I migliori libri sul bere

di Niccolò Petrilli
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Nessuna poesia scritta da bevitori d’acqua può piacere o vivere a lungo. Da quando Bacco ha arruolato poeti tra i suoi Satiri e Fauni, le dolci Muse san sempre di vino al mattino.

Il poeta latino Quinto Orazio Flacco (Italia, 65-8 a.C.) la sapeva già lunga, e chissà quanti altri prima di lui avevano cantato le lodi letterarie dell’alcol, dal lontano giorno della sua scoperta. Dal buco nel terreno riempito di frutta lasciata fermentare – nel profondo di dimenticate valli caucasiche – fino al sorso di vino dell’astronauta Buzz Aldrin prima di mettere il piede sulla Luna, quello con gli spiriti è un intreccio che percorre inarrestabile la storia dell’umanità. Un rapporto che va dalla semplice conoscenza all’innamoramento, fino all’ossessione e alle sue estreme conseguenze.

Poesia e letteratura non fanno eccezione, e gli artisti astemi sono una minoranza (che d’accordo, ha dalla sua Kafka, Foster Wallace, Stephen King, Agatha Christie…) in un universo artistico di pagine piene e bicchieri vuoti. Questo fiume di alcol e parole ha costruito nei millenni un labirinto in cui è oggi difficile aggirarsi, tra scaffali di autori che vogliono insegnarci a bere, quelli che vogliono insegnarci a non bere, quelli che vogliono insegnarci persino cosa bere… liberissimi per carità, ma qui vogliamo parlar d’altro, e consigliarvi invece una ridottissima selezione dei migliori libri sul bere. Non però quelli che parlano di come, cosa, dove, perché… bensì quelli che discorrono del rapporto inestricabile tra umani e C2H5OH. Che non è un nuovo drone di Star Wars, ma la formula chimica dell’alcol etilico!

1. Rubaiyat (Quartine) – Omar Khayyam

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Poesia. Disponibile su Amazon

Iniziamo dall’alto, dall’altissimo. Astronomo, filosofo, matematico, poeta. Omar Khayyam (Iran, 1048-1131) è uno dei più citati autori della letteratura winelover, grazie al suo Rubaiyat raccolta di quartine in poesia, pubblicate solo nel 1859 dal poeta inglese Edward Fitzgerald. E poco importa in fondo che in vasta maggioranza possano essere apocrife – all’epoca si dava ben poca importanza alla filologia – perché persiane medievali o inglesi moderne, i versi taglienti, dolci e potenti si aggirano intorno al vino per affrontare il rapporto dell’uomo con la propria intera esistenza.

Esser, non esser, salvezza, destino,
cielo, inferno e misteri… Oh parolai!
Con tutto il mio studiare io non trovai
che una cosa quaggiù profonda: il vino.

2. Simposio – Platone

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Dialogo. Disponibile su Amazon

Difficilmente Platone (Grecia, 428-347 a.C.), ha bisogno di presentazioni – il filosofo che ha indirizzato gran parte della successiva evoluzione della civiltà occidentale. Così come il suo testo più noto, il Simposio (dal greco Sympósion, ossia “bere insieme”) è un termine ormai entrato nell’uso comune. Il racconto sotto forma di dialogo narra dell’incontro – la cornice è la festa in onore del poeta Agatone, vittorioso in quello che oggi chiameremmo contest teatrale – tra Socrate e altri personaggi, in cui a turno, bevendo e lodando il vino, parleranno di ciò che per loro rappresenta Eros, il Dio dell’amore e del desiderio. Duemilacinquecento anni e siamo ancora tutti qua.

E la grandezza non si conquista, ora, con il sangue versato in battaglia o con il distacco ascetico, ma con la dolcezza e l’effusione del vivere, con la frenesia di Dionisio: poiché non si trova nella solitudine, ma nella vita in comune.

3. John Barleycorn – Jack London

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Romanzo autobiografico. Disponibile su Amazon

Con Jack London (USA, 1876-1916) ci affacciamo sull’abisso: uno dei più popolari scrittori americani di sempre racconta il suo tempestoso – e infine letale, a soli quaranta anni, tre anni dopo la pubblicazione di questo libro – rapporto con l’alcol.  Dalla sua prima ubriacatura di birra, a soli cinque anni, si avvia un romanzo di selvagge scorribande e malesseri senza fondo, come fu tutta la vita del grande autore e avventuriero. (John Barleycorn è un personaggio del folclore inglese, la personificazione dello spirito del Malto e dei suoi distillati, birra e whisky…cantato in alcune meravigliose ballate come quella dei TRAFFIC)

E’ il re dei bugiardi. Il più franco degli uomini sinceri. L’augusto compagno con cui si cammina in compagnia degli dei. La sua via porta alla verità occulta, e alla morte. Ti dà vista chiara, e sogni torbidi. Nemico della vita, e maestro di saggezza oltre la saggezza della vita. E’ un assassino con la mano rossa che massacra la gioventù

4. Sul Bere – Charles Bukowski

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Scritti autobiografici. Disponibile su Amazon

Da London a Charles Bukowski (Germania, 1920 – USA, 1994) il passo nell’alcol è breve, ma con questo piccolo salto si oltrepassa il baratro, per entrare nel mondo ruvido dell’autore americano, fatto di sbronze, droghe e sesso vissuti con orgoglio e senza rimpianti. Quasi un manifesto di una vita vissuta sempre al limite, Sul Bere è una raccolta che ci trascina nella vita scomposta, affascinante e complicata di chi ha attraversato la vita in una perenne immersione nello sballo e nella scrittura, in una fuga senza freni da morale e responsabilità.

Bevo perché non riesco ad affrontare la vita quando sono sobrio

5. La Luna e i Falò – Cesare Pavese

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Romanzo. Disponibile su Amazon

Se dovessimo raccontare cosa sia stato La Luna e i Falò per Cesare Pavese (Italia, 1908-1950), il primo intellettuale moderno d’Italia, basterebbe sapere che è stato pubblicato appena pochi mesi prima del suo suicidio. Il romanzo narra del ritorno alla terra natale – le langhe piemontesi del secondo dopoguerra – di un giovane emigrato negli Stati Uniti. Tra antifascismo e progressismo, nostalgia del passato e cruda realtà post-bellica, i vigneti e le altre coltivazioni fanno da sfondo ai tormenti e alle vicissitudini del protagonista, che si muove malinconicamente tra passato e presente, simboleggiati entrambi dai misteriosi falò di tralci di vite.

Riconoscevo la terra bianca, secca; l’erba schiacciata, scivolosa dei sentieri; e quell’odore rasposo di collina e di vigna, che sa già di vendemmia sotto il sole.

6. Li Bai l’uomo, il poeta – Pietro de Laurentis

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Poesia. Disponibile su Amazon

Li Bai (Cina, 701-762), conosciuto anche -erroneamente- come Li Po, è considerato uno dei più grandi poeti in lingua cinese di tutti i tempi. Musicista, pittore, calligrafo, pacifista, già famoso in vita. I suoi versi, ispirati all’etica taoista e al distacco dalla mondanità e della responsabilità, sono intrecciati al suo spirito di viaggiatore, sognatore…e forte bevitore. Il vino scorre tra le sue parole e nelle sue vene, accompagnandolo per tutta la vita e rendendo la sua poesia vivace e vitale. L’opera Li Bai l’uomo, il poeta curata da Pietro de Laurentis, dell’Università Orientale di Napoli – segue con passione e correttezza filologica vita ed opere dell’uomo che, leggenda vuole, morì ebbro, tuffandosi da una barca per abbracciare il riflesso della Luna.

Per essere contenti della vita
occorre godere fino in fondo,
non lasciamo le coppe d’oro vuote alla luna!
(Da “Offrendo il vino”)

7. Una bella bionda – Dorothy Parker

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Racconto. Disponibile su Amazon (nella raccolta “Eccoci qui”)

Se c’è una scrittrice che ha fatto dell’alcol un suo mantra, nella gioia e nella tristezza, questa è Dorothy Parker (USA, 1893-1967). Umorista, giornalista, poetessa, donna libera, ha intrecciato con i cocktails e la malinconia tutta la sua vita e buona parte delle sue opere. Universalmente considerato il suo capolavoro, Una bella bionda narra le emozioni di una donna che ha superato il fiore degli anni, sospesa tra i propri sentimenti e i desideri degli uomini, sullo sfondo del proibizionismo, dei locali fumosi e nascosti, del sorriso smagliante mostrato per nascondere un cuore gelato. Bere e sorridere, sorridere e bere. Ne valeva la pena?

Hazel Morse era una bella donna alta e formosa, il tipo che spinge certi uomini, quando pronunciano la parola “bionda”, a schioccare la lingua scuotendo maliziosamente la testa.

Ce ne sono tanti, tanti, tanti altri. Al volo: Fiesta (Hemingway), Il Paese dell’Alcol (Mo Yan), Suttree (Cormack McCarthy)…e ancora, e ancora.
Un brindisi a tutti loro!

Cin!

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