Batman Forever è davvero “per sempre”!

di Davide Rossi
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Locandina

Dopo 26 anni dalla sua uscita nelle sale e a seguito di critiche non troppo lusinghiere, Batman Forever si prepara (speriamo) a vivere una seconda giovinezza grazie alla tenacia dei fan, i quali non sono mai stati così compatti attorno a questa controversa gemma dell’intrattenimento anni Novanta.

D’altra parte, Batman Forever è davvero “per sempre”!

Un successo (solo) commerciale

E’ il 1995. Gli U2 stanno entrando in studio per registrare Pop, Sony si prepara a lanciare Playstation sul mercato statunitense ed europeo, mentre Hollywood ci regala alcune pellicole che in un modo o nell’altro hanno contribuito a fissare nell’immaginario collettivo degli spettatori l’estetica e la filosofia cinematografica (e produttiva) degli anni ’90. Nel giro di poco tempo, tra la fine della primavera e l’estate di quell’anno, fanno il loro debutto sul grande schermo titoli come il controverso e premiatissimo Brave Heart, Pocahontas, Die Hard – Duri a Morire, Apollo 13, Casper e così via. Insomma, titoli che per svariate ragioni, ne sono certo, occupano un posto speciale nel cuore di molti.

Venerdì 16 giugno, in quasi 3000 sale cinematografiche americane viene proiettato Batman Forever. Il successo è clamoroso: $52.8 milioni solo nel week end di apertura, battendo il record raggiunto due anni prima da Jurassic Park ($47 milioni), e negli USA con i suoi $184 milioni è il più alto incasso di quell’anno. Senza contare gli introiti derivanti da tutto il product placement, in primis quello di McDonald: “I’ll get drive through” (riferendosi al noto servizio che ti permette di ricevere l’ordinazione restando in auto) è la prima battuta che Batman pronuncia nel film.

Batman

Nonostante il grande successo commerciale, Batman Forever non riuscì a convincere la critica. L’eredità che il film si portava dietro era enorme. Da una parte c’erano i capolavori a fumetti di Frank Miller, Alan Moore e Grant Morrison che avevano contribuito a ridefinire il personaggio in tutte le sue nevrosi, dall’altra c’era il Batman di Tim Burton che ripercorreva quella stessa strada filtrandola attraverso un’estetica molto particolare, poi magnificamente teorizzata con il neologismo “Dark Deco” dai creatori della fortunatissima serie animata.

Batman Forever sembrava, almeno apparentemente e a uno sguardo di superficie, voler prendere tutta un’altra strada. Tim Burton torna ma solo in veste di produttore. La regia viene affidata a un veterano della macchina da presa, Joel Schumacher. Michael Keaton rifiuta di vestire nuovamente i panni del Cavaliere Oscuro, quindi la scelta ricade sul bravo Val Kilmer, ricordato però da tutti come il belloccio che sfida Tom Cruise in Top Gun, lontano anni luce dalle ambiguità del volto di Keaton. Tommy Lee Jones/Due Facce e Jim Carrey/L’Enigmista, nel loro essere così “fumettosi”, colorati e totalmente sopra le righe rappresentano quanto di più distante ci sia dal Joker di Nicholson e, se possibile ancora di più, dal Pinguino di DeVito. Gotham City continua ad essere una città che vive di notte, ma se Burton l’aveva vista attraverso la lente del cinema impressionista tedesco, Schumacher la trasforma in un trionfo di luci fosforescenti e insegne al neon, con scorci che ricordano quasi l’estetica cyberpunk (doveroso ricordare che le scenografie di Batman Forever sono state realizzate da Barbara Ling, premio Oscar per il suo lavoro in C’era una volta ad Hollywood di Quentin Tarantino).

Al netto di qualche evidente debolezza, Batman Forever funziona per molti motivi che però richiederebbero di essere analizzati in separata sede, nonostante sia stato a più riprese liquidato in maniera sbrigativa come tentativo mal riuscito di omaggiare in qualche modo le storie più “camp” del personaggio, e in primis la mitica serie tv degli anni 60.

#ReleaseTheSchumacherCut

Dopo la morte di Joel Schumacher, avvenuta il 22 giugno 2020, il giornalista, autore televisivo e di fumetti Marc Bernardin fu il primo a parlare dell’esistenza di una versione di ben 170 minuti, rispetto a quella da 120 uscita nei cinema 25 anni prima. I 50 minuti di riprese extra, a quanto risulta, concentrerebbero l’attenzione sull’aspetto psicologico di Bruce Wayne, accentuando in particolar modo la questione del senso di colpa connaturato al personaggio. Se Keaton era fondamentalmente un folle che elaborava un gravissimo trauma infantile vestendosi da pipistrello, Kilmer mette in scena un Bruce Wayne divorato dai sensi di colpa per non aver saputo proteggere i propri genitori e in seguito, ma anche di riflesso, per non aver salvato l’ex procuratore e amico Harvey Dent dall’essere sfregiato con l’acido e la colpa per non essere stato capace di salvare i genitori di Dick Grayson/Robin. Purtroppo, di questo è rimasta solo qualche vaga impronta nella versione cinematografica (basti pensare ai flashback di Bruce al funerale dei suoi genitori). Alcune delle sequenze che fanno parte di quella che è stata subito ribattezzata “Schumacher’s Cut” erano già state inserite tra gli extra dell’edizione in DVD del film e sono facilmente reperibili su Youtube.

In generale, questa versione contribuirebbe a dare un tono molto più oscuro e sofferto all’intera pellicola. Come Schumacher stesso ha dichiarato, fu la Warner Bros. a voler invece confezionare un film “per famiglie”, che fungesse in realtà da lunghissimo spot pubblicitario per il merchandising correlato e in particolar modo per la linea di giocattoli associata alla pellicola, anziché il racconto di un uomo tormentato e costantemente sul filo del rasoio. La stessa Warner Bros. confermò l’esistenza di una versione uncut del film, dichiarando però di non avere intenzione di renderla pubblica. Nel frattempo sono però successe tante cose. Per esempio, attraverso una campagna martellante portata avanti dai fan, è stata rilasciata la versione da 4 ore della Justice League di Zack Snyder, anche se una sua uscita era stata categoricamente negata dalla Warner. E proprio sulla scia di #ReleaseTheSnyderCut, il 16 giugno i fan si sono dati appuntamento sui social intasandoli a suon di hashtag #ReleaseTheSchumacherCut, nella speranza di riuscire a far la differenza, anche stavolta!

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