Le 15 migliori canzoni dei Daft Punk da ascoltare assolutamente

di Matteo Maino
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Il 22 febbraio 2021 resterà una data dal sapore amaro, il simbolo della fine di un’era. Con un video chiamato _Epilogue_ i Daft Punk hanno annunciato lo scioglimento e il termine della loro storia nata nel 1993. Ventotto anni e soli 4 album in studio che hanno, in ogni caso, rivoluzionato la dance e l’elettronica, fatto conoscere il _french touch_ nel mondo e aver anticipato i gusti e le influenze della musica pop. Tra brani storici, remix e colonne sonore, ecco le migliori canzoni dei Daft Punk da ascoltare assolutamente.

1. Da Funk

È con questa canzone e, soprattutto il videoclip che lo accompagna, che i Daft Punk si fanno conoscere nel 1997. Primo singolo di Homework, il loro primo disco in studio, Da Funk si basa sulla ripetizione di un solo riff, capace però di influenzare l’acid house e il funk. Il video diretto da Spike Jonze è l’inizio di un percorso artistico che vuole legare la musica alle immagini. 

2. Around the World

Forse il brano dei Daft Punk che più di tutti viene ricordato, almeno nella prima parte di carriera dei nostri; Around the World vince nella sua semplicità: un giro di basso irresistibile, un ritmo inarrestabile e il vocoder robotico, marchio di fabbrica del duo, che ripete le tre parole del titolo. Impossibile rimanere fermi durante l’ascolto. Ancora una volta, il videoclip è una pietra miliare, capace di mettere in scena la musica stessa. 

3. Revolution 909

Una dichiarazione d’intenti bella e buona, quella che ascoltiamo in Revolution 909, terza traccia dell’album d’esordio Homework. Un beat irresistibile come base fondamentale su cui costruire un brano ripetitivo e che non stanca mai. Brano nato contro il governo francese che, all’epoca, era contrario ai club house e ai rave party, Revolution 909 viene ricordato per il video musicale diretto da Roman Coppola. Chiamato anche il “Video del pomodoro”, scopriamo come un personaggio si sia macchiato di sugo la maglietta… a partire dalla pianta di pomodoro che germoglia!

4. One more time

Il nuovo millennio si apre con un disco che consacrerà definitivamente i Daft Punk nella storia della musica. Trattasi di Discovery, un album che diventa anche un film dal titolo Interstella 5555 diretto da Leiji Matsumoto, il creatore di Capitan Harlock. One More Time è la traccia d’apertura e ancora una volta dimostra come i nostri hanno anticipato i tempi: la voce di Romanthony viene compressa e passa attraverso l’auto-tune, una scelta coraggiosa per l’epoca. 

5. Aerodynamic

Secondo brano di Discovery, a suo modo legato sia alla precedente One more time che alla successiva Digital Love, Aerodynamic è un pezzo strumentale che mette in mostra l’operazione che i Daft Punk intendono sviluppare con Discovery. In questo brano che si apre con il rintocco delle campane per poi esplodere in tutta la sua sonorità, si mescolano l’elettronica, l’house, il funk e persino il rock dando vita a un pezzo di stampo neo-classico. Interrotto solo da un celebre e lunghissimo assolo di chitarra elettrica distorta, Aerodynamic è sicuramente uno dei brani di punta di un disco che è una vera e propria pietra miliare del genere.

6. Digital Love

Possono i robot innamorarsi? A quanto pare sì. Digital Love è una canzone d’amore digitale in cui anche la voce robotica riesce a esprimere i sentimenti. Basata sul campionamento di I love you more di George Duke, il brano è l’ennesimo singolo di successo del loro secondo album. 

7. Harder Better Faster Stronger

Dovessimo scegliere una canzone simbolo che ancora oggi viene ricordata e usata (ad esempio da Kanye West in Stronger), questa è Harder Better Faster Stronger. Ennesimo brano di successo di Discovery, la canzone è rimasta iconica a vent’anni di distanza. Anche in questo caso, non si può fare a meno di lasciarsi sopraffare dal groove del brano dance. 

8. Something About Us

I ritmi rallentano, i suoni si fanno più delicati, le pulsazioni più tranquille. Brano atipico nel contesto di Discovery, Something About Us è un vero e proprio lento. Una canzone d’amore delicata e rarefatta in cui la voce filtrata riesce comunque a conferire una dose di sentimentalismo. Richiamando le ballad funky degli anni Settanta, questo ennesimo singolo tratto dal secondo album del duo francese è anche uno dei loro migliori brani. 

9. Robot Rock

C’era molta attesa e curiosità per sapere come i Daft Punk avrebbero rinnovato il loro sound dopo Discovery. Quattro anni dopo, nell’aprile del 2005, la risposta sconvolse il mondo. Robot Rock, brano di punta del loro terzo album, non assomigliava a nulla di quanto composto prima. Il french touch del disco precedente venne messo completamente da parte per un brano ruvido, grezzo, dal sapore persino incompleto. Campionando un riff di Release the Beast dei Breakwater, Robot Rock è essenziale, distorta, a suo modo sperimentazione e avanguardia rispetto ai canoni di quel periodo. 

10. Technologic

Il terzo album dei Daft Punk, Human After All, è anche quello più discusso. Ruvido, grezzo, duro, essenziale. Technologic è uno dei brani che vengono ricordati in cui una voce robotica elenca funzioni digitali mentre una chitarra distorta dal suono low-fi sovrasta il tutto. A suo modo, un piccolo gioiello. 

11. Derezzed

Nel 2010 ai Daft Punk viene data la possibilità di dar vita alla musica di Tron: Legacy, sequel del cult fantascientifico degli anni Ottanta. Non si faranno sfuggire l’occasione riuscendo a unire orchestra e sintetizzatori per una colonna sonora memorabile. Derezzed è il brano che più si avvicina al loro stile classico e, nello stesso tempo, sembra provenire dal futuro. 

12. Get Lucky

Il quarto e ultimo album dei Daft Punk, Random Access Memories, è un gioiello premiato con i Grammy più ambiti. Get Lucky vede la partecipazione di Pharrell Williams alla voce e Nile Rodgers, il fondatore degli Chic, alla chitarra. E si sente! Un brano che si rifà alla disco anni Settanta inserendola negli anni Dieci del Duemila. Ancora una volta, i Daft Punk hanno anticipato le mode musicali. 

13. Giorgio by Moroder

“My name is Giovanni Giorgio but everybody calls me Giorgio”. Giorgio by Moroder è la storia non solo di Giorgio Moroder, il leggendario musicista di musica elettronica, ma anche dell’elettronica stessa, di come si è evoluta, di come è cambiata. Un viaggio di nove minuti che inizia come un’intervista e finisce lasciando parlare la musica. 

14. Touch

Nel loro video di addio la canzone scelta risulta quanto mai opportuna e perfetta per la triste occasione. Si tratta di Touch, brano posto al centro del loro ultimo disco, cantata da quel Paul Williams co-autore della colonna sonora de Il Fantasma del Palcoscenico di Brian De Palma. La canzone si concentra sul dualismo robot/umano, racchiundendo generi diversi e cambiando continuamente tono. Quasi fosse un bignami di tutta la produzione del duo francese, che si conclude con un coro angelico e la sensazione di piacevole ritorno a casa dopo un lungo viaggio. 

15 – Around the World / Harder Better Faster Stronger

Concludiamo con una piccola perla avvenuta durante un loro concerto documentato in Alive 2007. Due dei loro brani di maggior successo uniti e mixati tra di loro: Around the World / Harder Better Faster Stronger diventa così un nuovo brano che non assomiglia a nessun altro, un ibrido che esalta e dimostra il talento immortale del duo di dj francesi. 

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