I 10 migliori attori cinematografici italiani contemporanei

di Alessandro Di Gioia
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La cinematografia italiana è sempre stata ricca di grandi interpreti. Col passare degli anni però, si sente sempre più frequentemente dire che gli attori odierni sono peggiori rispetto ai mostri sacri del passato. Attori come Alberto Sordi, Totò, Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Ugo Tognazzi non nascono tutti i giorni e, qualora nascessero, forse farebbero più fatica ad emergere visto che l’industria cinematografica italiana attuale – e non solo – è meno in salute rispetto a quella che ha visto protagonisti i nomi appena citati. Nonostante ciò, abbiamo anche oggi dei grandi attori, capaci di far emozionare e di coinvolgere gli spettatori. Per fare un piccolo punto della situazione, abbiamo deciso di stilare l’elenco dei 10 migliori attori cinematografici italiani contemporanei. Non è stato semplice scegliere solo 10 nomi. Il criterio scelto è stato quello dell’attività e della rilevanza negli ultimi anni, senza andare troppo indietro nel tempo.

Alessandro Borghi

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Alessandro Borghi (1986) è senz’altro uno degli attori più lanciati degli ultimi anni. Per lui l’anno della svolta è stato senza dubbio il 2015, quando recitò sia in Non essere cattivo di Claudio Caligari che in Suburra di Stefano Sollima. Negli anni seguenti è stato un volto importante anche per la televisione, dove è stato protagonista – in particolare – di Suburra – La serie e di Diavoli.  La consacrazione è avvenuta nel 2018 grazie alla sua interpretazione di Stefano Cucchi nel film Sulla mia pelle, che gli è valsa il David di Donatello come miglior attore protagonista.  In pochissimi anni, Borghi è stato capace di spaziare attraverso ruoli profondamente diversi, riuscendo a portare in scena personaggi forti e fragili allo stesso tempo. Secondo noi può crescere ancora molto e diventare un interprete sempre più raffinato.

Sergio Castellitto

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Sergio Castellitto (1953) è un pilastro del cinema italiano da ormai almeno 30 anni. Nel 1991, sul set de La carne, Marco Ferreri ne parlò in maniera entusiastica, paragonandolo per bravura – in correlazione all’età – al grande Marcello Mastroianni, e non solo. La sua carriera lo ha visto protagonista sia al cinema che in televisione e in entrambe ha dato vita a personaggi indimenticabili. Per il piccolo schermo sono particolarmente degne di menzione le sue interpretazioni in Padre Pio (2000) e in In treatment (2013-2017). Ha diretto anche 6 film, tra cui spicca Non ti muovere (2004) in cui è stato anche interprete assieme a Penelope Cruz.  Castellitto è un attore straordinario e versatile. Sa muoversi perfettamente sia nella commedia che nel dramma, riuscendo – come solo pochi sanno fare – ad andare perfettamente sopra le righe, cavalcando con maestria anche il grottesco e la farsa. 

Pierfrancesco Favino

pierfrancesco-favinoPierfrancesco Favino (1969) è forse attualmente l’attore più amato e richiesto dal pubblico. La sua carriera è iniziata nella seconda metà degli anni ’90, ed il suo primo film di grande successo è stato L’ultimo bacio di Gabriele Muccino nel 2001. Successivamente, il suo percorso d’attore l’ha visto emergere anche all’estero, dove ha preso parte a produzioni milionarie come Le cronache di Narnia – Il principe Caspian (2008) e World War Z (2013). Nonostante fosse già considerato uno dei migliori attori della sua generazione, ha consacrato davvero il suo talento solo negli ultimi due anni, grazie a tre pellicole e altrettante interpretazioni destinate a restare. Parliamo ovviamente de Il traditore (2019), Hammamet (2020) e Padrenostro (2020). Con quest’ultimo ha vinto la Coppa Volpi al festival di Venezia.  Favino è probabilmente l’attore italiano più vicino al concetto di recitazione dell’Actors Studio statunitense. Le sue interpretazioni – come ad esempio quella di Bettino Craxi in Hammamet – sono dei piccoli grandi manuali di recitazione mimetica, in cui l’attore scompare totalmente dietro al personaggio. 

Elio Germano

elio-germanoElio Germano (1980) ha iniziato la sua carriera da giovanissimo. Ha esordito a soli 12 anni in Ci hai rotto papà (1993) di Castellano & Pipolo, ed è stato protagonista per i Vanzina ne Il cielo in una stanza (1999). Considerato all’epoca una giovane promessa, ha ripagato più che degnamente le attese, diventando uno degli attori europei più apprezzati. Tra i tanti riconoscimenti avuti in carriera, spiccano sicuramente la Palma come miglior attore a Cannes per La nostra vita nel 2010 e l’Orso d’argento a Berlino per la sua grande interpretazione del pittore Antonio Ligabue in Volevo nascondermi (2020). Ha avuto una carriera assai prolifica, densa di successi e di interpretazioni significative. Germano ha dimostrato negli anni grande eclettismo, senza però mai rinunciare alla sua matrice di autenticità, fattore che lo ha reso uno degli attori più amati in maniera trasversale.

Luca Marinelli

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Luca Marinelli (1984) ha saputo imporsi velocemente come uno degli attori più talentuosi della sua generazione. Diplomatosi presso l‘Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico, ha esordito al cinema direttamente come attore protagonista ne La solitudine dei numeri primi (2010) di Saverio Costanzo, ottenendo subito un buon successo. L’exploit è avvenuto nel 2015, grazie alle sue memorabili interpretazioni rispettivamente in Non essere cattivo e Lo chiamavano Jeeg Robot.  Nel 2019 ha vinto la Coppa Volpi a Venezia grazie al film Martin Eden, interpretazione che gli è valsa il plauso e l’attenzione della critica internazionale. Nel 2018 ha recitato anche nella serie televisiva diretta da Danny Boyle, Trust.  Ad oggi, è uno dei pochi attori italiani capaci di portare pubblico al cinema solo per la sua presenza. 

Tommaso Ragno

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Tommaso Ragno (1967) è prima di tutto un grande attore di teatro. La sua teatrografia è lunga e prestigiosa, avendo recitato per Giorgio Strehler, Carlo Cecchi, Toni Servillo, Luca Ronconi, Emma Dante e Mario Martone. Il suo lavoro come interprete cinematografico è iniziato nel 1997 con Tutti giù per terra di Davide Ferrario, ma è solo negli ultimi anni che ha avuto l’attenzione del grande pubblico. Nel 2018 ha avuto modo di mettere in luce tutte le sue qualità di grande attore nella serie televisiva di Niccolò Ammaniti Il miracolo, dove ha interpretato un sacerdote in crisi di fede. Sempre per la televisione, ha ottenuto grandi lodi per la sua interpretazione ne La stagione della caccia – C’era una volta Vigata (2019) ed è stato chiamato dai fratelli Coen per impersonare un mafioso italo-americano nella quarta stagione di Fargo (2020).  Da segnalare è anche la sua interpretazione in Lazzaro felice del 2018. La sua grande voce e la sua tecnica lo hanno reso protagonista anche di svariate letture per Radio 3 – in cui ha letto alcuni tra i grandi classici della letteratura – e diversi audiolibri. Il cinema lo sta scoprendo solo oggi come attore di prima grandezza, ma vista la lunga carriera sui palcoscenici di tutta Italia, non possiamo che essere fiduciosi sulla sua conferma definitiva anche nella settima arte. 

Toni Servillo

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Toni Servillo (1959) ha dovuto attendere parecchio prima di ottenere il successo presso il grande pubblico. Grande attore e regista teatrale, è stato una delle personalità di spicco del panorama campano. Paolo Sorrentino ne intuì le grandi potenzialità anche come interprete cinematografico, volendolo come protagonista per il suo film d’esordio L’uomo in più (2001). La loro collaborazione è stata un’escalation sempre più grande di successi, basti citare Le conseguenze dell’amore (2004), Il divo (2008) e La grande bellezza (2013).  Nel suo palmarès spiccano i 4 David di Donatello come miglior attore protagonista, e i 2 European Film Awards. Il tempo è stato galantuomo ed oggi Servillo è considerato uno degli attori più bravi e completi del panorama internazionale.

Kim Rossi Stuart

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Kim Rossi Stuart (1969) figlio dell’attore Giacomo Rossi Stuart, ha mossi i primi passi nel mondo del cinema sin da ragazzino. Il ragazzo dal kimono d’oro (1987) e la serie tv Fantaghirò (1991) lo hanno messo subito sotto la luce dei riflettori, anche grazie al suo bell’aspetto, cosa che – oltre al successo – gli ha creato attorno i classici pregiudizi sulla sue capacità recitative. In questi primi anni, per perfezionarsi, ha anche preso parti ad importanti rappresentazioni teatrali, sotto la guida di grandi registi. La maturità è arrivata nella prima metà degli anni 2000, dove ha preso parte a pellicole di successo sia di pubblico che di critica, come Pinocchio (2002), Le chiavi di casa (2004), Romanzo criminale (2005), e  Anche libero va bene (2005) – di cui è anche regista e sceneggiatore – che lo hanno imposto come interprete passionale e raffinato, di grande autenticità. Ha continuato a scegliere i ruoli con cura, non sbagliando un colpo.

Filippo Timi

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Filippo Timi (1974) ha una formazione essenzialmente teatrale, sia come attore che come regista e drammaturgo. Dopo essersi fatto le ossa sui palcoscenici di tutta la penisola, si è gradualmente imposto nel panorama cinematografico. I suoi primi  film significativi sul piano della popolarità sono stati Saturno contro (2007) e Come Dio comanda (2008). Il grande successo è stato di poco successivo, ed è avvenuto con Vincere (2009) di Marco Bellocchio, che lo ha visto nei panni di Benito Mussolini.  In tv è protagonista della serie I delitti del Barlume (2013-oggi), con cui ha messo in mostra le sue doti di attore brillante, diventando un punto di riferimento anche per il pubblico generalista. 

Carlo Verdone

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Cosa possiamo dire di Carlo Verdone (1950) che non si sia già detto? D’altronde, stiamo parlando di uno dei volti più noti del cinema italiano degli ultimi 40 anni. Ha mosso i primi passi nel cinema con un tutor d’eccezione, Sergio Leone, produttore dei suoi primi due memorabili film, Un sacco bello (1980) e Bianco, rosso e Verdone (1981). Ha avuto presto anche la benedizione di Alberto Sordi, che lo ha voluto al suo fianco in In viaggio con papà (1982). Dopo tanti anni, il pubblico lo ama ancora e lo premia al botteghino. Questo, unito alla cocciutaggine dei produttori (di uno in particolare) che hanno visto in lui la classica gallina dalle uova d’oro, lo ha parzialmente limitato nelle potenzialità espressive; infatti, Verdone oltre ad essere un grande attore di commedie, ha nelle sue corde anche il dramma o comunque un tipo di recitazione più complessa e stratificata rispetto a quanto offertoci, in particolare, negli ultimi anni. Nonostante ciò, negli anni ha saputo coniugare riso ed amarezza con efficacia, come ad esempio in Compagni di scuola (1988), Perdiamoci di vista (1994), C’era un cinese in coma (2000) e L’amore è eterno finché dura (2004).  

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