I 50 migliori ristoranti del 2021 secondo World’s 50 Best Restaurants

di Sofia Biagini
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Un piatto del ristorante danese Noma

Dopo un anno di pausa forzata in cui i ristoranti hanno dovuto tirar giù le serrande, torna nel 2021 la classifica  annuale che annuncia i migliori indirizzi del globo in cui poter gustare delle vere e proprie prelibatezze: The World’s 50 Best Restaurants. Si tratta della stessa classifica che, nel 2018, ha riservato all’Osteria Francescana di Massimo Bottura il gradino più alto del podio. Non aspettatevi, però, di ritrovare il celebre locale modenese al primo posto: per regolamento, infatti, i vincitori delle passate edizioni non possono più essere votati, entrando di fatto nella Hall of Fame della prestigiosa classifica internazionale. A trionfare quest’anno è il ristorante Noma di Copenhagen; lo chef danese René Redzepi, in realtà, aveva già conquistato la cima del podio in passato, ma avendo il Noma cambiato sede nel 2017,  è stato riconosciuto come un ristorante “nuovo” a tutti gli effetti. Benché la corona sia andata alla Danimarca, non mancano certo in classifica dei ristoranti italiani a difendere il nostro prestigio culinario nel mondo (se vi interessa scoprire quali sono ristoranti italiani con 3 stelle Michelin abbiamo dedicato un articolo proprio a loro). Volete sapere a quale altezza della graduatoria si trovano? Non vi resta che leggere la classifica dei 50 migliori ristoranti del 2021 secondo World’s 50 Best Restaurants.

1. Noma, Copenhagen (Danimarca)
2. Geranium, Copenhagen (Danimarca)
3. Asador Extebarri, Atxondo (Spagna)
4. Central, Lima (Peru)
5. Disfrutar, Barcellona (Spagna)
6. Frantzén, Stoccolma (Svezia)
7. Maido, Lima (Peru)
8. Odette, Singapore
9. Pujol, Città del Messico (Messico)
10. The Chairman, Hong Kong (Cina)
11. Den, Tokyo (Giappone)
12. Steirereck, Vienna (Austria)
13. Don Julio, Buenos Aires (Argentina)
14. Mugaritz, San Sebastian (Spagna)
15. Lido 84, Gardone Riviera (Italia)
16. Elkano, Getaria (Spagna)
17. A Casa do Porco, San Paolo (Brasile)
18. Piazza Duomo, Alba (Italia)
19. Narisawa, Tokyo (Giappone)
20. DiverXO, Madrid (Spagna)
21. Hiša Franko, Kobarid (Slovenia)
22. Cosme, New York (Stati Uniti)
23. Arpége, Parigi (Francia)
24. Septime, Parigi (Francia)
25. White Rabbit, Mosca (Russia)
26. Le Calandre, Rubano (Italia)
27. Quintonil, Città del Messico (Messico)
28. Benu, San Francisco (USA)
29. Reale, Castel di Sangro (Italia)
30. Twins Garden, Mosca (Russia)
31. Restaurant Tim Raue, Berlino (Germania)
32. The Clove Club, Londra (Regno Unito)
33. Lyle’s, Londra (Regno Unito)
34. Burnt Ends, Singapore
35. Ultraviolet, Shanghai (Cina)
36. Hof Van Cleve, Kruishoutem (Belgio)
37. Singlethread, Healdsburg (California)
38. Boragó, Santiago (Cile)
39. Florilège, Tokyo (Giappone)
40. Sühring, Bangkok (Tailandia)
41. Alléno Paris at Pavillon Ledoyen, Parigi (Francia)
42. Belcanto, Lisbona (Portogallo)
43. Atomix, New York (Stati Uniti)
44. Le Bernardin, New York (Stati Uniti)
45. Nobelhart & Schmutzig, Berlino (Germania)
46. Leo, Bogotà (Colombia)
47. Maaemo, Oslo (Norvegia)
48. Atelier Crenn, San Francisco (Stati Uniti)
49. Azurmendi, Larrabetzu (Spagna)
50. Wolfgat, Paternoster (Sudafrica)

Lido 84 – Gardone Riviera (Lombardia)

La cacio e pepe del ristorante LIdo 84

Situato ai margini dello splendido Lago di Garda, Lido 84 a Gardone Riviera è famoso per i suoi piatti creativi serviti come fossero opere d’arte e per la sua ampia sala da pranzo con terrazza vista lago. Nei suoi due differenti menu, uno di degustazione classico e l’altro più innovativo, il ristorante mette in risalto i prodotti del Lago di Garda e dei verdi pascoli della Lombardia. Tra i suoi piatti più famosi meritano sicuramente di essere menzionati la cacio e pepe en vessie, un piatto di rigatoni cotti nella vescica di maiale con pecorino e succhi di vescica e serviti a tavola in modo teatrale, la parmigiana di melanzane a 400 gradi e la Torta di Rose, una torta leggera come l’aria preparata con i limoni del Garda. Lido 84, che quest’anno debutta al quindicesimo posto della The World’s 50 Best Restaurants,  è proprietà dei fratelli Giancarlo e Riccardo Camanini, di cui il secondo è anche lo chef del ristorante. 

Piazza Duomo – Alba (Piemonte)

L'insalata del ristorante Piazza Duomo

Al diciottesimo posto della classifica dei migliori ristoranti del 2021 troviamo Piazza Duomo ad Alba. Aperto nel 2005 dallo chef Enrico Crippa, Piazza Duomo rappresenta un vero e proprio assaggio del Piemonte, una delle regioni enogastronomiche più pregiate del mondo. Qui i commensali possono scegliere tra diversi menù degustazione: nel 2021, uno di questi rende omaggio al Barolo e alle tradizioni culinarie piemontesi rivisitate in chiave moderna, mentre un altro, denominato Il Viaggio – Crippa XXI, rappresenta la massima espressione della creatività dello chef. Entrambi sono sviluppati utilizzando ingredienti biologici e biodinamici. Il piatto più famoso del ristorante è l’Insalata 21…31…41…51…, il cui nome sta a indicare il numero, sempre variabile, di germogli, fiori e foglie che nei diversi momenti dell’anno vanno a comporla. Tuttavia, è la gamma di gustosi antipasti, provenienti principalmente dall’orto di Piazza Duomo, che rimane più a lungo nei ricordi dei commensali.

Le Calandre – Rubano (Veneto)

Il tiramisù in pipa del ristorante Le Calandre

Le Calandre nel comune di Rubano, in provincia di Padova, è un ristorante a gestione familiare: i fratelli Massimiliano, Raffaele e Laura, infatti, sono la terza generazione di chef-imprenditori della famiglia Alajmo e, dal 1994, sono i responsabili del ristorante,  votato in 15 edizioni della lista dei 50 migliori ristoranti del mondo e quest’anno al ventiseiesimo posto della classifica. La conoscenza dello chef Massimiliano (detto Max) dei prodotti stagionali della nostra penisola non è seconda a nessuno e si riflette nei suoi piatti, apparentemente semplici ma estremamente curati, molti dei quali hanno raggiunto lo status di cult. Tra i piatti iconici de Le Calandre troviamo il Tiramisù in pipa (un dolce da degustare sorbendolo da un pipa trasparente), e la Mozzarella di mandorle, un’esplosione di latte di mandorla e basilico. Una curiosità: all’età di 28 anni, Max Alajmo è stato il più giovane chef della storia ad aver ricevuto tre stelle Michelin.

Reale – Castel di Sangro (Abruzzo)

Un piatto del ristorante Reale

L’ultimo ristorante italiano presente in classifica, precisamente al ventinovesimo posto della graduatoria, è Reale, situato nel comune di Castel di Sangro, in provincia dell’Aquila.  Reale è un ristorante davvero unico nel suo genere: non solo perché ha la sua sede in un monastero con camere del XVI secolo ma anche perché lo chef Niko Romito padroneggia tecniche innovative per esaltare i sapori di ingredienti che spesso non si trovano in Abruzzo. Le sue creazioni includono un piatto di sedano rapa, nocciola e cardamomo, ostrica e cicoria, pasta fredda con calamari, bollito di manzo con finocchi e finocchietto selvatico e frutta fresca marinata con un infuso di limone, caffè caramellato e pepe nero. Nel 2020, per festeggiare i 20 anni del locale, Reale ha presentato anche un menu che ripercorre la storia del ristorante attraverso i piatti che ne hanno segnato il percorso.

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