Affascina per la sua storia millenaria e le leggende che ne hanno segnato il destino: oggi è meta di turismo culturale
Un piccolo borgo avvolto da un’aura di mistero e leggenda, conosciuto come il “Borgo Maledetto”. Con una popolazione che nel 2024 si attestava a soli 15 abitanti, conserva intatta la sua struttura medievale, un autentico scrigno di storia e tradizioni che, nonostante lo spopolamento, continua a catturare l’interesse di visitatori e studiosi.
Un caso emblematico di borgo maledetto che, pur nella sua decadenza, mantiene viva la memoria storica e culturale di un territorio ricco di tradizioni, e che oggi si apre con cautela al mondo esterno per raccontare la sua storia e il suo mistero.
Lollove: un borgo sospeso nel tempo tra storia e leggenda
Il borgo di Lollove si presenta come una frazione di Nuoro, in Sardegna, immersa in un paesaggio rurale incontaminato, caratterizzato da case in pietra costruite “alla maniera sarda”, vicoli stretti e la suggestiva chiesa seicentesca di Santa Maria Maddalena, esempio di architettura tardo-gotica con i suoi archi a sesto acuto in trachite rosa. La località, posta a 227 metri sul livello del mare, si distingue per il suo eccezionale stato di conservazione che testimonia la vita e le tradizioni della Sardegna medievale.

La storia di Lollove si intreccia con una leggenda tramandata oralmente dagli anziani del paese, secondo cui alcune suore del convento locale, accusate di relazioni illecite con i pastori del luogo, furono costrette a lasciare il borgo lanciando una maledizione: “Lollove sarai come l’acqua del mare; non crescerai e non morirai mai”. Da allora, il borgo è rimasto quasi immutato, senza espansioni urbane, con una popolazione drasticamente ridotta che ha fatto sì che Lollove mantenesse intatto il suo fascino antico.
Dal punto di vista storico, Lollove ha radici che risalgono al Medioevo, quando faceva parte del Giudicato di Gallura e, successivamente, fu coinvolta nelle complesse vicende della Sardegna sotto il dominio aragonese. Già nel XIX secolo, secondo il Dizionario Angius Casalis, Lollove contava circa 180 abitanti dediti principalmente all’agricoltura e alla pastorizia. Tuttavia, nel corso del tempo, eventi come un’epidemia di vaiolo nel 1860 e l’isolamento geografico hanno favorito lo spopolamento e l’abbandono progressivo del borgo.
Nonostante la maledizione che ne ha segnato la storia, Lollove è oggi un luogo di turismo lento e culturale, valorizzato da progetti promossi dal Comune di Nuoro e dalla Regione Sardegna, che puntano a preservare il patrimonio storico e architettonico del borgo. Eventi artistici, itinerari storici e iniziative di valorizzazione fanno parte di un piano di rilancio che mira a trasformare l’antico borgo in una meta di interesse per appassionati di storia, cultura e natura.
Il borgo è incastonato in una conca circondata da colline verdeggianti, attraversata da ruscelli e punteggiata da oliveti, vigne e boschi di lecci, dove l’ambiente naturale si fonde con testimonianze archeologiche come l’insediamento nuragico di Costiolu. La presenza di fauna selvatica e un paesaggio caratterizzato da formazioni rocciose spettacolari contribuiscono a rendere Lollove un’oasi di tranquillità e bellezza.
Tra le curiosità del borgo, si segnala la chiesa di Santa Maria Maddalena, costruita tra la fine del XVI e i primi anni del XVII secolo, che conserva all’interno statue risalenti al 1601. La sua posizione sopraelevata offre una vista suggestiva sulle case in granito e sui resti del villaggio, immersi in un’atmosfera che sembra sospesa tra passato e presente.
