Dino Buzzati: perché è tra i migliori scrittori del Novecento

di Francesco Grano
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Dino Buzzati

Giornalista, scrittore, drammaturgo, pittore, poeta e chi più ne ha più ne metta, Dino Buzzati è stato capace di incarnare una personalità, per certi versi, multitasking, votata in toto alla cultura e all’arte, con particolare interesse per la letteratura a volte realista a volte fantasiosa, che lui stesso ha vissuto in prima persona come autore. Per chi volesse iniziare a conoscere la sua produzione, consigliamo cinque letture (quattro romanzi e una raccolta di racconti) capaci di dimostrare come Dino Buzzati sia tra i migliori scrittori del Novecento.

Bàrnabo delle montagne (1933)

Bàrnabo delle montagne

Storia picaresca, Bàrnabo delle montagne rappresenta l’esordio da romanziere per Buzzati. Narra le vicende di Bàrnabo, guardaboschi che vive, insieme ai suoi compagni di lavoro, in rifugio situato tra le montagne, luogo in cui le scorribande dei briganti non si fanno attendere. Una delle missioni di Bàrnabo e del suo gruppo consiste nel sorvegliare un deposito di armi e munizioni chiamato La Polveriera. Ma un giorno il suo superiore, Del Colle, viene ucciso dai briganti. Tempo dopo, il gruppo subisce un nuovo assalto da parte dei briganti. Impaurito, il protagonista scappa e si nasconde lasciando che il compagno Bertòn rimanga ferito a una gamba. Licenziato, Bàrnabo va a vivere dal cugino in campagna. Ma, nostalgico della montagna, anni dopo incontra Bertòn, il quale gli consiglia di ritornare al vecchio rifugio. Bàrnabo ritorna ma, ad attenderlo, c’è La Polveriera svuotata di tutto. Così, rimane solo lui, in attesa di un nuovo assalto dei briganti. Giunto il momento di dimostrare il proprio valore, Bàrnabo non ingaggia alcun tipo di lotta contro gli avversari che, esterrefatti, abbandonano il campo di battaglia. Bàrnabo rimane lì, solo, in mezzo alle montagne. Solitudine, paura, codardia, riscatto e tacita rassegnazione sono i temi presenti in Bàrnabo delle montagne, un’avventura di altri tempi ambientata nel cuore della natura, tra quelle montagne molto care all’autore, capaci di suggerire pensieri ed evocare suggestioni incredibili.

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Il segreto del Bosco Vecchio (1935)

Il segreto del Bosco Vecchio

Uomo senza scrupoli, Sebastiano Procolo vuole abbattere il Bosco Vecchio, proprietà  terriera di suo nipote Benvenuto, poiché ritenuta dall’uomo infruttuosa e improduttiva. Procolo, per eliminare il ragazzo e, così, realizzare il suo progetto, si allea con il vento Matteo, che era stato intrappolato all’interno di una grotta. Ma gli animali che vivono nel bosco, si frappongono tra esso e il folle piano. Procolo, in un momento di introspezione, capisce di voler bene al nipote. Difatti, la notte di Capodanno, l’uomo va alla ricerca di Benvenuto, convinto che questi sia rimasto vittima di una slavina. Procolo muore assiderato e suo nipote accompagna il vento Matteo in cima a un monte, dove morirà. Al pari di Bàrnabo delle montagne, Il segreto del Bosco Vecchio mette nero su bianco un insieme di tematiche, tanto profonde quanto introspettive, sull’uomo e sul bello della natura. Avarizia, superiorità, denaro, il rispetto della natura, la presa di coscienza, la redenzione, la sacralità della vita, il passaggio all’età adulta sono solo alcuni dei topic rintracciabili nel secondo romanzo di Buzzati, una metafora su quella che è la natura dell’uomo moderno, in cerca di un riempimento per la propria esistenza che, votata solo al guadagno, rischia di perdere di vista la bellezza del mondo nonché l’importanza della vita stessa.

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Il deserto dei Tartari (1940)

Il deserto dei Tartari

Con molte probabilità il capolavoro di Buzzati. Romanzo di formazione e riflessione intimista, Il deserto dei Tartari narra la storia del Tenente Giovanni Drogo, giovane ufficiale che, alla sua prima assegnazione, deve raggiungere e militare tra le fila dei suoi compagni d’armi in un remoto avamposto conosciuto come Fortezza Bastiani. Lontano dalla civiltà e circondato dal nulla, Giovanni si trova, dapprima, disorientato e voglioso di ritornare in città. Ma quando gli viene raccontato, da più voci, che un popolo nemico, presto, farà capolino all’orizzonte, Drogo inizia a fomentare, dentro se stesso, un desiderio di gloria e di scontro con il nemico che lo porta, anno dopo anno, a consumarsi. Il deserto dei Tartari, dietro l’apparente aspetto di romanzo d’avventura, nasconde ben di più; è una allegoria sull’incessante scorrere del tempo, sulle scelte che ognuno fa per se stesso, sulla testardaggine di procrastinare, a volte, degli ideali utopici che logorano il presente senza lasciare via di scampo all’univoco destino finale di ogni essere vivente: la morte. Tra sogni di gloria e introspezione, la penna di Buzzati, qui, evoca paesaggi lunari ed echi, a volte mistici, che scavano nel profondo del lettore.

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La famosa invasione degli orsi in Sicilia (1945)

La famosa invasione degli orsi in Sicilia

Romanzo illustrato, La famosa invasione degli orsi in Sicilia è un meraviglioso viaggio di pura fantasia elucubrato dalla instancabile mente di Buzzati. Un gruppo di orsi, capeggiati da re Leonzio, vivono isolati sulle montagne sicule. Ma la scarsità di cibo causata da un inverno molto rigido, porta re Leonzio e i suoi accoliti a invadere il Granducato di Sicilia. Dopo svariate battaglie contro l’esercito degli uomini, gli orsi diventano padroni della Capitale del Granducato. Ma con lo scorrere del tempo, gli orsi prendono usi e costumi degli uomini, diventando sempre più corrotti. In punto di morte, Leonzio esprime un ultimo desiderio: che i suoi simili tornino alle montagne, lasciando dietro di loro le cattive abitudini umane. Il messaggio ecologico giunge forte e chiaro nel finale ma, ogni singola pagina/illustrazione di questo romanzo buzzatiano, trasuda un fascino irresistibile capace di far riflettere, tavola dopo tavola, sull’importanza della natura che ci circonda e di come, la purezza d’animo, sia una vera virtù.

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Sessanta racconti (1958)

Sessanta racconti

Come il titolo stesso fa intuire, Sessanta racconti è una raccolta in cui, tutto l’estro di Dino Buzzati, emerge dalle pagine con una forza dirompente senza eguali. I sette messaggeri, Paura alla Scala, La fine del mondo, L’incantesimo della natura sono solo quattro dei sessanta racconti presenti nella raccolta. A metà tra realtà e fantastico puro, Sessanta racconti è l’opus, con molte probabilità, da cui partire in questo cammino letterario (ancor prima di immergersi nei romanzi buzzatiani), in modo tale da avere una adeguata infarinatura sui variopinti e profondi temi cari a questo imprescindibile e grandioso autore.

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