Intervista all’editore Giuseppe Santelli

di Francesco Grano
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Santelli editore

Abbiamo raggiunto Giuseppe Santelli, giovane editore che, dal 2018, guida il gruppo Santelli, realtà imprenditoriale con quasi quarant’anni di attività nel settore.

Sei tra i più giovani editori italiani. Raccontaci come è nata la tua avventura tra i libri.

“Probabilmente la mia avventura tra i libri è nata prima di me, dato che quando sono nato ero già circondato dai libri di mio padre, che era editore. I libri sono una parte di me. Grazie a ciò, ho vissuto in prima persona, spesso inconsapevolmente, le varie fasi che l’editoria ha attraversato negli ultimi trent’anni. Poi a 25 anni diventai l’editore più giovane in Italia, apponendo la mia firma sull’atto notarile di costituzione; per molti ero giovanissimo, anche per lo stesso notaio che era un po’ incredulo… in realtà ero già pronto da tempo e avevo un progetto ambizioso e ben preciso di come sarebbe stata la mia casa editrice, ho semplicemente atteso di completare i miei studi universitari e personali prima di cominciare. Credo che in ambito professionale e lavorativo l’età conti meno di quel che si pensa, mentre contano moltissimo l’esperienza, la progettualità e la mentalità.”

L'editore Giuseppe Santelli durante una presentazione

Editoria è sinonimo di imprenditoria. Quali sono gli step imprescindibili per avviare una casa editrice?

“L’editore è quel tipo di imprenditore che, oltre agli imprescindibili ricavi, bada alle ricadute culturali, in quanto non investe sui prodotti in sé ma anche sull’idea e i contenuti che stanno dietro a quei prodotti (per quanto possa suonare strano a tutti, a me in primis, chiamare i libri così). Credo che non esistano step imprescindibili per affrontare questo tipo di sfida ma si debba lasciare ampio spazio alla fantasia individuale di interpretare come meglio si crede questo mondo che, spesso, risponde troppo a standard vetusti.”

La presentazione del libro su Sara Anzanello

Spiegaci perché è meglio investire nel settore editoriale piuttosto che in un altro campo.

“Non credo che gli investimenti editoriali siano migliori ma che, semplicemente, possano dare grandi soddisfazioni umane, culturali e sociali che in moltissimi settori passano in terzo piano, sotterrate dal mero guadagno. Invece nei libri il “ritorno” è più equilibrato.”

La Santelli editore ha in attivo un catalogo di autori eterogenei. Tuttavia, sorge spontaneo chiedere se la tua casa editrice preveda dei requisiti fondamentali perché i libri vengano pubblicati.

“La Santelli ha un catalogo ampio e una produzione intensa, proprio perché non siamo concentrati su un solo ambito ma abbiamo la capacità di svilupparne diversi. I nostri settori principali sono la varia e la saggistica ma credo che le regole si debbano fare, in primis, per capire quali sono le eccezioni. Altrimenti basterebbe un algoritmo per scegliere i libri! Invece abbiamo un direttore editoriale sempre più selettivo, col quale stiamo lavorando costantemente per alzare l’asticella. Al momento i libri su sport e benessere, quelli di cucina e sullo spettacolo, la manualistica e la saggistica divulgativa la fanno da padroni. Ma non escludo nuove sperimentazioni in futuro. Il nostro faro è la qualità e il mio obiettivo è fare libri che lascino un segno, dentro e fuori. Che possano insegnare qualcosa, che possano far riflettere o, perché no, far divertire e cambiare la giornata… o la vita! Se l’autore è di spessore ed è un punto di riferimento nel proprio ambito, se il progetto è serio e ambizioso, se il libro ha una propria forza contenutistica… be’, se tutti questi requisiti coesistono, allora potrebbe essere il prossimo libro Santelli!”

Giuseppe Santelli durante una presentazione presso la libreria Ubik di Cosenza

Hai consigli da dare a chi vorrebbe intraprendere un percorso lavorativo sia come editore sia come tecnico editoriale?

“Se una persona determinata, appassionata e ambiziosa volesse fare l’editore potrebbe contattarmi e, se mi convincesse, potrei essere disponibile ad aiutarlo a sviluppare il progetto. Mi è già successo diverse volte e il risultato è stato ottimale. Non esistono consigli per tutti, bisogna comprendere precisamente le singole situazioni. È estremamente facile fare un buco nell’acqua aprendo una casa editrice, infatti la maggioranza assoluta delle case editrici apre e chiude nel giro di 3-5 anni. Per quanto riguarda i tecnici editoriali, noi cerchiamo giovani eccellenze, solitamente preferiamo un’età compresa tra i 20 e i 35 anni perché, quelli più grandi hanno spesso competenze superate e sono intrisi da logiche aziendali anacronistiche. A me non interessa nulla di tenerti dietro una scrivania, di farti timbrare le ore, di controllare se vai in bagno quattro volte. Che assurdità! Le persone hanno bisogno di spazi di libertà, di sprigionare le proprie passioni, di amare il proprio lavoro. L’importante è che tutto venga fatto in maniera ottima, nel rispetto delle tempistiche e con soddisfazione per tutti. Altrimenti è chiaro che non andiamo d’accordo. Ma se nel mezzo c’è un aperitivo ai Navigli, un impegno personale o semplicemente la voglia di fare una passeggiata non mi devi chiedere il permesso. Questo è il nostro modello di smartworking. L’esperienza e la tecnica si acquisiscono sul campo e si migliorano giorno per giorno. Quello che invece devi avere già dentro è la predisposizione mentale alle sfide e al miglioramento, la passione e la determinazione e, soprattutto, caratteristiche personali come: saperti relazionare, saper organizzare modi e tempi, saper gestire in autonomia situazioni complesse, saper risolvere i problemi.”

Redattore editoriale

Quali sono le ultime innovazioni della Santelli editore? Ci sono progetti per il futuro?

“L’ultima innovazione è stata quella di essere la prima casa editrice italiana ad avere un canale televisivo su Twitch. Faccio di tutto affinché la Santelli non solo sia sempre al passo coi tempi ma sappia anche anticiparli. Il responsabile delegato del progetto è il dott. Matteo Fantozzi e ci tengo a ringraziarlo per il lavoro che sta svolgendo. Al momento siamo in fase di test, entro fine anno saremo operativi. Faremo approfondimenti tematici dando voce ai contenuti, non solo dei nostri autori ma coinvolgendo nelle nostre trasmissioni e nel palinsesto le migliori energie a disposizione. Dal punto di vista progettuale, da quest’anno abbiamo trasferito la nostra sede in Lombardia, nei pressi di Milano, e già questo dice molto sulle nostre intenzioni future. Lavoreremo quindi anche sul radicamento e sul territorio. È una scelta strategica che ci consente di lavorare al meglio con i nostri principali partners. Rientra nel mio più ampio progetto di espansione e crescita esponenziale che stiamo realizzando mese dopo mese. Chi mi conosce sa che mantengo le promesse e pondero le aspettative, mentre quando lo dissi tre anni fa in alcune interviste persino persone a me vicine pensavano che stessi divagando! Nei nostri piani c’è un significativo riassetto societario nel 2025, che avverrà una volta completata la fase di sviluppo in fase d’opera. Per quanto riguarda i progetti paralleli, stiamo appunto lavorando sui canali mediatici, come detto poc’anzi, nonché consolidando la libreria santellionline.it, che abbiamo lanciato l’anno scorso. Il nostro modello di un’editoria diversa, moderna, digitale è già presente e saremo protagonisti del cambiamento in atto.”

Una pila di libri

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