Le 20 canzoni più tristi di sempre

di Sofia Biagini
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Chris Martin dei Coldplay

Le giornate “no” e i momenti di tristezza, anche immotivata, capitano a tutti nella vita. Che si tratti di una delusione d’amore, un litigio con una persona cara o semplicemente Saturno contro, quando le cose si mettono male esistono solo due alternative: uscire di casa e cercare di distrarsi o munirsi di fazzoletti (e gelato!) e farsi un bel pianto liberatorio. In questo ultimo caso, la musica rappresenta un aiuto prezioso: quale modo migliore per piangere tutte le vostre lacrime se non ascoltando una playlist di canzoni bellissime ma davvero deprimenti? Perché si sa, crogiolarsi nella tristezza è il modo migliore per riuscire a sconfiggerla! O, almeno, per stare un po’ meglio.

Per venirvi in aiuto, ci sentiamo di consigliarvi i migliori brani con i quali compiere un vero e proprio processo catartico, di liberazione e purificazione dal dolore: ecco le canzoni più tristi di sempre, straniere e italiane, in ordine cronologico.

1. Are You Lonesome Tonight? – Elvis Presley (1960)

Iniziamo il nostro viaggio musicale alla scoperta delle 15 canzoni più tristi di sempre con un brano di musica popolare statunitense pubblicato per la prima volta nel 1926 ma la cui versione più conosciuta e apprezzata rimane quella incisa nel 1960 da Elvis Presley.  Are You Lonesome Tonight?racconta la solitudine e l’amarezza dietro al dramma di un amore finito, mentre ancora riaffiorano i dolci ricordi dei giorni felici. Non tutti sanno che spesso Elvis, quando eseguiva questa canzone dal vivo, ne cambiava il testo, conferendogli connotazioni umoristiche.

2. Canzone dell’amore perduto – Fabrizio De André (1966)

Cosa c’è di più triste di una storia finita? Rendersi conto che l’amore che strappa i capelli è perduto ormai, che la passione tra due persone ha spiccato il volo, destinata a lasciare il posto solo a qualche svogliata carezza. La canzone dell’amore perduto è una poesia d’amore malinconica scritta da Fabrizio De André e ispirata alla stessa biografia del cantautore, pubblicata per la prima volta come singolo nel marzo del 1966. Un vero e proprio inno alla caducità del sentimento, capace di scalfire anche i cuori più duri.

3. Wish You Were Here – Pink Floyd (1975)

Quarta traccia dell’omonimo album dei Pink Floyd pubblicato nel 1975, Wish You Were Here è comunemente considerato un brano dedicato al fondatore nonché ex frontman della rock band britannica, Syd Barrett, allontanato dal gruppo nel 1968 per problemi legati all’uso di stupefacenti. Ma la celeberrima canzone scritta a quattro mani da Roger Waters e David Gilmour può anche essere letta come un monologo interiore dell’artista che spera nel ritorno della parte più integra e innocente di se stesso.

4. Asleep – The Smiths (1985)

Continuiamo il nostro viaggio musicale alla scoperta delle canzoni più tristi di sempre con un brano degli Smiths che suona molto come un addio dolceamaro: Asleep. Pubblicata come B-side del singolo The Boy with the Thorn in His Side nel settembre 1985, Asleep appare come l’ultima dichiarazione di una persona in fin di vita, che però prega l’ascoltatore di non provare pena, perché si tratta solo dell’inevitabile passaggio verso un posto migliore. Persino Morrissey, frontman della band, si ritrovò sdraiato sul palco in posizione fetale durante la prima (e unica) esecuzione dal vivo di questa canzone.

5. Perdere l’amore – Massimo Ranieri (1988)

Brano vincitore del Festival di Sanremo 1988 e interpretato da Massimo Ranieri, Perdere l’amore racconta la dolorosa separazione vissuta da un uomo non più nel fiore degli anni, resa ancor più insopportabile dalla difficoltà di accettare il naturale decorso della vita. Questa canzone è rimasta, negli anni, la più acclamata dal pubblico durante i concerti di Massimo Ranieri, oltre ad avere il merito di aver rilanciato la carriera musicale del cantante.

6. Pictures of You – The Cure (1989)

Pictures of You, ultimo singolo estratto dall’album Disintegration (1989) dei The Cure, è un brano desolato che prende ispirazione da un fatto realmente accaduto a Robert Smith, fondatore della band e presente in tutte le formazioni nel corso dei decenni di attività. Come ha dichiarato lo stesso Smith in un’intervista, la composizione del brano gli venne in mente a seguito dello scoppio di un incendio a casa sua: mentre passeggiava tra i resti della casa bruciata, il cantautore britannico trovò il proprio portafogli dal quale spuntava la foto di sua moglie, Mary.

7. Tears in Heaven – Eric Clapton (1991)

Tears in Heaven è la ballata che Eric Clapton ha composto come tributo per il figlio Conor (avuto dalla showgirl italiana Lory Del Santo), scomparso a solo 4 anni a causa di un’accidentale caduta dal 53º piano della sua casa di New York. Tra le canzoni di maggior successo e sicuramente la più straziante del cantautore britannico, Tears in Heaven fu suonata dal vivo nell’immortale performance di Unplugged nel 1992.

8. Black – Pearl Jam (1991)

Tra i brani più conosciuti (e tristi) dei Pearl Jam, Black è la quinta traccia dell’album di debutto del gruppo statunitense, Ten. Nonostante le insistenze dell’etichetta discografica, la canzone non fu mai pubblicata come singolo in quanto ritenuta dalla stessa band troppo personale e troppo ricca di emozioni per poter essere gettata in pasto a una manovra commerciale. Ma, di certo, nei concerti dei Pearl Jam Black non manca mai, con i fan che urlano a squarciagola e si struggono per i loro amori finiti che la canzone riporta inevitabilmente alla mente.

9. Creep – Radiohead (1992)

A un primo distratto ascolto, Creep dei Radiohead potrebbe sembrare una semplice canzone d’amore ma, in realtà, essa nasconde un significato molto più profondo. Primo singolo pubblicato dalla band rock inglese nel 1992, questo successo internazionale racconta la storia di un uomo ubriaco che cerca di ottenere l’attenzione di una donna dalla quale è attratto, seguendola in giro. Ma la realtà è che lui non si sente alla sua altezza e, per quanto possa fare, non riuscirà mai ad averla.

10. Everybody Hurts – R.E.M. (1993)

Questa canzone dei R.E.M. non ha bisogno di molte presentazioni: Everybody Hurts, brano scritto da Bill Berry e pubblicato nel 1993, è uno dei più grandi successi della band statunitense. Un inno di incoraggiamento (hold on, resisti) rivolto a chi ne ha avuto abbastanza delle delusioni della vita ma non per questo deve lasciarsi andare; tutti soffrono e nessuno viene abbandonato nella propria disperazione. E ora potete lasciarvi andare a un pianto liberatorio.

11. Hero – Enrique Iglesias (2001)

Hero di Enrique Iglesias, singolo del cantante spagnolo pubblicato nel 2001, rientra a pieno titolo tra le canzoni tristi, sebbene il testo della canzone potrebbe ben adattarsi anche a una coppia nella fase dell’innamoramento. Lui vuole timidamente conquistare la persona amata, essere il suo eroe, nonostante le continue domande che continua a porre (e a porsi) evidenzino il timore di vederla fuggire.

12. Mad World – cover di Michael Andrews (2001)

Sebbene Mad World sia un brano dei britannici Tears for Fears del 1982, la sua versione più nota al grande pubblico è quella che Michael Andrews ha rimaneggiato per il film Donnie Darko, abbandonando il sound pop della canzone originale e rallentandone parecchio il ritmo.  Il testo drammatico, però, è rimasto lo stesso: Mad World, infatti, parla di un giovane che non riesce a trovare il proprio posto nel mondo mentre osserva le altre persone impegnate nella loro routine quotidiana.

13. The Scientist – Coldplay (2002)

In questo singolo pubblicato nel 2002 e intitolato The Scientist, il gruppo musicale britannico Coldplay racconta la fine di una storia d’amore, le cui dinamiche sembrano avere la stessa complessità di un problema scientifico o matematico. Nonostante la tristezza, però, anche una vena di speranza sembra permeare l’intera canzone: è infatti evidente la voglia di ricominciare tutto da capo, tornando al punto di inizio della relazione.

14. The Blower’s Daughter – Damien Rice (2002)

Terza traccia di O, primo album in studio del cantante irlandese Damien Rice, The Blower’s Daughter è sicuramente una delle canzoni più tristi degli ultimi 20 anni. Il brano, infatti, descrive una situazione in cui tutti ci siamo trovati almeno una volta nella vita: essere innamorati di qualcuno che non è a conoscenza dei nostri sentimenti. E mentre già immaginiamo una relazione perfetta e non riusciamo a staccare gli occhi dalla persona desiderata, la realtà ci mostra che, alla fine, era tutto nella nostra testa.

15. Gocce di memoria – Giorgia (2003)

Torniamo in Italia con quella che, di certo, è la canzone più toccante in assoluto del repertorio di Giorgia: Gocce di memoria. Questo brano straziante e delicato allo stesso tempo, parla della dolorosa perdita di qualcuno che si è amato fortemente; nello specifico, la cantautrice romana fa riferimento alla tragica e improvvisa scomparsa del suo ex compagno Alex Baroni, avvenuta nel 2002.

16. Goodbye My Lover – James Blunt (2004)

Il titolo di questa canzone di James Blunt non lascia troppo spazio alle interpretazioni: in questa delicata ballata voce e pianoforte intitolata Goodbye My Lover, il cantautore britannico dice addio alla sua compagna, dopo la fine della loro storia d’amore. Nelle sue parole, però, non c’è spazio, però, per il rancore; l’unico rimpianto è per tutto ciò che avrebbe potuto essere negli anni a venire e a cui, invece, dovrà rinunciare per sempre.

17. Back To Black – Amy Winehouse (2007)

Impossibile stilare una lista delle canzoni più tristi di sempre senza inserire un pezzo iconico come Back To Black. In questo singolo del 2007 tratto dall’album omonimo, Amy Winehouse ci mostra tutta la sua anima fragile e sensibile; la rockstar, infatti, esprime sentimenti di dolore e amarezza per un ragazzo che l’ha lasciata, nonostante dimostri, fin dalle prime righe, di rimanere forte, con la testa alta e le lacrime asciutte.

18. Someone Like You – Adele (2011)

Adele è sicuramente la regina indiscussa degli amori finiti. E Someone Like You rappresenta l’espressione massima di questa sua tematica predominante. In questo brano del 2011, la cantautrice britannica immagina di rivedere l’uomo del quale è ancora innamorata, scoprendolo felice e sposato; tuttavia, lei che prova ancora un amore profondo e sincero, non è consumata dall’invidia ma gli augura il meglio, supplicandolo solo di non dimenticarla.

19. Goodbye Kiss – Kasabian (2012)

Goodbye Kiss dei Kasabian, tra le canzoni più nostalgiche che il gruppo musicale britannico abbia mai scritto, parla di una storia d’amore autodistruttiva, di quelle che non possono durare per sempre se non si vuole che qualcuno finisca per fare una brutta fine. A detta dello stesso Sergio Pizzorno, frontman della band, Goodbye Kiss< è una canzone da cantare a tarda notte, abbracciato ai tuoi amici.

20. Let Her Go – Passenger (2021)

Concludiamo la nostra lista delle canzoni più tristi di sempre con il singolo più conosciuto del cantautore britannico Passenger, pseudonimo di Michael David Rosenberg: Let Her Go. Un brano estremamente malinconico, che lascia trasparire il profondo rimpianto di essersi lasciato sfuggire tra le dita una relazione importante. Only know you love her when you let her go (Ti rendi conto di amarla solo quando la lasci andare). Non serve aggiungere altro.

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