spumante e fermo. Vi suggeriamo per le feste di provare la versione spumantizzata secca, coi suoi sentori freschi e fruttati, arricchiti da una nota minerale che stuzzica e diverte.

Diventerete anche voi adepti della Dea romana Alba Lux, madre dell’Erbaluce!

3. Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG Rosè


Regione: Lombardia (800 ettari totali)
Tipologia suggerita: Spumante Metodo Classico Rosè
Vitigni: Pinot Nero, Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio
Abbinamento: Aperitivo, antipasti, fritti, piatti di pesce, risotti…

Dalla Dora al Po, scivolando dal Piemonte alla Lombardia troviamo l’Oltrepò Pavese, splendida e storica denominazione troppo stesso bistrattata (le colpe le diano i puri di spirito, noi prendiamo atto) che merita la nostra umile citazione. All’interno della più vasta DOC troviamo la Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG dedicata appunto al solo spumante metodo classico, e al suo interno la tipologia rosè, o rosato, con almeno il 70% di Pinot Nero. I suoi sentori fruttati e floreali e allo stesso tempo sapidi, tra fragolina di bosco e rosa, dall’allegra e raffinata bollicina, sono particolarmente indicati per sedurre il palato femminile…

Non perché è rosa, eh

Basta bollicine…via con i vini BIANCHI fermi (cioè non-spumanti) e secchi (cioè non-dolci)

4. Alto Adige DOC


Regione:Trentino-Alto Adige (1000 ettari totali)
Tipologia suggerita: Bianco Secco Fermo
Vitigni: Molti, autoctoni e non, bianchi e rossi.
Abbinamento: Aperitivo, antipasti, finger food, risotti, primi piatti, formaggi, pesce…

Proseguiamo il percorso “nordico” con un’altra regione golosa, ma priva di DOCG: il Trentino-Alto Adige è una terra di mele, formaggi e uve, che a partire dagli anni ’90 ha conquistato rapidamente il panorama italiano e internazionale con la qualità e i profumi dei suoi vini, tra cui oggi alcuni dei più migliori d’Italia. I vigneti dell’Alto Adige DOC salgono sulle pendici delle montagne partendo dalle strette vallate, creando panorami affascinanti e molto variegati, dovuti alla differenza di suolo e alla direzione e pendenza delle coltivazioni. Nota allo stesso modo per i suoi rossi leggeri e profumati, è però terra a maggioranza di bianchi, che grazie alla composizione del terreno e agli sbalzi climatici sono tutti deliziosi, minerali, aromatici, intensi e allo stesso tempo delicati. Qualsiasi vino di questo territorio saprà conquistarvi, sia come aperitivo che per abbinamenti a piatti di pesce e risotti anche dagli ingredienti esotici e/o impegnativi.

Per sperimentare ancora più a fondo cercate vini da vitigni PIWI, vanto delle produzioni biologiche, come il Bronner o il Kerner.

5. Rosazzo DOCG


Regione: Friuli-Venezia Giulia (50 ettari totali)
Tipologia: Bianco Secco Fermo
Vitigni: Friulano (50% minimo), Pinot Bianco, Chardonnay, Ribolla Gialla, Sauvignon
Abbinamento: Aperitivo, antipasti, finger food, risotti, primi piatti, formaggi, pesce…sushi!

Saltiamo in Friuli-Venezia Giulia, e vi sfidiamo con una DOCG piccolissima e prestigiosa, nata recentemente da una sottozona della più grande e famosa Colli Orientali DOC. La produzione del Rosazzo DOCG ruota intorno ad un solo vino, bianco e secco, con un 50% minimo di Friulano accompagnato dagli altri vitigni sopra citati. Gli ettari dedicati si sviluppano intorno all’Abbazia medievale di Rosazzo, sin dalla sua fondazione nucleo della produzione di vino ed esportatrice già verso la Serenissima Repubblica di Venezia – la cui storicità accompagna il prestigio della produzione odierna. La fresca sapidità e delicatezza è un abbinamento ideale per piatti di pesce e crostacei, ma anche per i risotti e come aperitivo.

E anche se a Pasqua è raro mangiarlo, è un grande accompagnamento per il sushi (quello vero!)

6. Romagna Albana DOCG


Regione: Emilia-Romagna (800 Ettari totali)
Tipologia suggerita: Bianco Secco Fermo
Vitigni: Albana
Abbinamento: Aperitivo, lasagne, carni bianche, pesce arrosto, torte salate, formaggi…

Scendiamo dal Friuli verso l’Emilia-Romagna per incontrare lo splendido Romagna Albana DOCG  nella sua versione secca. Magari non la conoscevate, dato che è molto più nota quella dolce! Questa DOCG dalla forma allungata, che si estende dai colli bolognesi fin quasi a Rimini, è il regno dell’Albana, splendida uva bianca qui coltivata sin dai tempi dell’Impero Romano. La sua versatilità, come per l’erbaluce, consente di produrre tutte le tipologie, dallo spumante al passito, e di abbinarsi alla grande varietà di piatti che la regione offre. La versione ferma e secca che vi suggeriamo di sperimentare vi sorprenderà con i suoi profumi di pesca, mela gialla e fiori bianchi.

Da non perdere l’abbinamento con le lasagne, soprattutto se di magro!

7. Vermentino di Gallura DOCG


Regione: Sardegna
Tipologia suggerita: Bianco Secco Fermo
Vitigni: Vermentino
Abbinamento: Aperitivo, formaggi, piatti di pesce, zuppe di pesce, pesce, crostacei…Porceddu!

Voliamo da Forlì in Sardegna, dove regna il principe dei bianchi, ultimo esponente della nostra selezione: il Vermentino, vitigno di origine spagnola che si è innamorato delle rive del Mar Tirreno e ha sposato la nostra Isola. Qui domina con una produzione di milioni di bottiglie, e nel nord della regione, la Gallura, è imperatore assoluto e unica coltivazione – tanto da essere il Vermentino di Gallura DOCG l’unica DOCG della meravigliosa terra dei sardi. Versatile, si presta alla spumantizzazione come all’appassimento… ma la versione più eccellente è senza dubbio quella di bianco fermo e secco, ricco di mare: sapidità, mineralità, robustezza sono le sue caratteristiche uniche, tanto che nonostante la sua aromaticità si abbina con piacere anche al porceddu, il tipico arrosto di maialino da latte.

“Le solitudini coperte di asfodeli della montagna”, diceva Carlo Levi, e Vermentino.

E dopo i bianchi…entri la delegazione dei Rosati!

8. Taburno Rosato DOCG


Regione:Campania (200 Ettari totali)
Tipologia: Rosato Fermo Secco
Vitigni: Aglianico
Abbinamento: Aperitivo, formaggi, carni bianche, agnello, primi piatti, zuppe di pesce…

Se il Vermentino è il re della Sardegna, l’Aglianico è il sovrano della Campania. Vitigno scuro, forte, robusto, elegante, base di quel Falernum amato dagli imperatori romani, non poteva non avere una sua versione più delicata, preziosa. Ingiustamente ancora relegati a prodotto di nicchia per la stagione estiva, i rosati sono un’espressione tutta da scoprire della nostra viticoltura nazionale. Per questa piccola Taburno Rosato DOCG che si sviluppa in provincia di Benevento, nel Sannio – intorno al solitario massiccio calcareo del Taburno – la produzione di rosé è parte delle tipologie consentite, e probabilmente la più affascinante. Rosa intenso, ricco di note minerali e profumi di ciliegie e fiori rossi, rinfrescante e seducente già nel calice.

E’ anche il primo vino del nostro viaggio a potersi abbinare con sicuro successo all’agnello!

9. Cirò DOC


Regione: Calabria (500 Ettari totali)
Tipologia suggerita: Rosato Fermo Secco
Vitigni: Gaglioppo
Abbinamento: Aperitivo, formaggi, carni bianche, primi piatti, zuppe di pesce, crostacei…

Per il secondo e ultimo dei nostri rosati (sì, ce ne sarebbero a decine, lo sappiamo!) vi portiamo in quella Calabria che fu Magna Grecia. Il Cirò DOC è una denominazione dalla Storia talmente lunga che è sorprendente sia solo una DOC. Capoluogo quasi leggendario dell’Enotria greca, a breve distanza dalla potente Crotone, il suo vino era tra i doni riservati ai vincitori delle antiche Olimpiadi. Figlio del Gaglioppo, maestoso nella sua versione rossa e ammaliante in quella rosata – che vi suggeriamo oggi per la vostra Pasqua. Il colore brillante, i profumi di fragola e melagrana, la sapidità del Mar Ionio vi conquisteranno con allegria ed eleganza, trasportandovi in un’epoca in cui la Pasqua non esisteva ancora, e si celebrava in Aprile il ritorno di Persefone dagli Inferi.

“Abbandona le grandi strade, prendi i sentieri”. Pitagora

Grazie, Pitagora. Lasciamo solo i rosati, però, per entrare nel mondo dei vini rossi!

10. Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG


Regione: Sicilia (300 Ettari totali)
Tipologia: Rosso Fermo Secco
Vitigni: Frappato
Abbinamento: Agnello, carni rosse, arrosti, primi piatti, formaggi stagionati…

Entriamo nel mondo dei rossi oltrepassando lo stretto di Scilla e Cariddi, per visitare l’unica DOCG della Sicilia – ultimamente ingiustamente un po’ dimessa a favore di una DOC emergente come quella dell’Etna. Perciò, doppiamente merita la sua presenza in questo viaggio di esplorazione! Qui, nel cuore della Trinacria greca e del Barocco, incastonata tra i paesaggi mozzafiato tra Ragusa e Agrigento, dominano Nero d’Avola e Frappato, ma solo questo secondo è la star del Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG, i cui produttori si contano sulle dita di una mano. Morbido, armonico, intenso, caldo e strutturato, fantastico sia giovane che invecchiato a lungo, non solo è l’abbinamento perfetto per piatti e occasioni importanti, ma diventerà una delle vostre denominazioni di riferimento!

Aspettiamo i ringraziamenti per questo suggerimento, sappiatelo!

11. Aglianico del Vulture Superiore DOCG


Regione: Basilicata (1500 Ettari totali)
Tipologia: Rosso Fermo Secco
Vitigni: Aglianico
Abbinamento: Agnello, carni rosse, arrosti, bbq, primi piatti, formaggi stagionati…

Restiamo in Magna Grecia: la bella Basilicata col suo Vulture – antico vulcano ormai spento, che tuttavia ancora regala doni all’agricoltura come il corpo di una divinità – è insieme alla Campania parte del dominio dell’Aglianico, che qui trova una delle sue massime espressioni nell’Aglianico del Vulture Superiore DOCG. La potenza e intensità della versione superiore sono un abbinamento eccezionale per carni, arrosti, paste ricche. Se il rosato del Taburno stuzzica con la sua freschezza, questo vino del vulcano vi scalderà col suo fuoco!

Un paesaggio straordinario per un vino straordinario!

12. Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOCG


Regione: Puglia (500 Ettari totali)
Tipologia: Rosso Fermo Secco
Vitigni: Uva di Troia
Abbinamento: Carni rosse, arrosti, bbq, agnello, selvaggina, formaggi stagionati…

Che ridere, eh? Quanti anni hai, dodici? Inchinatevi invece dinanzi a uno dei più sottostimati e grandiosi rossi d’Italia. Fine, elegante, maestosa, potente. Questa denominazione, che dalla Puglia porta giustamente il nome di uno dei castelli più magnifici del mondo, diventerà la vostra regina della tavola, a Pasqua e non. Nella sua versione riserva (la DOC Castel Del Monte è altrettanto ammirevole, figlia di più varietà di uve e sentori) il Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOCG, come Federico II, vuole affrontare piatti ricchi e importanti.  Abbondate pure con spezie, aromi e sapori!

E oltre a berne il vino, correte a visitare il castello!

13. Tintilia del Molise DOC


Regione: Molise (150 Ettari totali)
Tipologia: Rosso Fermo Secco
Vitigni: Tintilia
Abbinamento: Carni rosse, bbq, arrosti, agnello, primi piatti ricchi, torte salate…

Aumentiamo le latitudini e andiamo verso il Molise, la regione che non esiste, ma che diventerà un punto fondamentale sulla vostra mappa enologica quando assaggerete il suo vitigno autoctono di riferimento, il Tintilia del Molise DOC, e lo splendido rosso che se ne ottiene: fruttato, speziato, tannico, ricco di sentori di liquirizia, pepe, frutta rossa. Quasi scomparso a causa della bassa resa produttiva, è diventato DOC solo nel 2011. Oggi è in forte crescita e merita una posizione importante nella nostra classifica: un vino potente, che riempie i calici di soddisfazione, con cui stupire gli ospiti, e sé stessi, durante il pranzo di Pasqua.

“Facevo schifo in geografia finchè non ho iniziato a bere vino”

14. Montepulciano Colline Teramane DOCG


Regione: Abruzzo 
Tipologia: Rosso Fermo Secco
Vitigni: Montepulciano
Abbinamento: Zuppe, carni rosse, carni bianche, agnello, salumi, formaggi, bbq, torte salate…

Gli esperti qui stanno già storcendo il naso. Montepulciano? Abruzzo? Una delle uve più sfruttate d’Italia? Roba da poco. Buongiorno! Vogliamo invitarvi a rivalutarla a partire dall’unica DOCG dedicata al Montepulciano, la più estesa di questa selezione, ma non per questo da disdegnare – anzi. Avremmo potuto sfidarvi con la Tullum DOCG, 20 Ettari totali – auguri a trovarne una bottiglia! Invece potrete abbracciare l’Adriatico con il bel viola intenso del Montepulciano Colline Teramane DOCG, amarne i sentori di prugna e ciliegia ingentiliti dall’uso delle barrique, e fare gli snob presentando in tavola un grande vino nato da un’uva da superproduzione.

Lamentatevi, su! 

15. Cesanese del Piglio DOCG


Regione: Lazio (150 ettari totali)
Tipologia: Rosso Fermo Secco
Vitigni: Cesanese di Affile,
Abbinamenti: Zuppe, carni rosse, carni bianche, agnello, salumi, formaggi, bbq, torte salate…

Entriamo nel Lazio, ma senza avvicinarci troppo a Roma. Restiamo in provincia di Frosinone, lontani dalle vie turistiche, e incontriamo uno dei più bei vitigni rossi d’Italia, il Cesanese del Piglio DOCG. Questa è la terra di Anagni, ma il suo vino merita tutt’altro che uno schiaffo: denominazione dalle alterne fortune, produce un vino elegante, profumato, intenso e dai profumi complessi. Nella regione è il rosso più famoso – il cesanese è anche in altre DOC regionali – ma fuori dai confini è ingiustamente poco conosciuto. Estremamente versatile, merita decisamente la vostra, e nostra, attenzione!

Mario Monicelli se n’era già accorto, e nel Marchese del Grillo è Sordi ad aggredire proprio una botte di Cesanese!

16. Torgiano Rosso Riserva DOCG


Regione: Umbria (250 ettari totali)
Tipologia: Rosso Fermo Secco
Vitigni: Sangiovese (min. 70%), colorino, canaiolo, montepulciano, altri
Abbinamenti: Carni rosse, selvaggina, arrosti, agnello, formaggi stagionati…

Chiudiamo il viaggio tra i vini rossi con questa piccola, prestigiosa DOCG dell’Umbria, che si sviluppa interamente attorno al borgo medievale di Torgiano, a Sud di Perugia. Il Torgiano Rosso Riserva DOCG condivide gran parte dei vitigni che danno origine alle più note denominazioni toscane, dal Chianti al Vino Nobile di Montepulciano. E con essi ha in comune anche l’eleganza, la struttura, la finezza. Se perfino lo stemma comunale del paese porta su di sè grappoli d’uva, un motivo ci sarà! Per fregiarsi della DOCG e del titolo Riserva, deve trascorrere almeno 3 anni in affinamento, prima di poter solo pensare di avvicinarsi a un calice. Da lì poi la resistenza all’invecchiamento può esser molto lunga!

Approfittate della Pasqua per aprire quella bottiglia che tenete da parte da un decennio!

E infine il momento che tutti aspettano…arrivano i VINI DOLCI!!

17. Colli Euganei Fior D’Arancio DOCG


Regione: Veneto (250 ettari totali)
Tipologia suggerita: Spumante Dolce
Vitigni: Moscato Giallo
Abbinamenti: Piccola e grande pasticceria, torte e lievitati, creme, formaggi, brindisi…

Iniziamo dal Veneto la nostra escursione tra i vini da dessert! I Colli Euganei sono i resti di un sistema vulcanico ormai eroso a pochi passi da Padova, che ha lasciato il meglio di sé dal punto di vista dei terreni coltivabili e dei paesaggi – apprezzati già in epoca romana. Qui nasce la giovane Colli Euganei Fior D’Arancio DOCG, allo stesso tempo divertente e profumata, golosa figlia del super-aromatico Moscato Giallo, vitigno principe delle dolcezze. La sua espressione più facile da reperire è quella spumantizzata, anche se non mancano i vini fermi e i passiti. I fiori d’arancio si sentono davvero, nei profumi e nei sapori, insieme a mela, banana, pesca e altre delizie floreali.

Anche chi non preferisce i vini dolci…ve lo assicuriamo, si innamorerà!

18. Vernaccia di Serrapetrona DOCG


Regione: Marche (45 ettari totali)
Tipologia: Spumante Dolce Rosso
Vitigni: Vernaccia nera (min. 85%), Sangiovese, Canaiolo, altri.
Abbinamenti: Piccola e grande pasticceria, crostate, torte, creme, formaggi, brindisi…

La Vernaccia di Serrapetrona DOCG è una denominazione storica, un vitigno eccezionale, perla delle Marche. Uno dei pochi spumanti rossi dolci del nostro Paese, prodotto in un territorio minuscolo da produttori che si contano sulle dita di una mano. L’unico vino spumante al mondo che prevede ben 3 fermentazioni, per ottenere appena 20 litri di vino da 100 di mosto. Raffinato e divertente, dal perlage elegante, dai profumi di uva fresca, frutta sotto spirito e fiori rossi, aspetta di essere scoperto e amato anche da voi. Le sue uve, coltivate sui pendii che dai monti Sibillini scendono verso Macerata e il Mar Adriatico, sono dolci e generose. Esiste anche la versione ferma e quella spumantizzata secca, ma la produzione è quasi domestica.

Curiosità: Dante cita già la vernaccia nera nel XXIV canto del purgatorio!

19. Elba Aleatico Passito DOGC


Regione: Toscana, Isola d’Elba (40 ettari totali)
Tipologia: Passito Naturale Dolce Rosso
Vitigni: Aleatico
Abbinamenti: Piccola pasticceria, schiaccia di Pasqua, torte, crostate, formaggi, da meditazione…

Saltiamo da una parte all’altra del Paese, e dall’Adriatico ci tuffiamo nel Tirreno della Toscana e nuotiamo fino alla terra che fu esilio di Napoleone e oggi è dominata dal turismo. L’isola d’Elba, la più grande d’Italia escludendo le ovvie Sicilia e Sardegna, tra i venti salmastri e le rocce vulcaniche regala una produzione meravigliosa – e piccolissima – del vitigno aleatico (coltivato anche in terraferma) che nella versione passito naturale raggiunge vette stupefacenti. Le uve dell’Elba Aleatico Passito DOCG, appassite brevemente al sole, vengono pigiate per ottenere un vino rosso intenso, dolce, dai sentori di frutta sciroppata e spezie, eccezionale per concludere un pasto importante!

“L’isola d’Elba attendeva in mezzo al mare, sospesa su soffici nuvole di primavera nel suo mondo di leggerezza e calde superficialità”

20. Cinque Terre Sciacchetrà DOC


Regione: Liguria
Tipologia: Passito Dolce
Vitigni: Bosco, Albarola, Vermentino
Abbinamenti: Piccola pasticceria, pandolci, creme, da meditazione…

Incontriamo l’ultimo vino della nostra selezione, e come nei viaggi di scoperta, l’ultima casa che si visita è una delle più importanti. Il Cinque Terre Sciacchetrà DOC, creato dal matrimonio millenario della Liguria con il Sole, il mare e i terrazzamenti su cui la viticoltura si fa eroica. Imperatore segreto dei vini dolci italiani, con una produzione totale inferiore a diecimila bottiglie (da 375 ml!), può invecchiare per decenni, attendendo il momento giusto per essere degustato. E se questo momento non è un pranzo di Pasqua in famiglia, limitati da una pandemia, quando cioè dobbiamo dedicarci davvero al meglio di tutto, alla bellezza e bontà di ciò che abbiamo a disposizione… non sappiamo davvero quando dovrebbe essere!

In alto i calici, e Buona Pasqua!!!!

Ps: DOCG vuol dire Denominazione di Origine Controllata e Garantita, DOC la stessa cosa – senza Garantita. Non vi stiamo a spiegare qui le differenze, per l’amor del cielo! 😉

Lascia un commento

* Usando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei dati in questo sito web. Per approfondire: Cookie Policy