Paul Bettany oltre l’MCU: 8 ruoli iconici per una Visione inedita

di Beatrice Paris
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Quando gli propose il doppiaggio di J.A.R.V.I.S, l’assistente AI di Iron Man, Jon Favreau disse testualmente: «Ho bisogno di qualcuno senza personalità che dia la voce ad un computer ed ho pensato subito a te». Paul Bettany accettò ridendo, senza sapere che da quel semplice ruolo sarebbe poi arrivato ad interpretare Visione, l’androide sintezoide creato da Ultron e che abbiamo da poco rivisto in WandaVision. Appena conclusa la serie Marvel che ha puntato i riflettori sulla sua performance di tutto rispetto (a dimostrazione che di personalità ne ha invece da vendere), l’attore ha annunciato che lo vedremo presto recitare con Clare Foy nella seconda stagione di A Very English Scandal, ma se non riuscite ad aspettare e volete risfogliare l’album di personaggi portati in scena dall’attore, vi segnaliamo da dove partire e quali sono i ruoli più iconici di Paul Bettany oltre l’MCU.

1. A Knight’s Tale – Il destino di un cavaliere

Primo film a renderlo noto al grande pubblico portando fortuna anche ad un giovanissimo Heath Ledger, che qui troviamo nella parte del protagonista, è A Knight’s Tale – Il destino di un cavaliere. Quella portata sul grande schermo è la storia di un giovane scudiero che sogna di diventare cavaliere nonostante le sue umili origini e che, per puro caso, ci riesce. Inventa una nuova identità, quella del valoroso Sir Ulrich Von Liechtenstein di Gelderland, ma per la riuscita dei suoi progetti ha bisogno dell’aiuto di uno scrittore squattrinato e pieno di debiti di gioco. Il suo nome è Geoffrey Chaucer, come l’autore della novella da cui è liberamente tratto il film, interpretato da un Paul Bettany eccentrico, spregiudicato, che si è evidentemente divertito facendo divertire. 

2. A Beautiful Mind

Galeotto fu il film e Ron Howard, che lo diresse. Proprio sul set di A Beautiful Mind l’attore conobbe la meravigliosa Jennifer Connelly, poi divenuta sua moglie. Bettany racconta spesso di aver iniziato ad amarla diversi anni prima al cinema, dove l’aveva già vista in C’era una volta in America (1984) e Labyrinth (1986), ma nel 2001 la ritrovò proprio sul set del film per cui era stato chiamato ad interpretare Charles Herman, migliore amico del “genio dei numeri” John Nash (Russell Crowe). Quella raccontata da Ron Howard è la storia drammatica del matematico ed economista americano John Nash, un talento afflitto per molti anni da una grave forma di schizofrenia. Nash si aggiudicò il Nobel per l’economia nel 1994, mentre il regista vinse diversi premi come gli ambiti Oscar per il miglior film e la migliore regia nel 2002. 

3. Dogville

Nella filmografia dell’attore non potevano certamente mancare ruoli in film eccentrici, così nel 2003 si lasciò convincere dall’amico e collega Stellan Skarsgård a prendere parte al peculiare progetto di Lars Von Trier. Per fortuna si potrebbe dire, perché quella in Dogville è ancora oggi una delle sue performance più sfaccettate, riuscite ed appassionate. Affiancato da una Nicole Kidman come sempre magnetica, Bettany si trova così ad affrontare la difficile sfida di un film di tre ore, girato in teatro senza scenografie, buio e bisbigliato. C’è qualche mobile, costumi e i rumori d’ambiente, ma non ci sono case, né strade, alberi o pareti. Ci sono solo segni e scritte per terra: casa di Chuck, viale degli Olmi, cespugli, e così via. Quanto basta a creare Dogville, piccola città mineraria degli Usa negli anni della Grande Depressione.

4. Master & Commander – Sfida ai confini del mare

Elogiato dalla critica e dal pubblico, Master & Commander – Sfida ai confini del mare uscì in concomitanza a Pirati dei Caraibi: La maledizione della prima luna e probabilmente per questo non vantò un eguale successo commerciale. Ciò non toglie che lo si possa considerare senza grandi problemi tra i migliori lungometraggi di ambientazione marinara mai realizzati, fu infatti girato interamente in mare aperto e su vere navi alle isole Galapagos. Ritrovatosi con Russell Crowe dopo il successo con Ron Howard, Paul Bettany offre una prova attoriale superlativa impersonando quello che forse è il personaggio più affascinante del film, il dottor Stephen Maturin, famoso tra l’equipaggio per la sua umanità e profonda passione per le scienze, per le risposte, ma ancor di più per le domande. Celebre per aver sempre preferito la qualità alla quantità, il regista del film Peter Weir (noto anche per L’attimo fuggente e The Truman Show) avrà anche realizzato pochi film, ma li ha azzeccati tutti.

5. Wimbledon

Ok, dopo i precedenti è un titolo che potrebbe risultare una nota stonata nella rosa dell’attore, ma non poteva mancare un ruolo da protagonista in una commedia sentimentale in pieno stile britannico. Wimbledon è un film leggero e confortevole, fratello di Love Actually e Notting Hill con cui condivide i produttori e quello stile un po’ anni ’50, quando l’educazione era ancora un valore. Nei panni di Peter Colt, campione di tennis sul viale del tramonto che gioca il suo ultimo campionato a Wimbledon, Bettany incontra la tennista americana Lizzie Bradbury (Kirsten Dunst) e Jake Hammond (Austin Nichols) grazie ai quali ritrova il suo spirito agonistico. A chi gli ha chiesto di questo film, l’attore ha risposto con ironia ritenendolo tra i ruoli più difficili che abbia mai preparato perché, nonostante la leggerezza dei toni, “è davvero faticoso essere affascinanti per tutto il tempo”

6. Il codice da Vinci

Dopo la precedente esperienza con Ron Howard, nel 2006 tornano a lavorare insieme con Il codice da Vinci, film tratto dall’omonimo romanzo di Dan Brown e che ha fatto parlare di sé per più di un motivo. Mentre una grande quantità di polemiche e dibattiti si è scatenata sia sul film che sul romanzo, la performance dell’attore si distingue come una delle più riuscite. Il suo personaggio è Silas, monaco albino estremista, assassino, che l’attore descrive come “un’arma nelle mani di un’organizzazione senza scrupoli“. Organizzazione a cui Brown dà il nome di Opus Dei, anche se nel film non viene mai menzionato. Una storia avvincente, da guardare certamente per evasione e non per filosofia o per crescita personale, che ha dato a Bettany la possibilità di impersonare il suo personaggio sicuramente più iconico.

7. Zio Frank

Sebbene non brilli per innovazione sotto diversi punti di vista, l’ultimo film scritto e diretto da Alan Ball (Oscar alla miglior sceneggiatura originale nel 2000 per American Beauty), Zio Frank, è un piacevole road-movie, sincero ed onesto nei confronti di una questione ancora delicata come il coming-out. Il tema dell’omosessualità, gli ambienti, lo scontro fra visioni culturali dicotomiche sono tutti temi che il regista conosce bene e ha saputo valorizzare con la scelta equilibrata di un cast che funziona. Da Sophia Lillis che  interpreta una giovane donna ingenua ma con gli occhi aperti su un mondo che non avrebbe mai potuto immaginare, allo stesso Paul Bettany, uno zio Frank spogliato di ogni costrutto per esplorare la difficoltà di accettare sé stessi con la sensibilità e profondità che lo caratterizza.

8. Manhunt: Unabomber

Sicuramente lo ha reso più noto il ruolo di Visione, ma WandaVision non è l’unica serie in cui l’attore inglese ha recitato. Nel 2017 ha interpretato un altro personaggio a suo modo “visionario”: Theodore John Kaczynski, noto come Unabomber. Alla sua figura Netflix ha dedicato una serie di 8 episodi – Manhunt: Unabomber – per approfondire il profilo del terrorista, condannato per aver inviato pacchi postali esplosivi provocando 3 morti e 23 feriti. Qui Paul Bettany è qualcosa di straordinariamente ipnotico, aiutato da una perdita di peso evidente e l’aria trasandata lo rendono praticamente irriconoscibile se non dall’interpretazione che, come al solito, vale da sola il tempo speso per guardare la serie.

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