Madame: 10 canzoni per iniziare a conoscerla (e poterle chiedere una foto)

di Patrizia Monaco
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Madame

Da quando ha calcato il palco del festival di Sanremo 2021 (vincendo il premio per il miglior testo), sempre più persone sono venute a conoscenza dell’esistenza di Madame, cantautrice veneta che già da tre anni si sta ritagliando uno spazio sempre più importante nel panorama musicale italiano, mostrando ampi margini di crescita e nessuna intenzione di smettere di stupire. Un cambio di rotta nella scena rapper nostrana di cui forse non sapevamo di aver bisogno, segnato da un’artista che, nonostante la giovanissima età, risulta capace di incastrare perfettamente testi mai banali (scritti da lei) all’interno di sonorità fresche e pronte a rimanere in testa sin dal primo ascolto. Classe 2002, Madame ti spiazza già al primo sguardo, in quanto propone un’immagine ben distante dall’estetica femminile sessualizzata che ormai da tempo regna nell’universo rap internazionale. Conoscere Madame significa entrare in punta di piedi nel suo mondo del quale, nonostante il suo linguaggio ermetico, riesci ad intravedere limiti da superare, insicurezze e sentimenti esternati con una scelta di termini ed una metrica fuori dal comune. Il pass per entrare in questo mondo non può che essere in formato musicale e proprio per questo motivo abbiamo scelto di riunire in questo articolo 10 canzoni per iniziare a conoscere Madame, in attesa di vederla calcare i maggiori palchi italiani con il suo tour in partenza nei prossimi mesi.

1 – Anna

Il percorso artistico di Madame ha avuto inizio con questo singolo che però, ad oggi, non rientra tra i suoi più celebri e, anzi, rimane forse uno dei suoi lavori più intimi. Un brano estremamente delicato, che l’artista esegue lasciando emergere tutta l’emozione provata nel descrivere a parole l’immagine angelica di una donna che è per Madame un po’ ciò Beatrice è per Dante (non a caso il suo autore preferito). Una musa che l’ha stimolata e che è stata decisiva nel farle comprendere quanto la musica meritasse di essere messa al centro del suo mondo. Insomma, Anna è il punto di partenza, colei che ha spinto Madame ad incidere un brano dal quale emerge il suo ideale femminile, qualcosa a cui aspirare. Quel “ma tu balla” sembra quasi una preghiera, un desiderio potente da soddisfare il prima possibile.  La stessa Madame ha dichiarato a RebelMag: “Anna è una persona più grande di me, il mio riferimento di vita. Ha i capelli biondi, gli occhi azzurri, un’eleganza spaventosa, una ricchezza sia materiale che spirituale rara. Io non so ballare, non ho gli occhi azzurri, non ho i capelli biondi, non so amarmi come dovrei. Anna essenzialmente parte da una persona e si trasforma in un idolo. È un mondo immaginario che mi sono creata per non affrontare la realtà da sola. Io immagino di essere lei. Quindi sostanzialmente è una canzone scritta per me“.

2 – Sciccherie

La fortuna aiuta gli audaci e Madame con questo brano ne è stato l’esempio lampante. Quando il videoclip di Sciccherie è stato caricato su Youtube, il pubblico è stato rapito sia dall’immagine di Madame che dal sound del singolo, divenuto ben presto un vero e proprio fenomeno del web, spinto anche dalla logica del “bene o male, purché se ne parli“. Perché se è vero che in tanti hanno intuito subito il potenziale della cantautrice veneta, è anche vero che molte altre persone hanno giudicato con troppa fretta Madame ed un testo considerato incomprensibile e privo di senso. In realtà, anche il videoclip aiuta a capire come Madame racconti gli atteggiamenti banali, i neologismi delle nuove generazioni, le abitudini tossiche ed i look che risultano quasi dei dress code obbligatori in determinati ambienti, mentre lei racconta di voler fare a meno di tutte queste etichette ed orpelli inutili. Poi è bastato che un certo Cristiano Ronaldo utilizzasse proprio Sciccherie in una sua storia su Instagram (che conta oltre 300milioni di seguaci), per far sì che il brano venisse rilanciato a livello internazionale e diventasse ufficialmente il trampolino di lancio di Madame verso la popolarità.

3 – 17

In questo caso parliamo di un singolo che nel titolo riporta l’età in cui Madame ha scritto il testo che descrive il mondo dei social ed anche del rap come una realtà in cui le donne per farsi strada devono per forza spogliarsi o essere impeccabili dal punto di vista estetico e dove a pochi interessa se una di queste ha “la voce, la penna , lo stile, il cuore in gola alla fine“. Un universo, dunque, che rispecchia un po’ la società in generale e quell’Italia che “vede le ragazze come bambole gonfiabili”. 17 è anche ricco di riferimenti alla triste competizione tra donne, al giudizio estetico reciproco, dove Madame non ha problemi a definirsi superiore alle altre o ad elencare i propri difetti e tornare a citare Anna come punto di riferimento inarrivabile (“Facile competere coi cessi a pedali, non ho i capelli biondi di Anna, ho i denti in ordine sparso, il volto storto da un lato, il culo grosso ma piatto. Ma la solitudine è un virus che non prendo mai“).

4 – Sentimi

“Sentimi è un pezzo che vuole rispecchiare l’amore degli anni ‘20 del ventunesimo secolo. Un amore a distanza, senza contatto fisico, con un’eccitazione mirata all’occasione e un sentimento quotidiano labile”: con queste parole è la stessa Madame a descrivere il significato di Sentimi. Al centro di tutto c’è dunque la capacità di “sentire” lì dove c’è l’assenza fisica della persona amata (soprattutto nei mesi del lockdown) ma anche l’emozione e la tenera insicurezza che si prova nel momento in cui poi si ha la possibilità di mettere in stand-by la distanza, tornando a vedersi dal vivo, come spiega bene il passaggio “quando ci vedremo non saprò come vestirmi, metterò a soqquadro l’intero armadio, solo per un sei così bella, ma sarà abbastanza per te?“. Il brano nasce in collaborazione con i Crookers e permette agli ascoltatori di conoscere un lato di Madame più delicato e profondo. L’artista si affida infatti, come non le capita spesso, a parole tanto semplici quanto esplicite, risultando meno ermetica del solito nel descrivere il bisogno ed il desiderio di contatto fisico e umano.

5 – L’Anima (feat. Marracash)

Nel suo nuovo album, Persona (citazione dell’omonimo film di Ingmar Bergman), Marracash dedica una canzone ad ogni parte di sé e sceglie di affidare la descrizione dell’anima alla voce di Madame. Il lato più intimo emerge in un testo che descrive perlopiù la paura di essere fino in fondo se stessi. Lo fa tramite una metafora che assume la forma di una relazione tra un uomo ed una donna: quest’ultima, che non sarebbe altro che l’anima e la fragilità del rapper, rimane chiusa dentro casa, nonostante la voglia di uscire ed essere sfoggiata da lui che invece la tiene nascosta, convinto che se il mondo lo vedesse in sua compagnia lo etichetterebbero come un debole. Non riesce ad accettarla per ciò che è ed arriva addirittura a sognare di ucciderla, tradirla o obbligarla ad essere come le altre donne. Le voci dei due artisti danno vita ad un connubio intenso, che emoziona ed ipnotizza, rendendo giustizia al messaggio che vuole trasmettere.

6 – Voce

Questa è invece la canzone che ha consacrato Madame a livello nazionale, facendola conoscere al grande pubblico e portandola a conquistare ben tre dischi di platino. La partecipazione al Festival di Sanremo ha fatto sì che Voce venisse canticchiata e apprezzata anche da coloro che fino ad allora non sapevano neanche chi fosse Madame o da chi solitamente ascolta un genere di musica diametralmente opposto al suo. Il testo, poi, testimonia ancora una volta il talento autoriale dell’artista, la quale illude il pubblico di cantare una canzone d’amore, quando invece le parole di Voce raccontano la ricerca della propria identità da parte della cantante. Dal punto di vista del sound, poi, l’impronta di Durdust ha rappresentato la ciliegina sulla torta per uno dei singoli più belli di Sanremo e dell’intera stagione musicale italiana.

7 – Luna (feat. Gaia)

Contenuta nell’album d’esordio di Madame, questa rappresenta la traccia incisa in duetto con Gaia Gozzi, altro talento “nuovo” della musica italiana, vincitrice di Amici 2020. Le voci delle due artiste si sposano perfettamente e aggiungono un tocco di classe ad una canzone che sin dal primo ascolto appare satura di leggerezza. Come però spesso accade quando si tratta di Madame, un brano dalle sonorità “leggere” non equivale ad un testo banale o privo di spessore. In questo caso, bastano frasi come “La mia storia è come un cubo di Rubik, non guardare al futuro, se no prendi paura, mio amore” per tornare a percepire la crescente maturità autoriale della cantante veneta. Un altro passaggio molto interessante è: “È freddo, Mosca, e ho dentro un mostro, anche se adesso non si mostra. Ed eri più bella quando non ti avevo. Una stella vuota, è come avere un buco in un telo. Eppure un po’ ci godo quando soffri, sincero, perché solo allora puoi capirmi davvero“.

8 – Il mio amico (feat. Fabri Fibra)

Altro duetto, altro successo. In questo caso si tratta del brano nato dalla collaborazione tra Madame e Fabri Fibra, divenuto presto disco di platino.  Il beat è incalzante, entra subito in testa, accompagnando un testo in cui i due artisti si rivolgono ad un “amico” che sembra essere la musica in generale, capace di salvare entrambi dai momenti di buio e da quelle notti in cui si “vuole morire” o si ha semplicemente bisogno di essere ascoltati, con la libertà di mostrarsi al 100% per ciò che si è. Madame canta il ritornello che recita un generale “Amico stammi vicino, anche in quelle notti in cui io voglio morire, ma non vuoi sentire tutto quello che dico…”, mentre Fibra entra più nello specifico, rappando le seguenti parole: “Tu mi hai salvato dal vuoto che c’è, sei più di un amico, tu frate sei un mito, lo so che fa strano, ma parlo del rap”.

9 – Marea

Questo è invece il brano con cui Madame è salita a bordo della giostra dei tormentoni estivi che, mai come quest’anno, coinvolge una miriade di artisti italiani. Ma se la maggior parte di questi torna a puntare sulle sonorità tipiche della calda stagione, affidandosi ai soliti nomi di cocktail e località esotiche, Madame cala un vero e proprio asso musicale, pubblicando un brano destinato a rimanere nella testa delle persone anche una volta che l’estate sarà finita ed i costumi torneranno nel fondo del cassetto. Marea non fa altro che dare continuità all’incredibile sfilza di brani di livello sfornati da Madame nel corso dei mesi: un sound che ti entra in testa sin da subito, che fa battere il piede a tempo ma anche il cuore, dove il ritmo tribale si sposa con la sensualità con cui la voce dell’artista descrive la carnalità ed il vortice di passione che ti risucchia durante l’atto sessuale.

10 – Baby

In questo caso Madame canta “l’invito a scegliere un atteggiamento più sciolto e più menefreghista“, come lei stessa ha affermato in un’intervista. Basta leggere il testo per immaginare la dinamica di una coppia composta da due elementi che approcciano una relazione in maniera diversa: c’è chi è vittima dell’insicurezza, si chiede se l’altra persona sia innamorata, si lascia andare a discorsi lunghi e complessi, mentre dall’altra parte c’è qualcuno che vuole vivere il legame con più leggerezza, senza troppe etichette, piani per il futuro o timore di essere giudicata dagli altri, come lascia ben intendere il passaggio in cui si legge: “Mi pesti il piede sotto il tavolo se rido forte, come a dire ti stanno fissando in tanti. Lasciami fare la donna meno pop, ho tempo per rovinarmi i piedi con i tacchi“. Il ritmo, neanche a dirlo, è vincente come al solito ed ha contribuito a rendere Baby uno dei singoli più noti ed apprezzati tra quelli contenuti nell’album di Madame, diventato già disco di platino.

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