Le 15 migliori serie TV originali Netflix

di Sofia Biagini
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Netflix, le migliori serie originali

Stilare una lista delle migliori produzioni originali (anche note come Netflix Originals) della celebre piattaforma streaming non è certo un’impresa facile. Sono tante, infatti le serie tv che, negli anni, sono entrate a far parte di questo catalogo sempre più nutrito, capace di spaziare dalla commedia, ai teen trama, dall’horror alla fantascienza. Ma pensiamo che ce ne siano alcune che meritano sicuramente di essere viste per i temi trattati, la veridicità della narrazione o perché, semplicemente, rappresentano il modo perfetto per trascorrere qualche ora in leggerezza. Ecco allora le 15 produzioni che abbiamo selezionato tra le migliori serie tv originali Netflix.

1. The Crown (2016 – in corso)

Non potevamo che iniziare la nostra lista delle migliori serie tv originali Netflix con The Crown, lo show britannico che segue la vita della Regina Elisabetta II e della famiglia reale dagli anni ‘40 ai giorni nostri. La serie, scritta da Peter Morgan, indaga i lati più intimi e meno conosciuti della vita della regnante, approfondendo quello che è il delicato equilibrio tra l’osservanza delle regole che il suo ruolo comporta e la salvaguardia dei legami parentali. Senza, ovviamente, lasciarsi scappare tutti gli scandali che hanno costellato la storia della corona inglese negli anni. The Crown può vantare un cast d’eccezione, che si rinnova ogni due stagioni per rimanere al passo con l’invecchiamento dei personaggi; particolarmente degne di nota sono le interpretazioni di Claire Foy e Olivia Colman (che vestono i panni della Regina Elisabetta), di John Lithgow (Winston Churchill) e di Helena Bonham-Carter (principessa Margaret).

Claire Foy in The Crown

2. Dark (2017 – 2020)

Prima serie originale Netflix prodotta in Germania, Dark è sicuramente un prodotto profondamente diverso dalla maggior parte degli show che possiamo trovare sulla piattaforma. Ambientata nella tenebrosa cittadina di Winden, Dark prende il via dalla misteriosa e inquietante scomparsa di un bambino che porterà a galla i più torbidi segreti delle quattro famiglie del luogo. Complessa e anche, diciamolo, coraggiosa, la serie ideata da Baran bo Odar e Jantje Friese porta sul piccolo schermo universi narrativi a noi noti, come storie d’amore adolescenziali, relazioni genitori-figli e viaggi nel tempo, catapultati, però, in un’atmosfera visionaria e apocalittica. Star dietro ai diversi piani temporali e all’intricato intreccio delle vite dei personaggi non è sempre facile, ma si tratta di una sfida che, per lo spettatore che la saprà cogliere, si rivelerà davvero soddisfacente.

LOuis Hofmann in Dark

3. Black Mirror (2011 – 2019)

Serie televisiva antologica ideata e prodotta da Charlie Brooker, Black Mirror è ambientata in un futuro che potremmo chiamare distopico ma che, in realtà, prende ispirazione dal mondo di oggi. Ogni episodio, infatti, è incentrato su delle problematiche estremamente attuali e sulle sfide poste in essere dall’introduzione di nuovi tecnologie sempre più presenti nella vita quotidiana. Vengono messi in risalto soprattutto l’assuefazione e gli effetti collaterali che l’abuso dei nuovi media comportano.

Miley Cyrus in Black Mirror

4. Stranger Things (2016 – in corso)

Impossibile stilare una lista delle migliori serie originali Netflix senza inserire Stranger Things. Diventata un vero e proprio fenomeno culturale, la serie ideata da Matt e Ross Duffer fa magistralmente leva sull’effetto nostalgia degli anni ‘80 (dai primi videogiochi a Dungeons & Dragons), strizzando l’occhio a pellicole di culto come E.T. e I Goonies. Ma lo show non è solo piacevole malinconia: una mostruosa creatura aliena minaccia, infatti, di porre fine ai momenti di spensieratezza di un gruppo di amici di Hawkins. Stranger Things può contare su un cast eccezionale: dalle giovani star tra cui spiccano Milly Bobby Brown e Finn Wolfhard, a David Harbour, Winona Ryder e Maya Thurman-Hawke, figlia di Uma Thurman.

Millie Bobby Brown in Stranger Things

5. Mindhunter (2017 – in corso)

Se siete appassionati di true crime, Mindhunter è sicuramente la serie originale Netflix che fa al caso vostro. Prodotta da David Fincher e basata sul libro Mindhunter: La storia vera del primo cacciatore di serial killer americano, la serie ripercorre l’origine della profilazione degli assassini seriali a metà degli anni ‘60. Protagonisti di Mindhunter sono Holden Ford (Jonathan Groff), un negoziatore dell’FBI, e l’agente Bill Tench (Holt McCallany), impegnati nello stabilire un nuovo metodo di indagine e identificazione basato sulle interviste di alcuni detenuti. Vincente la scelta di presentare serial killer realmente esistenti come Ed Kemper, David Berkowitz e Charles Manson.

Jonathan Groff in Mindhunter

6. Orange Is The New Black (2013 – 2019)

Orange Is The New Black è uno dei primi successi targati Netflix. La serie, ispirata alle memorie di Piper Kerman, regala allo spettatore uno spaccato della vita in un carcere femminile, attraverso i molteplici sguardi delle sue detenute. Protagonista dello show è, infatti, Piper Chapman (Taylor Schilling), una donna condannata a 15 mesi di detenzione e che, nel corso delle stagioni, intreccerà la sua storia con quelle di diverse carcerate, appartenenti a culture ed etnie differenti ma tutte costrette a convivere nel difficile sistema della prigione. OITNB ha il merito di trattare anche temi importanti come il sovraffollamento delle carceri, la sessualità repressa, la corruzione della polizia e la sorellanza tra le detenute.

Taylor Schilling in Orange Is The New Black

7. The Haunting (2018 – 2020)

Siete degli amanti dell’horror e del paranormale? Allora con The Haunting troverete sicuramente pane per i vostri denti. Creata e diretta da Mike Flanagan, The Haunting è una serie antologica composta, al momento, da due stagioni, ognuna delle quali completamente slegata dall’altra e ispirata a un romanzo gotico. La prima, The Haunting of Hill House, segue le vicissitudini della famiglia Craig, costretta a far ritorno in una vecchia casa acquistata dai genitori per affrontare i fantasmi del passato (nel vero senso della parola) e svelare il mistero dietro alla tragedia abbattutasi su di loro. La seconda, The Haunting of Bly Manor, racconta la storia di una giovane insegnante assunta come istitutrice per due ragazzini rimasti orfani che vivono in un’inquietante villa dell’Essex.

Carla Gugino in The Haunting of Hill House

8. Glow (2017 – 2019)

Brillante (anzi, glitterata!) commedia sul wrestling al femminile, Glow è stato un altro successo immediato della piattaforma di streaming; questo perché, la serie ideata da Liz Flahive e Carly Mensch, oltre a essere genuinamente divertente e profondamente femminista, non rinuncia alla sua complessità, affrontando temi di rilievo come il concetto di identità, la rottura degli stereotipi e il potere del riscatto. Ambientata nella Los Angeles di metà anni ‘80, Glow segue le vicissitudini di Ruth Wilder (Alison Brie), aspirante attrice che si ritrova a partecipare a un programma televisivo di wrestling, il Gorgeous Ladies of Wrestling (GLOW), nel quale dovrà lottare con un gruppo di donne dalla personalità eccentrica.

Una scena di Glow

9. Sex Education (2019 – in corso)

Un teen drama non costituisce certo una novità per Netflix, ma porre al centro la tematica della sessualità adolescenziale e affrontarla senza tabù, lo è davvero. Sex Education, serie britannica ideata da Laurie Nunn, racconta le vicende di Otis Milburn (Asa Butterfield), liceale impacciato e un po’ introverso figlio di una terapista sessuale, interpretata da Gillian Anderson. Ferrato nella teoria ma completamente inesperto per quanto riguarda la pratica, Otis si ritroverà a vestire i panni del consulente sessuale per i suoi compagni di liceo, alle prese con i problemi tipici dell’adolescenza e con la scoperta della propria identità. A sostenerlo in questo percorso, che si rivelerà anche di crescita personale, saranno il suo miglior amico Eric (Ncuti Gatwa) e l’affascinante quanto riservata Maeve (Emma Mackey).

Una scena di Sex Education

10. La regina degli scacchi (2020)

La regina degli scacchi è stata, senza ombra di dubbio, la serie evento del 2020. Al centro della narrazione di questa miniserie ideata e diretta da Scott Frank, troviamo il complesso percorso di emancipazione e riscatto intrapreso da Beth Harmon (Anya Taylor-Joy), bambina prodigio degli scacchi, la cui attitudine la porterà a sfondare in un mondo ancora profondamente maschilista. Nel suo cammino per diventare grande maestro di scacchi, però, la ragazza dovrà districarsi non solo tra successi e ammiratori ma anche tra dipendenza da alcol e psicofarmaci. Una serie da vedere tutta d’un fiato (d’altro canto si tratta di una miniserie) che utilizza il gioco degli scacchi come espediente per raccontare uno dei personaggi più carismatici e complessi visti sul piccolo schermo.

Anya Taylor-Joy ne La regina degli scacchi

11. Ozark (2017 – in corso)

Una delle migliori produzioni originali Netflix è, sicuramente, Ozark. Qualcuno potrebbe considerarla l’erede intellettuale di Breaking Bad per il tema trattato ma, in realtà, la serie ideata da Bill Dubuque e Mark Williams, possiede un fascino tutto suo che emerge man mano che avanzano le stagioni. Ozark racconta la storia di Marty (Jason Bateman), consulente finanziario che, come secondo lavoro, ricicla denaro sporco per i cartelli della droga messicani. Quando le cose iniziano a non andare per il verso giusto, Marty è costretto a trasferirsi con la moglie Wendy (Laura Linney) e i due figli, in una cittadina delle Ozark Mountains del Missouri, in modo da poter riciclare facilmente somme ancora più ingenti di denaro. Le premesse della serie sono, sicuramente, di stampo criminale ma l’obiettivo è quello di mettere in scena l’ipocrisia della classe alto-borghese americana che, dietro a una facciata di perfezione, nasconde i segreti più indicibili.

Una scena di Ozark

12. Russian Doll (2019 – in corso)

Le premesse di Russian Doll ricordano molto il filone di film sui loop temporali come Ricomincio da capo. Protagonista delle vicende è, infatti, Nadia (Natasha Lyonne), una programmatrice di videogiochi che si ritrova intrappolata in un anello temporale che la riporta costantemente a rivivere la festa del suo trentaseiesimo compleanno, dopo aver sperimentato morti sempre più bizzarre. Una serie capace di alternare momenti di estrema ilarità e profonda tristezza, che ha il merito di analizzare la vita e la morte, affrontando le domande e le paure più comuni che affliggono gli esseri umani. Sempre col sorriso.

Una scena di Russian Doll

13. Bojack Horseman (2014 – 2020)

Tra le migliori serie originali Netflix non poteva certo mancarne una animata; e quale se non Bojack Horseman, serie statunitense, creata per la piattaforma da Raphael Bob-Waksberg? Protagonista dello show è Bojack, cavallo antropomorfo nonché star ormai in declino di una sitcom degli anni ‘90 che pianifica di tornare sulla cresta dell’onda con una biografia scritta dalla ghostwriter Diane Nguyen. Con black humor e senza mezzi termini, la serie pone sotto i riflettori temi quali la depressione, l’abuso di droga e alcol e l’autodistruzione, mentre fa satira sull’ambiente hollywoodiano e sul culto delle celebrità. La serie può vantare anche la partecipazione di diversi personaggi dello spettacolo, come Daniel Radcliffe, Henry Winkler e Paul McCartney.

Bojack Horseman

14. Narcos (2015 – 2017)

Il punto forte di Narcos risiede, sicuramente, nella fedeltà con la quale la serie racconta la vera storia della dilagante diffusione della cocaina tra gli Stati Uniti e l’Europa a partire dagli anni ‘80. Le prime due stagioni dello show si concentrano sul narcotrafficante colombiano Pablo Escobar, meticolosamente descritto attraverso il forte contrasto tra il suo amore viscerale per la famiglia e i violenti scontri per la supremazia nel mondo della droga. La terza stagione, invece, è incentrata sul cartello di Cali, guidato dai fratelli Gilberto e Miguel Rodríguez Orejuela. Una nota di merito va, di certo, alla dedizione dell’attore Wagner Moura (interprete di Escobar), trasferitosi in Colombia sei mesi prima delle riprese per imparare la lingua alla perfezione e conferire maggior veridicità alla serie.

Wagner Moura è Pablo Escobar in Narcos

15. The End Of The F***ing World (2017-2019)

Concludiamo la nostra lista delle migliori serie originali Netflix con una produzione che è l’adattamento per il piccolo schermo del fumetto omonimo di Charles Forsman: The End Of The F***ing World. Protagonisti di questa serie creata da Jonathan Entwistle sono James (Alex Lawther) e Alyssa (Jessica Barden), due diciassettenni che decidono di intraprendere un’avventura on the road per tentare di sfuggire a una vita diventata per loro asfissiante. Convinto di essere uno psicopatico lui, insoddisfatta e ribelle lei, i due compiranno un importante processo di scoperta della propria identità, condito da un perfetto umorismo dark e una colonna sonora deliziosamente vintage.

Una scena di The End Of The F***ing World

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