10 canzoni dei Måneskin da ascoltare assolutamente

di Matteo Maino
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Una foto dei Maneskin

Vincitori di Sanremo 2021 e dell’Eurovision Song Contest 2021, non si può dire che i Måneskin non abbiano rappresentato nel migliore dei modi l’Italia nel mondo a colpi di rock. In un panorama musicale sempre più orientato al rap e ai suoni elettronici, la band romana composta dai quattro giovanissimi ha fatto riscoprire il piacere dell’analogico e della chitarra elettrica. 
La loro storia inizia nel 2015, dalla volontà del cantante Damiano David e della bassista Victoria De Angelis, a cui presto si uniscono il chitarrista Thomas Raggi e il batterista Ethan Torchio. Ma le luci della ribalta avvengono nel 2017 quando partecipano all’undicesima edizione di X-Factor dove, sotto la guida di Manuel Agnelli, leader degli Afterhours, ambiscono al secondo posto. Il loro EP Chosen, trainato dal singolo, li rende subito una band dal doppio disco di platino. Il primo album in studio, Il ballo della vita, viene certificato quintuplo disco di platino. Ed è con la vittoria a Sanremo e il trionfo all’Eurovision Song Contest che i Måneskin consacrano definitivamente il loro status, facendosi conoscere in tutto il mondo e confermandosi un gruppo sulla cresta dell’onda. Ancora giovanissimi, avranno modo di evolvere il loro stile e compiere a grandi passi una lunga storia, ma vogliamo tirare le somme di questa prima fase della loro carriera con 10 canzoni dei Måneskin da ascoltare assolutamente. 

1 – Chosen

Il primo singolo di successo dei Måneskin è Chosen, l’inedito presentato durante il talent X-Factor. Cantato in lingua inglese, il brano si presenta come un irresistibile pezzo funk rock dove il groove di basso e la chitarra di Raggi definiscono subito il sound del gruppo. “This is Måneskin“: non potrebbe esserci un’apertura migliore. 

2 – Morirò da re

La grande consacrazione arriverà però poco tempo dopo con Morirò da re, primo singolo tratto dal loro primo album in studio. Anche in questo caso la chitarra funk crea le coordinate ritmiche del brano, ma, rispetto a Chosen, si percepisce un’evoluzione compositiva. I Måneskin abbandonano la lingua inglese dimostrando di saper mantenere il loro stile, e funzionare di più, anche cantando nella lingua nostrana.

3 – Torna a casa

Dopo due pezzi più ritmati, è arrivato il momento della ballad romantica. Torna a casa può essere considerato il pezzo della maturità per il quartetto romano che riesce a dare vita a un brano che unisce il rock più classico, il pop più radiofonico e una vena rap nel canto. Un successo strepitoso che porta i Måneskin sotto le luci della ribalta.

4 – L’altra dimensione

Un cambio di tono per L’altra dimensione, altro singolo tratto dall’album d’esordio. Tolte le venature funky e rock, il brano si inserisce in un filone più leggero e “spagnoleggiante”. Per quanto non abbia raggiunto lo stesso successo dei singoli precedenti, L’altra dimensione è un buon brano estivo che mostra un lato più atipico per la band romana.

5 – Vent’anni

Il ritorno dei Måneskin che preannuncia il nuovo album in studio è Vent’anni, una ballad dal sapore epico che ricorda i classici del rock romantico come Nothing else matters dei Metallica. Un testo personale sull’avere vent’anni, ruvido quanto basta, e un accompagnamento musicale che si fa più maturo rispetto all’album degli esordi. Un ottimo biglietto da visita per la loro opera seconda.

6 – Zitti e buoni

Vincere Sanremo con un brano tipicamente rock. Zitti e buoni ha compiuto ciò che sembrava improbabile: far trionfare l’elettricità e una musica graffiante che da tempo mancava sul palco dell’Ariston. Brano di apertura del loro ultimo album, Teatro d’ira vol.1, Zitti e buoni è una perfetta dichiarazione d’intenti e porta con sé una buona dose di internazionalità che potrebbe portare bene all’Eurovision Song Contest.

7 – Lividi sui gomiti

Ecco un brano dell’ultimo album che mostra, senza filtri, la sana cattiveria che la band romana sa dimostrare al di fuori dei confini radiofonici. Lividi sui gomiti è un vero e proprio urlo che unisce groove, rap e un rock pesante dimostrando che i Måneskin, nonostante la giovanissima età, hanno ben chiara la loro direzione musicale.

8 – Beggin’

Nell’estate 2021 spopola, soprattutto a livello internazionale, dopo la vittoria della band all’Eurovision Song Contest, una cover presente nell’EP d’esordio. Beggin’ è la versione Måneskin di un brano del 1967 dei The Four Seasons e proviene direttamente da una delle serate del concorso televisivo X-Factor, a cui la band di Damiano e Victoria ha partecipato. Clamoroso successo riscoperto all’estero, Beggin’ ha scalato le classifiche di mezzo mondo, ponendosi come secondo brano più ascoltato su Spotify in assoluto dell’estate.

9 – I Wanna Be Your Slave

Grazie a un video musicale provocatorio, pieno di immagini atte a disturbare e rendere la visione pruriginosa, I Wanna Be Your Slave diventa il secondo successo della band tratto dal loro album Teatro d’Ira vol.1. Con un testo che richiama la libertà sia sessuale che identitaria, il brano, secondo completamente in inglese del disco, si è dimostrato un ennesimo successo per la giovane band. Ne è uscita anche una versione in duetto con Iggy Pop.

10 – Mammamia

E chiudiamo la nostra rassegna con l’ultimo singolo pubblicato da casa Måneskin, Mammamia è stato presentato nell’ottobre 2021. Si nota un leggero cambio di sonorità, più portato verso la dance e il pop, per un brano divertente che mette in scena, senza prendersi troppo sul serio, la giovane età della band. In questo brano autoironico si nota una formula che richiama lo scorso successo estivo e, ne siamo certi, sarà capace di far presa ancora una volta tra i fan della band.

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